27 Mag 2015 / 17:05

Miniguida di Piacenza. Dalla Via Emilia alla Francigena: coppa, grana e tortelli con la coda

Al limitare della Pianura Padana, cesura tra Emilia e Lombardia, Piacenza è stata per secoli attraversata dalle genti più diverse: truppe o pellegrini, cortei rinascimentali o mercanti in viaggio per l'Europa. Oggi l'ospitalità è un punto saldo della cittadina. E si esprime anche a tavola.
Miniguida di Piacenza. Dalla Via Emilia alla Francigena: coppa, grana e tortelli con la coda
Al limitare della Pianura Padana, cesura tra Emilia e Lombardia, Piacenza è stata per secoli attraversata dalle genti più diverse: truppe o pellegrini, cortei rinascimentali o mercanti in viaggio per l'Europa. Oggi l'ospitalità è un punto saldo della cittadina. E si esprime anche a tavola.
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Uomini, pellegrini, merci. Tra Emilia e Francigena

Cerniera tra il Po, la Pianura Padana e gli Appennini – ultima tappa emiliana prima di raggiungere la Lombardia, e Milano, da cui dista solo una sessantina di chilometri - la città di Piacenza vanta una fondazione antica, accomunata al destino degli avamposti romani lungo la strategica Via Emilia; dapprima tracciato battuto dalle truppe (da qui passò la furia di Annibale durante la seconda guerra punica), poi rotta commerciale e religiosa, cuore nevralgico di traffici di merci e pellegrinaggi. Proprio gli interminabili tragitti devozionali che dagli albori dell'epoca cristiana determinarono lo spostamento di grandi folle di uomini, in costante ricerca di una salvezza divina da procacciarsi attraverso la fede, sono all'origine di un progressivo mutamento dell'assetto cittadino che, da colonia di frontiera per il controllo della Gallia Cisalpina in epoca imperiale, assunse durante il Medioevo – dopo i secoli bui delle devastazioni barbariche - la fisionomia di una prospera cittadina commerciale, soprannominata ben presto la città delle cento chiese e delle cento caserme.


Visitare la città. I tesori nascosti

Oggi, tra le vie di una città purtroppo segnata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, si respira il fascino di secoli che hanno visto avvicendarsi lotte medievali e fasti rinascimentali. Piacenza deve ringraziare il mecenatismo illuminato delle grandi famiglie, protagoniste di una Storia con la esse maiuscola che intreccia i percorsi dell'arte intercettando il genio di grandi artisti. Impresa vana, e forse ingiusta, cercare di ricondurre i tesori dislocati tra vicoli e piazze del centro urbano, a un unico progetto urbanistico: partendo da piazza dei Cavalli – con le statue equestri che sorvegliano il Palazzo Gotico ben conservato – davanti agli occhi di chi passeggia con il gusto della curiosità sfilano la facciata in marmo rosa e arenaria del Duomo duecentesco e Palazzo Farnese, la Porta del Paradiso che ricompensava i pellegrini in marcia sulla via Francigena all'ingresso della basilica (romanica) di Sant'Antonino, gli affreschi cinquecenteschi del Pordenone nascosti all'interno di Santa Maria di Campagna e di nuovo, a ritroso nel tempo, i mosaici pavimentali con il ciclo dei mesi della Basilica di San Savino.

Poi il Teatro Municipale dedicato a Verdi, gioiello che custodisce la tradizione del melodramma: ma la cultura locale, vivificata dal confronto con le altre Terre Verdiane, manifesta in tutta la città il suo amore per le rappresentazioni, i concerti, l'opera, la danza e la lirica che animano di volta in volta gli spazi di chiese sconsacrate, antichi palazzi e conventi, testimoniando la vivacità della scena culturale piacentina.

