22 Apr 2016 / 09:04

Sagrantino, non solo DOCG

Al Vinitaly Luciano e Giuseppe Cesarini presentano le loro (quasi) 50 sfumature di Sagrantino.

Sagrantino, non solo DOCG

Al Vinitaly Luciano e Giuseppe Cesarini presentano le loro (quasi) 50 sfumature di Sagrantino.

Noi vogliamo essere portavoce dell’Umbria”. Parla così Giuseppe Cesarini, uno dei due patron della Cantina Signae che, insieme a Luciano Cesarini, sta rivoluzionando il panorama vinicolo della zona. L’Osteria del Bastardo, così si chiamava il loro stand durante la fiera veronese, omaggiava infatti profumi e sapori dell’intera regione: prosciutto, salumi e formaggi locali erano i degni accompagnatori di quel vino, il Sagrantino, che negli ultimi decenni è diventato massima espressione di autenticità territoriale.

Noto per essere uno dei vitigni più tannici al mondo, il Sagrantino è capace di dare vini importanti, da grande invecchiamento, corposi, ma allo stesso tempo estremamente bevibili, grazie alla presenza di frutto che ne diventa tratto distintivo. La DOCG Sagrantino di Montefalco è la denominazione più importante della regione e ne regola la produzione, secca o passita, restringendo l’area alla sola zona di Montefalco oltre che in comuni come Gualdo Cattaneo, Bevagna e Castel Ridardi, con rigide direttive da rispettare, come l’affinamento di minimo 30 mesi, di cui almeno 12 da passare in legno. Ma essere promotori di una realtà così eccellente e apprezzata, tanto in Italia quanto all’estero, significa anche avere il coraggio di osare e di rompere gli schemi. Proprio per questo Luciano e Giuseppe Cesarini hanno deciso di puntare su qualcosa di nuovo, capace di andare incontro al gusto internazionale non stravolgendo però una tradizione decennale.

Nascono quindi, accanto ai classici Montefalco Rosso, Sagrantino di Montefalco e Montefalco Sagrantino passito, vini come il RossoBastardo e il Benozzo, sempre a base Sagrantino ma non lavorato secondo le norme della DOCG, con conseguente (e coraggiosa) uscita dalla denominazione. Ma perché limitarsi solo al vino? Perché non utilizzare a pieno tutte le caratteristiche che questo vitigno ha da offrire? “Abbiamo deciso di provare a fare una confettura 100% Sagrantino – dice Giuseppe Cesarini – dove per un etto di prodotto vengono utilizzati 196 g di uva. È un prodotto genuino e sano che non prevede aggiunta di zuccheri. Abbiamo fatto una confettura che rappresenta appieno il Sagrantino, tanto che si sposa alla perfezione con tutti i cibi che si abbinano comunemente a questo vino, dai formaggi piccanti alla ricotta fino alla cioccolata fondente”.

La novità assoluta di quest’anno, presentata in anteprima proprio durante il Vinitaly è invece il succo 100% Sagrantino: “l’idea – prosegue Cesarini – nasce dalla possibilità di estrarre il succo e creare così una bevanda analcolica, pensata per grandi e piccoli”. Finisce qui? Assolutamente no: si attende nei prossimi mesi il via libera del Ministero della Salute per commercializzare un integratore alimentare a base di Sagrantino ideato per sfruttare tutte le proprietà benefiche del vitigno. Che sia l’inizio di una nuova frontiera da conquistare?

a cura di Irene De Rossi
allieva del Master in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico del Gambero Rosso

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