25 Mar 2015 / 16:03

Miniguida di La Spezia. Cibo di strada e cucina ligure in tavola

Nota per il suo passato militare, La Spezia sta recuperando la sua anima più vivace e turistica, trainata dai musei cittadini e della valorizzazione dell'antico nucleo urbano. E anche la tradizione gastronomica fa la sua parte, col cibo di strada e i piatti poveri della cucina ligure.
Miniguida di La Spezia. Cibo di strada e cucina ligure in tavola
Nota per il suo passato militare, La Spezia sta recuperando la sua anima più vivace e turistica, trainata dai musei cittadini e della valorizzazione dell'antico nucleo urbano. E anche la tradizione gastronomica fa la sua parte, col cibo di strada e i piatti poveri della cucina ligure.
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Non solo Cinque Terre, sentieri scoscesi, porticcioli che si rivelano all'ultima curva protetti da scogliere frastagliate. La provincia di La Spezia può vantare uno dei territori più intriganti d'Italia per patrimonio naturalistico e identità culturale. Ma cosa sappiamo del capoluogo? Al confine tra Liguria e Toscana, nella regione della Lunigiana che ricorda il passato celebre dell'antica città romana di Luni, La Spezia ha già vissuto più vite, segnate dalla cesura dell'Arsenale Militare (già progettato da Napoleone, ma realizzato solo per volere del primo ministro Camillo Cavour decenni più tardi), quando un giorno del 1862 fu posata la prima pietra del complesso che avrebbe radicalmente modificato il volto e l'attitudine della città, a lungo sinonimo di Marina Militare.


A SPASSO PER LA CITTÀ

La cittadina affacciata sul mare, che si apprezza al meglio dall'alto del castello di San Giorgio, sta però riscoprendo la sua vocazione turistica, trainata da un peculiare circuito museale (sono otto i musei dislocati nel nucleo urbano, per un'offerta che abbraccia secoli di storia, dai capolavori medievali del Museo Amedeo Lia ai reperti archeologici custoditi nel Castello, all'immancabile Museo Tecnico Navale fino al centro d’arte contemporanea) e dalla valorizzazione di un centro storico raccolto intorno al carugio del Prione, che taglia a metà il tessuto antico, dal mare fino alla porta della cinta muraria che indirizzava verso Genova.
Certo chi arriva fin qui per una visita alla città non può far a meno di imbattersi nei viali ordinati del quartiere che proprio dalla costruzione dell'Arsenale ricevette un impulso urbanistico fuori misura; qui si concentrano gli edifici di gusto liberty e un repertorio architettonico eclettico e stravagante che cercò di rispondere a molteplici stimoli e alle esigenze funzionali della Marina Militare.
Ma una giornata in città non può tralasciare una passeggiata sul Lungomare disteso sul Golfo, che ancora una volta ricorda il provvidenziale apporto del mare all'economia di La Spezia. Raggiungendo Corso Cavour, si è di nuovo al cospetto della città ottocentesca, nella zona deturpata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, oggi di nuovo vivace e animata dal mercato che ogni mattina viene allestito in piazza Cavour.


CUCINA LIGURE E CIBO DI STRADA

E proprio il rapporto degli spezzini con il cibo racconta di una vivacità che si esprime anche sul fronte gastronomico, riconducibile alla più ampia propensione della cucina ligure per i piatti poveri e gli sfizi da consumare passeggiando tra i carugi, e debitore alle risorse del mare.
La cucina di strada qui parla la lingua della farinata di ceci (fainà nel dialetto locale), delle frittelle di baccalà, della panissa, del castagnaccio, della focaccia di Recco, della focaccia ligure intinta nel cappuccino per una colazione rinforzata. D'altronde con oltre 250 prodotti agroalimentari tradizionali (l'olio d'oliva della Riviera in primis) la Liguria è tra le regioni italiane più ambite per offerta gastronomica.
In tavola sfilano la mesciua (una zuppa a base di cereali e legumi), la capponada, i gatafuin fritti ripieni di erbette e formaggio, le frittelle di bianchetti, le alici ripiene, il baccalà alla spezzina, il coniglio alla cacciatora, la cima ripiena, la trippa in umido. Pochi i dolci tradizionali: castagnaccio con pinoli e uvetta e Spongata sarzanese con marmellata, canditi, frutta secca. Magari accompagnati da un bicchiere di Sciacchetrà.
Intanto ecco i nostri consigli per non sbagliare nella scelta del ristorante. Ma anche street food, bar e pasticcerie.



CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2015 (comprala qui)

Osteria della Corte: In pieno centro, la corte interna utilizzata nella bella stagione è un punto di forza di questo accogliente ristorante. Ma si mangia anche bene, assistiti da un servizio premuroso e attento; in tavola piatti di mare e terra ben eseguiti, pasta fresca e dolci golosi. Valida la carta dei vini.

Portantico: Pesce di qualità e freschezza assicurata per una carta di mare che segue la tradizione più classica. Interni in stile marinaro, servizio attento e buona carta dei vini.

La Posta: Il ristorante di Claudio Mazzoni è una garanzia in città (ed è sempre consigliabile prenotare). Pesce fresco e ingredienti di qualità vengono interpretati magistralmente in cucina, con cotture essenziali e abbinamenti ricercati. Piacevole anche l'ambiente, ricavato in un'ex stazione di posta, che ospita opere d'arte contemporanea e un bel dehors. Carta dei vini di qualità e Due Forchette meritate.


CONSIGLI DA STREET FOOD 2015 (comprala qui)

Cooperativa Dai Pescatori: Siamo sul molo di La Spezia e la materia prima è sempre freschissima. Il locale è spartano, ma offre qualche tavolo per consumare antipasti e primi di pesce, però si arriva fin qui per una frittura al cartoccio da gustare passeggiando.

La Pia: Nei dintorni del mercato di piazza Cavour, questo è il tempio della farinata da oltre cent'anni. Acqua, farina di ceci (di mulino artigianale ligure) e sale: una spolverata di pepe sul momento e la fainà è pronta per l'asporto. Al banco anche focaccia di Recco e castagnaccio. Birra alla spina e artigianale.


CONSIGLI DA BAR D’ITALIA 2015 (comprala qui)

La Cambusa: Fronte porto, un piccolo ingresso introduce al wine bar che offre tante etichette locali di qualità, oli e pesci conservati per una golosa pausa pranzo. A colazione ottimo il cappuccino con la focaccia ligure.

La Suprema: Nella zona pedonale, questo è il bar più amato della città in ogni momento della giornata. Per colazione budini di riso, cannoli e bomboloni, a pranzo le proposte del panificio-rosticceria attiguo, in ora aperitivo cocktail di qualità e atmosfera giovane.
 

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI&PASTICCERIE 2015 (comprala qui)

Silvana: Sul Corso, dal 1971 una buona pasticceria tradizionale con cannoli farciti sul momento e dolci classici. Ma anche una valida produzione salata, da consumare nella saletta del locale.

 


a cura di Livia Montagnoli




Osteria della Corte | La Spezia | via Napoli 86 | tel. 0187 715210 | www.osteriadellacorte.com
Portantico | La Spezia | viale Italia 9 | tel. 0187 779048 |
La Posta | La Spezia | via Giovanni Minzoni 24 | tel. 0187 760437 | www.lapostadiclaudio.com
Cooperativa Dai Pescatori | La Spezia | banchina Revel | tel. 0187 770893
La Pia | La Spezia | via Magenta 12 | tel. 0187 739999 | www.lapia.it
La Cambusa | La Spezia | via San Bartolomeo 471 | tel. 0187 503083
La Suprema | La Spezia | piazza Sant'Agostino 4-7 | tel. 0187 730453 | www.lasuprema.it
Silvana | La Spezia | corso Cavour 401 | tel. 0187 717714


Per acquistare la guida Ristoranti d’Italia 2015 del Gambero Rosso clicca quiDisponibile anche l’App qui
Per acquistare la guida Street Food 2015 clicca qui
Per acquistare la guida Bar d’Italia 2015 clicca qui.Disponibile anche l’App qui
Per acquistare la guida Pasticceri&Pasticcerie 2015 clicca qui



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