L'ospitalità a tavola. Grandi salumi, formaggi importanti e tradizione contadina


Particolarmente incline ad accogliere l'ospite, recita goliardicamente la Targa del Benvegnù conservata nelle collezioni di Palazzo Farnese. Come si esprime questa benevolenza in tavola? L'enogastronomia locale non manca di regalare grandi soddisfazioni ai gourmet più golosi, sostenuta dai prodotti di una food valley che anche qui, come nel resto del territorio emiliano, rappresenta uno dei vanti del settore agroalimentare made in Italy. Salumi, formaggi e vino sono i fanti di questa parata di eccellenze, passando da coppa, pancetta e salame piacentino – elevate al lignaggio di salumi di corte, protagonisti del banchetto di nozze tra Filippo V e Elisabetta Farnese – al Grana Padano e al Provolone Valpadano.
I piatti della tradizione popolare sono moltissimi, la bomba di riso che nasconde funghi e piccione e i tortelli con la coda ripieni di ricotta, erbette e spinaci, pisarei e faso (tipici gnocchetti con farina e pangrattato e fagioli) e anolini (pasta all'uovo ripiena); tra i secondi stracotti e brasati che arrivavano sulle tavole contadine nel giorno di feste, polenta e cavallo, lumache in umido. E poi una ricca tradizione dolciaria a base di ingredienti poveri: il latte in piedi e la spongata, la ciambella e i tortelli dolci, la torta di mandorle e il castagnaccio. O le conserve di frutta con le antiche varietà locali, dalla mela cotogna alla ciliegia di Villanova d'Arda.
Sapori custoditi dalle famiglie locali e dai casolari della Bassa, che tutti possono scoprire lungo la Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina, cento chilometri di percorsi tra borghi, campi e prelibatezze gastronomiche. Per apprezzare anche la tradizione del pesce di fiume, pure importante per la cucina locale, tra anguille affumicate, pescegatto e rane. Partiamo così alla scoperta delle migliori tavole piacentine con i consigli delle guide del Gambero Rosso.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2015 (comprala qui)

Antica Osteria del Teatro: In posizione centralissima, tra le mura quattrocentesche di un antico edificio, in cucina c'è Filippo Chiappini Dattilo, con il suo stile fresco e creativo, che contamina gli ingredienti locali con suggestioni originali. Due menu degustazione e una proposta per il pranzo estremamente conveniente. Ampia carta dei vini e servizio competente. Due forchette meritate

Osteria Santo Stefano: I grandi classici della cucina piacentina preparati in modo genuino con ingredienti locali e di stagione. In tavola arrivano pisarei e faso, tortelli ripieni di ricotta, la bomba di riso con piccione. Atmosfera piacevole dal tono rustico, ma ricercato. Buona carta con assortimento di vini naturali. Prezzo corretto e servizio piacevole e informale.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA (comprala qui)

Tosello: Aperta a Piacenza nel 1953, a pochi passi dal Duomo, questa pizzeria storica continua a sfornare un prodotto basso e croccante, steso con il mattarello e farcito a fine cottura con ingredienti freschi. Disponibile anche l'originale carta delle uova e delle frittate.

 

 

CONSIGLI DA BAR D’ITALIA 2015 (comprala qui)

Mirabilia: Locale storico su viale Dante, famoso per i suoi tramezzini preparati al momento. Ma fin dalle 6.30 si arriva qui anche per gustare una buona colazione, caffè intenso e croissant di produzione artigianale in arrivo dalle migliori pasticcerie della città. Buona selezione di tè e cioccolata calda.

Caffè F.lli Repetti: In posizione centrale, lo spazio esterno è piacevole per la pausa pranzo o l'aperitivo. L'offerta è ampia: panini preparati al momento, patate al forno, crostini caldi con salumi locali. Da bere vini autoctoni e d'Oltralpe. Personale gentile e cordiale, atmosfera piacevole.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI&PASTICCERIE 2015 (comprala qui)

Falicetto: rinomato laboratorio di pasticceria e cioccolateria da mastri pasticceri trapiantati dal cuneese. Tra le specialità da non perdere il Piacerino ispirato ai dolci trecenteschi, le praline in numerose varianti (anche agli asparagi!), gelatine e conserve, ma anche Sacher, semifreddi, mousse. Non ci sono tavoli.

Pasticceria Confetteria Galetti: un salotto fondato nel 1881 da Francesco Galetti proprio nelle vicinanze del Palazzo Gotico per accogliere il gotha culturale cittadino nel dopo teatro. Oggi il pasticcere è Enrico Ziliani che prepara ottime torte alla frutta, Sbrisolona, semifreddi, mignon, biscotteria secca, lievitati e cornetti del mattino. Buoni anche i salati per l'aperitivo. Servizio accogliente e cortese.

 

a cura di Livia Montagnoli

 

Antica Osteria del Teatro | Piacenza | via Verdi 16 | tel. 0523 323777- 0523 304934 | www.anticaosteriadelteatro.it/
Osteria Santo Stefano | Piacenza | via Santo Stefano 22 | tel. 0523 327802 | www.osteriasantostefano.it/
Tosello | Piacenza | via Francesco Daveri 10 | tel. 0523 324824 | www.facebook.com/pages/Tosello/223813594297288
Mirabilia | Piacenza | viale Dante Alighieri 21 | tel. 0523 452241 | www.tramezzinimirabilia.it/
Repetti | Piacenza | via Venti Settembre 124 | tel. 0523 331488 | www.facebook.com/pages/Bar-Pasticceria-Repetti/157750710916321
Falicetto | Piacenza | via IV Novembre 170/172 | tel. 0523 452422 | www.piacerino.it/
Galetti | Piacenza | corso Vittorio Emanuele II 72 | tel. 0523 324758 | www.facebook.com/pages/Galetti/156859187680067?fref=ts


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