24 Feb 2015 / 14:02

Appunti di Degustazione. Vignaioli Naturali a Roma

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Italiani, stranieri, quotidiani o da grandi occasioni, piccole scommesse e grandi certezze: è il risultato della nostra visita alla manifestazione Vignaioli Naturali di Roma. Una bella occasione per assaggiare tanti vini, buoni in vigna e in cantina, ma buoni anche nel bicchiere. Ecco i nostri appunti di degustazione. 
Appunti di Degustazione. Vignaioli Naturali a Roma
Italiani, stranieri, quotidiani o da grandi occasioni, piccole scommesse e grandi certezze: è il risultato della nostra visita alla manifestazione Vignaioli Naturali di Roma. Una bella occasione per assaggiare tanti vini, buoni in vigna e in cantina, ma buoni anche nel bicchiere. Ecco i nostri appunti di degustazione. 
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Un po’ di sano turnover e una presenza internazionale sempre più folta nella Settima edizione di Vignaioli Naturali a Roma, organizzata da Tiziana Gallo il 7 e 8 febbraio. La manifestazione ci offre l’assist per raccontare nuove annate e produttori emergenti, belle scoperte e conferme altrettanto belle. La certificazione della bontà del lavoro di questi artigiani è nel bicchiere. E i risultati ci sono. Eccome se ci sono. Tante le etichette in degustazione, e tanti i vini provati. Noi abbiamo suddiviso gli assaggi in 4 categorie: un bere quotidiano di ‘pancia’ godibile e facile, una selezione di vini che si faranno grandi, la sezione estera e infine tre vini che ci hanno fatto brillare.

BERE BENE

Barbera d'Asti Latipica 2013 Giulia Gonnella
Giulia in vigna, Giulia in cantina, Giulia alle vendite. Nel 2006 è subentrata nell’azienda di famiglia sulle colline del Monferrato a San Martino Alfieri rimodulando la produzione che conta oggi 12mila bottiglie. La sua è una Barbera gagliarda, verace, immediata nei suoi toni di viola, frutto rosso appena colto: l’alcol generoso ma ben integrato, il finale tagliente, tonico, con una piacevole nota di mandorla amara. Chi ha nascosto il panino col salame? 5 euro e 50 centesimi in cantina. Cercasi distributore.

Barbera d’Asti Asinoi 2013 Carussin
La cantina della famiglia Ferro è una realtà a dir poco dinamica tra fattoria didattica, allevamento di asini e produzione di birra artigianali. Dettaglio: si realizzano vini deliziosi. Questo è un vino che non si annusa, si beve. Ha una presa al palato impressionante: sale, polpa scura succosa e matura, punte appena terrose, acidità scalpitante. E una naturalezza espressiva disarmante. Fa rispolverare, con un­ certo entusiasmo, l’unità di misura: “a secchi”.

Pinot Nero Vigneto La Fiocca 2013 Piccolo Bacco dei Quaroni­
Ci spostiamo in Oltrepò Pavese, sulle colline di Montù Beccaria. La cantina di Mario Cavalli e Laura Brazzoli è stata tra le prime a puntare sul pinot nero in rosso in zona. Il Vigneto la Fiocca ha oltre 50 vendemmie alle spalle, le piante poggiano su suoli limo argillosi. Vinificato in cemento, la versione 2013 si offre ariosa nei profumi, è polposa ed agile, di buona verve sapida. Molto buono anche il Cruasé 2011 – 40 mesi sui lieviti – dal profilo evoluto e carnoso.

Sileno 2012 Stillo
Esordio per questa azienda che lavora sulle colline che guardano il Lago di Tarsia in provincia di Cosenza. Un solo vino prodotto. Michela Stillo ci racconta che le vigne affondano su strati di sabbia, hanno solo 7 anni ma i risultati sono già buoni. Il Sileno è un blend di nerello calabrese (come varietà più vicina al cappuccio che al mascalese) e magliocco dal profilo maturo e solare. Si apre su toni ben declinati di olive nere, frutto scuro e più fresche sensazioni di scorza d’arancia. Ingresso largo e avvolgente, succoso ma sostenuto, dal carattere appena ferroso. Convincente. Il prezzo? Intorno agli 8 euro.

ASSAGGI DA BOTTE

Nur 2013 La Distesa
Il 2012 era una splendida versione, maturo nei profumi e scattante al sorso. Questo 2013 ha una spinta acida prorompente e una profondità gustativa tenace e ossuta, dalla carica agrumata sferzante con toni di cedro e sensazioni delicatamente tanniche a dare contrasto. Ci giochiamo qualche cent: con un po’ di pazienza diventerà grande.

Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Le Cince 2014 De Fermo
I profumi sono già fini e composti. Apre lento con toni di fiori secchi e una fragranza di piccoli frutti rossi. La bocca ha una fluidità e un ritmo incalzante e avvolgente nonostante l’acidità ancora in fase d’integrazione. Chiusura secca e dissetante con richiami di mandarino e melograno. L’indecisione è sull’ordine: cassa da 6 o da 12? Da un paio d’anni Le Cince se la può battere con i Cerasuolo – purtroppo sempre più rari - del vicino di vigna Valentini.

Rosso Arcaico 2014 Andrea Occhipinti
Andrea Occhipinti conferma una capacità di lettura ispirata e attenta del territorio. Siamo a Gradoli, sul versante settentrionale del lago di Bolsena. Seconda uscita per il Rosso Arcaico, blend di grechetto rosso e aleatico, vinificato in anfora: ha un carattere rilassato e spontaneo, sfumature e dettagli più che potenza. Ha un attacco preciso e di classe, avvolgente tra freschi toni agrumati e un fondo fumé. Raffinato

DALL’ESTERO

Chenin La Roche 2012 Christophe Garnier
Che bel vino. Colore carico e sensazioni iniziali di erbe aromatiche, di mela, e un tocco più scuro terroso, quasi di radice. L’ingresso è voluminoso, ricco di polpa, sostenuto da una marca salina vibrante: la progressione è qui dettata più dal sapore e dalla maturità del frutto che dalla tensione acida. Finale di grande carattere tra sensazioni di frutta secca e camomilla. Trattasi di un clos di un ettaro, con piante di oltre 70 anni. Nessuna aggiunta di solfiti.

Pouilly Fumé Pierre Precieuse 2013 Alexandre Bain
È la selezione che ci è piaciuta di più tra le tre proposte di Pouilly-Fumé. La parcella è quella più ricca di calcare. Attacco lento su toni appena bucciosi che poi si aprono con grande scioltezza su sensazioni di melone bianco, anice, quasi idrocarburo. Bocca rocciosa, di straordinaria potenza e rigore, con un’impronta fruttata che lascia una sensazione immediata di purezza e maturità. Lunghissimo.

Cabernet 2007 Korenika & Moskon
Ci trasferiamo tra i colli istriani tra Isola e Portorose in Slovenia. Zona di bianchi, ci sorprendono i rossi. Il Cabernet ha una bellissima freschezza di fondo, tra toni di bacche rosse, tabacco di qualità e menta. Bocca integra e compatta, con sensazioni appena agrumate, la nota vegetale è gentile, il registro sapido incisivo. Notevole anche il Refosco.

IMPERDIBILI

Collio Goriziano Friulano Brazan 140 mesi 2001 I Clivi
Siamo nel Collio Goriziano tra viti di oltre 70 anni che combattono con strati marnosi. Il vino ha affinato per ben 140 mesi sulle fecce fini. Solo acciaio. Ha una manovra aromatica semplicemente avvolgente, nitida, luminosa e incalzante. Sembra il Barca di Guardiola, tutti i movimenti sono talmente sincronizzati da sembrare semplicissimi. Le spezie in sottofondo, toni di frutta secca e un fraseggio gustativo essenziale e allo stesso tempo purissimo. Sviluppo gustativo di finezza e complessità superiori. Uno dei bianchi italiani più coinvolgenti degli ultimi anni. 6500 bottiglie prodotte, 20 euro in cantina.

Vitovska Collection 2009 Zidarich
Tante voci sotto un unico registro sapido. Meravigliosa la selezione di Vitovksa prodotta da Benjamin. Per quell’intensa salinità quasi salmastra di fondo. Per quei sapori più sfumati che ricordano le erbe aromatiche, rosmarino e timo. Di mezzo, quel carattere sassoso dei terreni del Carso che marchia a fuoco il liquido. Elementi appoggiati a una struttura solida e slanciata che dona grande profondità. È stata la prima Vitovska ad aggiudicarsi i Tre Bicchieri nella guida del Gambero.

Chianti Classico Le Trame 2010 Le Boncie
Chiudiamo con una sveglia acida da Castelnuovo Berardenga. Giovanna Morganti, dai suoi vigneti ad alberello su siti marchiati dal calcare, ci propone un vino ricco di chiaroscuri, autunnale (più nitido nei profumi rispetto ad altre versioni) e dal sorso godibilissimo. Suggestioni di foglie, terra, cuoio, tè nero e una bocca che fa scintille, rilanciando di continuo sapore e freschezza. Sul finale ha ancora tanta energia da spendere. Rigenerante.


a cura di Lorenzo Ruggeri

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