25 Mar 2015 / 10:03

Vinitaly 2015 report. Appunti di degustazione: ViniVeri a Cerea

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Il Vinitaly oltre il Vinitaly. È quello di Cerea e di ViniVeri. Tema della dodicesima edizione? Verso un'etichetta trasparente.
Vinitaly 2015 report. Appunti di degustazione: ViniVeri a Cerea
Il Vinitaly oltre il Vinitaly. È quello di Cerea e di ViniVeri. Tema della dodicesima edizione? Verso un'etichetta trasparente.
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Si è conclusa domenica a Cerea la dodicesima edizione di ViniVeri, la manifestazione che ha raccolto 130 produttori da tutta Europa. Li tiene insieme uno spirito produttivo non interventista, in vigna e in cantina, e una dimensione artigianale. Al centro dei 3 giorni di assaggi e incontri la questione della trasparenza delle informazioni riportate in etichetta: “Nel vino è addirittura vietato scrivere in etichetta le oltre 200 sostanze, provenienti dall’industria, autorizzate per legge; che possono essere aggiunte a partire dalla vendemmia fino al momento dell’imbottigliamento”, ricorda Giampiero Bea, presidente del Consorzio Vini Veri. Tanti gli assaggi ancora ben impressi, ve ne riportiamo 8.

VITOVSKA T 2011 VODOVIPEC
Pronti e via, partiamo con uno dei bianchi più autentici e complessi d’Italia. Per profondità sapida, messa a fuoco dei profumi, e un sapore finale che sembra cambiare in continuazione tra sensazioni iodate e di tè verde, il profilo appena resinoso e delicatamente fumé. Il Carso in bottiglia in un’espressione da assaggiare e riassaggiare nel tempo. Fermentazione e affinamento in anfora.

T'ARA RÀ 2013 CANTINA GIARDINO
Batteria di vini solidissima per Antonio di Gruttola,e di una azienda simbolo del movimento naturale in Irpinia. Sugli scudi questo Greco, tutto ciccia e ripartenze. Parte su sensazioni appena bucciose, ma si apre subito con un’energia travolgente. Entra largo e denso ma poi mette il turbo in una marcia di sale e scorza d’agrumi, un tocco floreale e di muschio, per un finale fresco, lungo e continuo. Strepitoso.

CESANESE DEL PIGLIO VIGNALI 2013 LA VISCIOLA
Non sembra un Cesanese”. È il commento che più ricorre tra quantiraggiungono il banchetto di Piero e sua moglie Rosa, che curano due ettari di proprietà a Piglio con vigne di 60 anni. Su tutti il Vignali, dal colore particolarmente scarico, espressione zolle ricche di argille rosse. Toni di anice e vena sapida: sfuma benissimo tra toni di piccoli frutti rossi, acidità elevata e ben calibrata. Leggermente più indietro nell’evoluzione, ma altrettanto buono, la selezione Mozzata 2013, figlio di suoli calcarei: più austero e ancor più verticale all’assaggio.

HABEMUS 2013 SAN GIOVENALE
Rimaniamo in regione per segnalarvi la crescita dell’Habemus, uvaggio rodaniano a base di grenache, syrah e carignan. Emanuele Pangrazi ci propone un vino più sottile delle precedentiversioni, gioca meno sull’estratto e più sulle sfumature balsamiche e speziate. Ha un frutto molto fragrante e succoso, un profilo fine e sfaccettato. Il legno è di qualità sartoriale.

QUEVERI 2013 VINO DI ANNA
La cantina di Anna Martens - da Adealaide a Solicchiata il passo è stato breve - è sicuramente tra le realtà emergenti del comprensorio etneo. Emozionante questo Nerello Mascalese che matura nei quevri, anfore di terracotta completamente interrate da 2mila litri. Sensazioni delicatamente affumicate, di radice, per un profilo maturo e leggiadro: sa di erbe aromatiche e scorza d’arancia. Il finale è di straordinaria classe.

PINEAU D'AUNIS NOCTURNE 2013 LES VIGNES DE L'ANGE VIN
Jean Pierre Robino è una voce unica del territorio della Sartre in Loira. Vini non per tutti, nessuna aggiunta di solfiti e acidità estreme, ma nelle migliori espressioni assolutamente incantevoli. Questa selezione proviene da vigneti di 70-80 anni: apre su toni di erbe mediciali, chiodi di garofano e una bocca pazzesca per progressione, vitalità, dal finale tagliente ma aromaticamente profondissimo.

BRAMATERRA 2011 COLOMBERA & GARELLA
Che naso! Luminosissimo e preciso nei profumi: viola, frutto rosso maturo e fragrante, scorza di mandarino. È un peso medio, sfuma e procede in sottrazione ma riempe la bocca di sapore e avvolgenza. Sapido, elegante, ha già una maturità espressiva e un incredibile ricchezza di dettagli. Aggraziato. In enoteca sta in piedi sui 18 euro.

BAROLO BRUNATE 2011 GIUSEPPE RINALDI
Beppe Citrico Rinaldi sfodera un vino sontuoso, già arioso nei profumi, finissimo dal punto di vista aromatico: fiori rossi secchi, un frutto di grandissima purezza, maturo e succoso; la bocca è la solita sferzata di energia, elegantissimo, d’infinito sapore e persistenza finale. C’è vita oltre l’annata 2010 in Langa.

www.viniveri.net/

a cura di Lorenzo Ruggeri


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