12 Jun 2015 / 10:06

Il Tre Bicchieri World Tour 2015 chiude il giro in Canada

Nonostante i monopoli, l’Italia è riuscita ad imporsi nel mercato canadese: quasi 700 mila hl nel 2014. E presto i consumi di vino supereranno quelli della birra. Dominano i vini toscani, ma guadagnano terreno anche quelli pugliesi e campani. Mentre sale il Pinot Grigio
Il Tre Bicchieri World Tour 2015 chiude il giro in Canada
Nonostante i monopoli, l’Italia è riuscita ad imporsi nel mercato canadese: quasi 700 mila hl nel 2014. E presto i consumi di vino supereranno quelli della birra. Dominano i vini toscani, ma guadagnano terreno anche quelli pugliesi e campani. Mentre sale il Pinot Grigio

Con due eventi di successo, quello di Vancouver, il 1 giugno e quello di Toronto del 4 giugno, s’è concluso il Tre Bicchieri World Tour 2015. Il Canada rappresenta il quinto Paese di destinazione dei vini italiani: nella classifica su base Istat è dopo la Svizzera e prima del Giappone. Nel 2014 sono sono stati esportati 684, 8 mila ettolitri per 75,9 milioni di euro. Nei primi due mesi 2015, l'export italiano di vino è cresciuto, passando da 40,7 milioni a 44 milioni di euro. In volumi, nello stesso bimestre, si registra un lieve calo, da 103 mila a 101 mila ettolitri.

Vancouver. I consumi di vini e il sistema dei monopoli

Nel grande salone del Coast Coal Harbour Hotel di Vancouver oltre 500 persone hanno avuto la possibilità di assaggiare i Tre Bicchieri e le migliori etichette di oltre 60 produttori italiani. La degustazione, riservata ai professionisti del settore e agli operatori del British Columbia Liquor Distribution Branch (il monopolio della regione che cura l’importazione e la distribuzione degli alcolici nella regione) è stata, poi, aperta anche agli appassionati e ai collezionisti di vino.
Oltre duecento i biglietti staccati per l’evento dedicato alla guida Vini d’Italia e ai vini che hanno avuto un premio speciale nell’edizione 2015. “È un mercato importante per noi” ci confida il Marko Primosicuna volta stabiliti rapporti con i monopoli regionali si entra nel listing ufficiale e noi lo siamo con successo da diversi anni. È un mercato curioso, esigente, in crescita, che chiede di essere presidiato dai produttori di qualità. Bisogna supportare agenti e ristoratori con la nostra presenza”. Tra gli intervenuti anche Barbara Philip, giornalista, master of wine e responsabile del portfolio Europeo del monopolio della British Columbia. “Il vino italiano affascina i consumatori” ci ha detto “le sue percentuali crescono, e siamo quasi all’8% dell’import, per un valore di oltre 80 milioni di dollari canadesi. Ma può crescere ancora molto. Qui si beve sempre più vino, e con questa tendenza presto i consumi di vino potrebbero superare quelli della birra”.

Italia protagonista del prossimo International Wine Festival

L’evento di Vancouver è organizzato in collaborazione con l’Italian Chamber of Commerce in Canada – West. “La British Columbia è un mercato promettentissimo, attento ai vini di qualità” ci dice Giorgio Puppin, capo ufficio di Vancouver “basti pensare che qui in città si tiene ogni anno l’International Wine Festival, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Una kermesse incredibile che richiama migliaia di appassionati e coinvolge centinaia di ristoranti in tutta la regione, con un calendario fittissimo di eventi, cene e degustazioni. Qui il vino è cultura”. “Siamo alla 37ma edizione” gli fa eco Harry Hertscheg, direttore esecutivo del Festival “e l’Italia rappresenta il tema centrale della prossima edizione”.

Toronto. Una notte al Museo

Forti di questo annuncio, ci siamo spostati nell'Ontario. Immaginate un enorme meteorite di cristallo e acciaio che impatti su un palazzo dei primi del Novecento, rimanendovi incastonato. È questo l’aspetto di una delle più famose strutture architettoniche del Nord America. Si tratta del ROM, il Royal Ontario Museum, icona della moderna Toronto, con la nuova ala, il Lee-Chin Crystal, progettato da David Libeskind, che ha ospitato il 4 giugno l’ultima tappa del Tour. Una Notte al Museo insomma, dove sotto la suggestiva ricostruzione in grandezza naturale dello scheletro di un di un Futalognksaurus, gigantesco erbivoro dell’epoca Cretacea lungo oltre 26 metri, nella Main Lobby, i 75 produttori premiati hanno versato ad appassionati ed operatori oltre 200 vini da tutte le regioni italiane. Le postazioni gastronomiche allestite dal LCBO, il Liquor Control Board dell’Ontario, che ha organizzato l’evento, ha trasformato il tasting in una vera esperienza del gusto.

Società multietnica e tradizioni italiane

Toronto è una città multietnica dove mille culture e mille tradizioni gastronomiche s’incontrano” racconta Katherine Mellin, titolare di Apparition Wines & Spirits “e quella italiana qui è molto importante. E tutto questo si riverbera sulla scena enogastronomica. I vini italiani in Ontario sono i più bevuti. Sono il 20% del mercato”. “Il vino italiano continua a crescere in Ontario” le fa eco Paul Farrell, product manager dell’LCBO responsabile dei vini europei delle selezioni di Vintages, la catena di enoteche (oltre 600) che cura le selezioni d’alta gamma del monopolio regionale “il 2014 ha fatto segnare un +5% sull’anno precedente. Si tratta di vini tecnicamente eccellenti che raccontano terroir di pregio, e sono competitivi. La loro diversità affascina i consumatori, e regioni come la Campania, l’Abruzzo e la Puglia oggi sono sulla cresta dell’onda. Chi compra italiano cerca un vino pulito, elegante, tradizionale, che accompagni una cucina gourmet con eleganza. Sono vini moderni tecnicamente, ma tradizionali perché attraverso i vitigni autoctoni raccontano terroir di pregio. Certo, i rossi toscani dominano la scena, ma sulla scia del successo del Pinot Grigio negli ultimi anni anche i bianchi sono cresciuti, lo dimostra il successo della Campania. E quello della Puglia conferma l’avvicinamento al gusto mediterraneo di molti consumatori e appassionati”. “È un mercato complesso e pieno di regole” ci dice Antonio Cesari di Brigaldarama ci sta regalando grandi soddisfazioni. E ci sono ancora grandi margini, a patto di investire con presenza continua e formazione”.

a cura di Marco Sabellico

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri dell'11 giugno.
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