Ci sono almeno trenta ragioni per venire nella gelateria Carabè in una strada poco trafficata in pieno centro di Firenze, tra la chiesa di Santa Maria Novella e piazza della Santissima Annunziata. Oltre trenta sono infatti i gusti che Antonio Lisciando propone tutti giorni a rotazione.
Siamo a Firenze ma le creme, i sorbetti e le granite di Lisciando, siciliano di Messina, riflettono la grande tradizione di Trinacria, le nuove concezioni di gelato e la personalità prorompente del nostro artigiano del sottozero.
Uomo di esperienza (prima di lui il padre e il nonno praticavano “l'arte di ghiacciare”), ma anche di testa e di cuore. Il suo è un gelato emozionale, da gustare con tutti i sensi. Con gli occhi, certo, ma anche con il naso e, soprattutto, con il palato.
Un'esperienza carnale e mistica, un'esplosione di sapore che va dritta al cervello, e che – cosa di non secondaria importanza – non appesantisce e lascia la bocca pulita.
«Il gelato veramente buono deve essere piacevole e facile da digerire, altrimenti non è di qualità» ripete come uno slogan il “maestro” Lisciando, come lo chiamano i clienti. Piacevolezza e voglia di fare il bis e anche il tris, ottenuti – oltreché dall'esperienza guadagnata sul campo – da materie prime fresche e di qualità e da una lavorazione senza scorciatoie né compromessi: «solo zucchero, frutta, uova e latte freschi».
Cosa scegliere dalle vaschette a vista (con temperature diverse a seconda se creme, sorbetti o granite)? Tutto.
Il pistacchio (di Bronte, ovviamente), la mandorla (tostata in due versioni, spellata e con buccia), la banana e lo yogurt, il fico, la crema... E tutte le granite, che Antonio propone pucciando una fetta di pane di farina rimacinata di grano duro fatto da lui (una cannonata).
Il giovedì sera c'è una ragione in più per venire da Carabè.
Dalle 19 a notte inoltrata finché c'è clientela, per tutta l'estate e finché la stagione lo consente, si può gustare un tris che vale il viaggio, non solo da un altro quartiere di Firenze: proprio da un'altra città. Prima di tutto la granita di mandarino, favolosa.
Poi il nero siciliano, una golosità esclusiva di Antonio Lisciando, una granita a base di cioccolato 75% e agrumi, una granulosità setosa con l'impatto esplosivo del cacao e il retrogusto agrumato che pulisce la bocca e la prepara a un nuovo assaggio per rinnovare la gioia del primo boccone.
Infine il bic bac, acqua profumata alle erbe dell'antica tradizione siciliana derivata dagli Arabi, che prende il nome da una particolare anfora di terracotta con un filtro alla base del collo dove un tempo si mettevano delle erbe aromatiche: si riempiva l'anfora d'acqua che attraversando lo strato di erbe odorose si riempiva di profumi.
Altra gelateria Carabè a Forte dei Marmi, in Lucchesia (via padre Ign. Da Carrara 23d, tel. 0584 880215). In apertura l'Officina del Gelato a Terranuova Bracciolini, nelle campagna della Valdarno, un atelier del sottozero degno di un artista del sottozero.
Carabè
via Ricasoli, 60r
tel. 055 289 476
Firenze
Mara Nocilla
settembre 2010

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