Gambero Rosso

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La Ciliegia di Marostica IGP, di origine probabilmente caucasica, è il frutto più conosciuto della provincia di Vicenza. Le varietà più grosse furono selezionale in Oriente in epoche molto antiche e arrivarono in Italia dal cuore della Turchia grazie all’interessamento del console Lucullo. Furono proprio i Romani a migliorare le varietà in modo che potessero dare frutti grossi e succosi. Il nome "ciliegia" potrebbe derivare da Cerosonte, città dell’Asia Minore o da un vocabolo di origine persiana. La sua presenza nel vicentino è legata alla storica partita a scacchi giocata nel cuore di Marostica nel 1454. I primi alberi furono messi a dimora in quell’anno su ordine del governatore Taddeo Parisio il giorno delle nozze della figlia, contesa tra due cavalieri. Per evitare il duello che certamente sarebbe seguito, il governatore decise che la ragazza avrebbe sposato chi dei due avesse battuto l’altro in una partita a scacchi viventi. Nella piazza della cittadina si giocò così questa partita dove re, regine, alfieri, pedoni, torri e cavalli erano rappresentati da figuranti in carne ed ossa. Chi vinse l’inedito duello sposò la giovane; chi perse ebbe invece in moglie, come premio di consolazione, la meno avvenente sorella del governatore. Proprio per ricordare quella sfida, il giorno delle nozze Taddeo Parisio diede ordine di piantare sull’intero territorio dei ciliegi. Nacque così una tradizione, quella della partita a scacchi viventi, rinnovata ogni due anni a settembre....
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Pochi altri prodotti enogastronomici sono tanto rappresentativi di Vicenza come il baccalà. Le sue origini e la sua diffusione nel Vicentino risalgono al Rinascimento, quando il grande navigatore veneziano Pietro Querini approdò sulle coste di Rost, una delle più sperdute delle Isole Lofoten in Norvegia. Vide per la prima volta i “pesci-bastone” stesi ad asciugare e li portò in Italia. Da allora per i vicentini lo stoccafisso divenne un’alternativa al costoso pesce fresco, oltretutto facilmente deperibile....
Dall’anno 1000, nell’incantevole Altopiano dei Sette Comuni di Asiago, si produce formaggio: prima era fatto con latte di pecora poi , quando i bovini furono preferiti agli ovini per il loro modi di pascolare, senza strappare l’erba alle radici, il latte vaccino ha sostituito quello ovino ed è nata la tecnica casearia da cui si ottiene ancor oggi il gustoso formaggio Asiago a Denominazione di Origine Protetta, sia fresco che stagionato. Due sapori che non si distinguono semplicemente dal periodo di stagionatura, ma da differenti lavorazioni....
Da sempre la Soprèssa fa parte della tradizione gastronomica della provincia di Vicenza. L'ambiente, il clima e un'arte antica, codificata oggi in un preciso disciplinare di produzione, insieme alla scelta accurata delle carni, all'utilizzo delle parti migliori del maiale e alla giusta quantità di sale, pepe ed altre spezie donano alla Soprèssa Vicentina DOP un gusto dolce e delicatamente speziato, dall’aroma inconfondibile....
La coltivazione di questo ortaggio risale agli antichi romani: Catone il vecchio ne parla riconoscendone le proprietà medicamentose. Testimonianze affermano che Johann Wolfgang Goethe nel 1786, durante la tappa a Vicenza del suo viaggio in Italia, ebbe modo di assaggiare questa specialità e ne rimase colpito.  ...
Il cuore della coltivazione di questo prodotto di alta qualità è ad Asigliano Veneto, comune all’estremità meridionale della provincia, dove si concentrano i nove decimi della superficie specializzata. La produzione totale varia intorno ai 2.500 quintali all’anno....
Secondo gli esperti, Vicenza vanta una varietà di mais, il "Marano", dalla quale si ricava la miglior farina di granoturco per la preparazione della polenta. Questa farina prende il nome dal paese di Marano Vicentino, a nord del capoluogo di provincia. Qui viveva l’agronomo Antonio Fioretti che più di cent’anni fa decise di incrociare due varietà di mais locali, il Pignoletto d’Oro ed il Nostrano, coniugando la qualità del primo alla resa del secondo ed ottenendo così una varietà più adatta alle terre ghiaiose del Leogra....
A Grumolo delle Abbadesse, località del sud-ovest vicentino, si coltiva riso fin dall’inizio del Cinquecento. Il suo nome ricorda quelle monache dell’abbazia benedettina di San Pietro di Vicenza che ebbero il territorio in feudo appena dopo il Mille e che, con acuta lungimiranza, diedero inizio alla bonifica dei terreni e fecero costruire quei canali ancora oggi utilizzati "per condur a Grumolo acque per risara", come recita un documento d’archivio....
Nel Vicentino la coltivazione dell’ulivo è presente in tre zone ben distinte: i colli Berici, la Pedemontana del Grappa e i Lessini vicentini. Questi areali di produzione sono stati riconosciuti e tutelati dalle Denominazioni di Origine Protetta “olio extravergine d’oliva Veneto Euganei e Berici” e “Veneto del Grappa”.
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La pianura che si apre tra i Colli Berici e gli Euganei presenta un equilibrio climatico ottimale per una buona stagionatura. La presenza dei due gruppi collinari, infatti, condiziona l’andamento dei venti, la piovosità e la temperatura del luogo e aiuta a donare un aroma morbido, delicato e personale al Prosciutto Veneto DOP, che risulta così una base ideale per preparare antipasti, primi e secondi piatti, contorni di elevato livello gastronomico....

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