30 May 2014 / 10:05

Vancouver: il vino italiano alla conquista del Canada

Il Tre Bicchieri World Tour del Gambero Rosso torna in Canada: incontro ravvicinato con il sistema dei monopoli per capire come entrare in questo mercato. Dove i consumi viaggiano a velocità tre volte superiori alla media mondiale
Vancouver: il vino italiano alla conquista del Canada
Il Tre Bicchieri World Tour del Gambero Rosso torna in Canada: incontro ravvicinato con il sistema dei monopoli per capire come entrare in questo mercato. Dove i consumi viaggiano a velocità tre volte superiori alla media mondiale
Seconda volta per il Tre Bicchieri World Tour a Vancouver e già l’evento - che generalmente necessita di almeno tre edizioni per diventare un cult tra le diverse tappe mondiali - è nel cuore e nelle aspettative di addetti ai lavori e appassionati. Nella ballroom del bellissimo ed esclusivo Fairmont Pacific Rim, un’immensa e suggestiva vetrata sulla baia, il clima frizzante ed elettrizzato di esperti e i piatti dello chef Darren Brownhanno scandito la lunga giornata iniziata con la conferenza stampa, e proseguita con la degustazione aperta esclusivamente al trade, per poi continuare con il pubblico di appassionati, decisamente più preparato di quanto si veda in altri parti del mondo.

Il Canada è infatti storicamente un paese molto ricettivo verso i vini italiani, tanto che per diverse aziende rappresenta il primo mercato d’esportazione, addirittura superiore a quello statunitense. E questo nonostante non sia un mercato semplicissimo da penetrare, visto il ruolo dei monopoli, in alcune regioni soprattutto. Infatti in Canada la commercializzazione dei vini, e degli alcolici in generale, è riservata al Liquor Control Boards, diverso per ogni provincia (in Alberta lo Stato conserva il monopolio sulle sole importazioni, non sulla distribuzione). Perciò i monopoli delle diverse province del Canada acquistano in proprio i vini, li conservano e li distribuiscono. Va comunque sottolineato che questo procedimento non vede scomparire la figura dell’agente, anzi: è l’agente a presentare nuovi prodotti al monopolio provinciale per conto del produttore, a svolgere attività di promozione e di collocazione del prodotto, a mantenere rapporti con i funzionari.

Va anche distinto il tipo di importazione svolto dal monopolio, che può essere pubblica o privata. Quella pubblica consiste nell’inserimento dei vini, una volta sottoposti a una serie di controlli qualitativi, nei listini di vendita e nella loro commercializzazione attraverso reti controllate; quella privata invece prevede il controllo qualitativo dei vini ma non la loro commercializzazione. Dell’importazione privata infatti si avvalgono per lo più i numerosi wine club che in Canada, così come in tutti i Paesi con la presenza del monopolio e con una bassa densità abitativa, sono molto numerosi ed efficienti. Cosa significa esattamente? Che un’entità specifica – appassionati, aziende che acquistano vino per omaggi, a volte anche gruppi di ristoratori – chiede al monopolio di importare, per conto proprio, vini che il monopolio non ha nel listino di vendita. Il monopolio importa, ma su richiesta del privato, seguendo però la procedura standard in cui l’ente monopolistico quantifica un prezzo di vendita che tenga in considerazione, oltre al prezzo di partenza del vino, anche tutte le spese che l’importazione implica: spese di trasporto, assicurazione, dazi, imposte e, naturalmente, un margine di profitto. Si può quindi facilmente capire come il ruolo del monopolio sia centrale nel mercato del vino canadese, anche in quelle province in cui la commercializzazione è stata privatizzata.

Per entrare nello specifico della British Columbia, la provincia di Vancouver, la BC LDB gestisce direttamente 195 negozi, 2 centri di distribuzione e sorveglia – nell’ambito di un progetto d’apertura del sistema di vendita a privati – la gestione di 1205 punti vendita. I vini italiani, con un valore di circa 400 milioni di dollari canadesi, sono il primo prodotto dell’export italiano in Canada. Un valore che è destinato a crescere se si considera che la quota interna di mercato rappresentata dai vini aumenta costantemente, a discapito del consumo di birra e superalcolici, anche grazie a eventi che permettono di conoscere la realtà del vino italiano di qualità. Secondo uno studio dell’agenzia britannica ISWR il consumo di vino in Canada cresce infatti tre volte più rapidamente della media mondiale, tanto che nel 2013 quello pro capite in British Columbia è arrivato a 20 litri (mentre in Ontario sono ben 23.4). Tra i buyer della BC LDB la Master of Wine Barbara Philip era anche quest’anno presente al tasting e il suo entusiasmo è stato tale che quest’anno farà parte del panel di degustazione alle nostre finali, quelle che determineranno i Tre Bicchieri 2015. Un altro passo verso la conquista del West!



a cura di Eleonora Guerini

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 29 maggioAbbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. E' gratis, basta cliccare qui.
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