di Paolo De Cristofaro

 

E’ sempre un momento particolare ed emozionante quello che nell’ultima settimana di luglio e nella prima di agosto vede ritrovarsi a Roma curatori e responsabili regionali per le finali che assegnano i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia di Gambero Rosso.

 

Al di là dei meccanismi di attribuzione dei premi, è un appuntamento fondamentale per iniziare a chiudere il cerchio e confrontarsi su quella che da oltre vent’anni è la più approfondita indagine sul campo per quanto riguarda i territori, i produttori e i vini italiani.

 

Sono circa 800 i campioni selezionati per le finali dalle 32 commissioni locali che hanno operato fin dal mese di maggio, e tra questi ci saranno rispettivamente 15 e 53 vini a rappresentare Basilicata e Campania.

 

E’ come sempre un assolo di Aglianico del Vulture a guidare la truppa lucana, con una netta prevalenza delle selezioni provenienti dalla calda ed austera vendemmia 2007, a cui si affiancano tre campioni dell’annata 2008 e tre del millesimo 2006. A prescindere dal censimento delle annate, sarà interessante verificare la lettura che emergerà durante le finali rispetto ad una serie di vini molto diversi tra loro per impostazione produttiva e stilistica, che mette insieme alcuni aglianico estremamente ricchi e concentrati, magari affinati totalmente in legno nuovo, e altri di profilo assai più rilassato e terziario, con tutto quello che c’è nel mezzo. Vedremo.

 

La Campania schiera ai nastri di partenza una maggioranza di vini bianchi, 28, contro 24 rossi e un unico vino dolce. Rispetto alla passata edizione sono ben 10 i finalisti in meno, un dato che riflette inevitabilmente le contraddizioni di una tornata di assaggi piuttosto complicata, come abbiamo più volte avuto modo di sottolineare nella rubrica Sorsi del Sud.


Come di consueto è l’Irpinia a fare la parte del leone, con ben 37 finalisti, seguita dalla provincia di Caserta con 8 e da quella di Salerno con 6. Benevento e Napoli sono rappresentate da un solo campione a testa.


Per quanto riguarda le denominazioni, sono i Greco di Tufo 2009 a comporre il gruppo più numeroso (ben 10), seguito a ruota da 8 Taurasi 2006, ai quali se ne aggiungono quattro dell’annata 2005 e uno del 2004. Molti meno del solito i Fiano di Avellino di annata (2009), 7 in totale, affiancati da 5 selezioni dell’annata 2008. A completare il quadro dei bianchi ci sono tre Costa d’Amalfi 2009, un Falerno del Massico Bianco, un fiano cilentano e una falanghina igt in purezza.

 

Sul fronte rosso, oltre ai già citati Taurasi, sugli scudi l’area del Falerno e delle Colline Caiatine-Terre del Volturno, con tre rappresentanti a testa. Sono tre anche i “supercampani” a indicazione geografica tipica, chiudono la sfilata un Aglianico del Taburno Riserva e un Piedirosso dei Campi Flegrei Riserva. E’ cilentano l’unico vino dolce campano approdato alle finali.

 

Vi lasciamo con queste ultime anticipazioni alla pausa estiva, per ritrovarci a settembre con nuovi appuntamenti e succose anteprime.
Nel frattempo un augurio di buone vacanze e un grande in bocca al lupo a tutti i produttori!

 

 

28 luglio 2010