30 Lug 2015 / 17:07

In viaggio. La Val di Noto, tra barocco e tradizioni gastronomiche

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Un tour in Sicilia, tra Siracusa, Sortino, Palazzolo Acreide e Noto, alla scoperta dei tesori artistici e gastronomici. Mandorle, miele, maiali dei Nebrodi, pesce e tartufo: un concentrato di eccellenze tutte da provare. 

In viaggio. La Val di Noto, tra barocco e tradizioni gastronomiche

Un tour in Sicilia, tra Siracusa, Sortino, Palazzolo Acreide e Noto, alla scoperta dei tesori artistici e gastronomici. Mandorle, miele, maiali dei Nebrodi, pesce e tartufo: un concentrato di eccellenze tutte da provare. 

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Ortigia e Siracusa, Sortino, Palazzolo Acreide e Noto. Tracciando su una mappa le linee che uniscono idealmente queste città si crea un perimetro che ricalca i confini di una delle più affascinanti e gustose porzioni d'isola: il Val di Noto.

Tra ruderi e siti archeologici che parlano la lingua dell'Antica Grecia si aprono scorci di splendide città tardo barocche. In questi luoghi i mandorli hanno trovato la loro terra d'elezione e il moscato bianco regala vini densi e succosi, profumati di zagara, miele e salsedine. Le riserve naturali custodiscono necropoli rupestri tra i colori di una macchia mediterranea rigogliosa e la freschezza vivida di torrenti e specchi d'acqua limpida. Andare per città e valli, alla scoperta di angoli suggestivi e prodotti tipici, è un'esperienza che riesce ad appagare tutti e cinque i sensi perché il Val di Noto è un concentrato di bellezza e bontà senza eguali, un concetto traboccante di storia, cultura, tradizioni, folklore, cibo e arte riconosciuto dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Siracusa, Ortigia e il mercato ittico

L'area intorno a Fonte Aretusa era abitata quando nell'VIII secolo a.C. corinzi e megaresi sbarcarono sulle coste siciliane e fondarono Siracusa. Qualche secolo dopo edificarono il teatro scavando la roccia viva, fra cave di pietra che ospitavano le latomie, carceri per schiavi e prigionieri. Non furono sufficienti le macchine da guerra costruite da Archimede per difendere la città dall'invasione romana, e così ebbe inizio un lungo periodo di assedio che conobbe, tra le tante, anche la dominazione sveva. A quest'epoca risale la costruzione di Castello Maniace che domina Ortigia. L'isola-museo è un intersecarsi di stradine che gravitano intorno a piazza Duomo (dove fermarsi anche per un caffè, nel Gran Caffè omonimo) fine gioiello di architettura barocca che incorpora, al suo interno, le antiche colonne del tempio di Athena. Passeggiando tra le viuzze assolate, passando davanti a ciò che resta del tempio di Apollo, si raggiunge l'antico mercato di Ortigia, un monumento al folklore e alla vitalità. Frutta, verdura e ortaggi, braci in cui vengono cotti peperoni, pomodori e cipolle, e un grande protagonista: il pesce. Freschissimo sui banchi, viene venduto appena pescato, ma c'è che si è ingegnato per offrire ottimi cartocci di fritti, aprire ostriche al momento o esporre la polpa di ricci di mare in bicchiere, già pronta per l'uso. Alici, gamberi, scampi, sgombri e tonni sfilano felici sulle tavole siracusane e i piatti interpretati dagli chef del luogo profumano di macchia mediterranea, origano fresco, agrumi e finocchietto selvatico. Il territorio si ritrova nei piatti del Don Camillo con i suoi prodotti locali (pane e panelle, maialino dei Nebrodi e la bella zuppetta di mandorle di Noto).

Sortino, il miele e lo Spiritu re' Fascitrari

A 30 chilometri dal mare il paesaggio racconta un'altra storia. L'entroterra del Val di Noto venne occupato intorno al XIII secolo a.C., quando l'arrivo dei Siculi costrinse gli indigeni a lasciare la costa e cercare rifugio tra le grotte impervie della zona montana. L'area è compresa nella riserva naturale orientata Pantalica, Valle dell'Anapo e Torrente Cava Grande, una perla nascosta tra gli Iblei che offre agli amanti del trekking la possibilità di esplorare la necropoli più grande d'Europa, godere della natura incontaminata e rinfrescarsi con un bagno nelle limpide acque dei fiumi Anapo e Calcinara, che formano piscine naturali di rara bellezza. La riserva in parte è compresa nel territorio del comune di Sortino, città in cui si pratica da millenni una maestranza agricola di grande fascino: l'apicoltura. Sembra che già Virgilio, Ovidio e Teocrito apprezzassero il fine miele ibleo, la cui arte è stata tramandata di padre in figlio fino ad arrivare ai giorni nostri. I mieli variamente aromatizzati (quello al timo è una chicca) sono impiegati in cucina e nella pasticceria tipica, basti pensare ai biscotti di mandorla, al torrone, alla pagnuccata e alla ghigghiulena (o cubàita). Con gli altri prodotti dell'alveare si ottengono propoli, polline, pappa reale e cera, ma i sortinesi sono anche gelosi custodi di un'antica ricetta con cui producono lo Spiritu re' Fascitrari, un distillato di miele e cera d'api cui viene aggiunto un decotto di miele e aromi, per conoscerlo meglio visitate l'azienda agricola Xuto. Fascitrari sono proprio gli apicoltori e il termine deriva da fascetre, i legni di ferula con cui si costruivano le antiche arnie tipiche siciliane. Ogni anno, in ottobre, la città organizza una sagra per promuovere e valorizzare il prodotto su cui si basa l'economia della città. Mentre, curiosamente, la cittadina è nota anche per una variante locale della pizza, ripiena e dalla caratteristica superficie profumata di erbe aromatiche, come la fanno aiQuattro Canti.

 

Palazzolo Acreide, la salsiccia e il tartufo

Qualche chilometro più a ovest c'è Palazzolo Acreide, fondata sul finire del VII secolo a.C. dai greci di Siracusa. Il teatro, le necropoli della Pinita e di Colle Orbo e i Santoni (dodici figure ad alto rilievo dedicate al culto della Magna Mater Cibele) testimoniano le origini colte e antiche di questa elegante cittadina. Meraviglie d'architettura sono la balconata di Palazzo Caruso (la più lunga al mondo con ben 27 mascheroni) e le chiese di San Paolo, San Sebastiano e dell'Annunziata, che con le sue colonne tortili è alta espressione del barocco ibleo. Palazzolo basa la sua economia sull'agricoltura e la zootecnia e la cucina ha colori e sapori forti e terragni. Alla base di tutto c'è il grano duro, coltivato nelle campagne e molito in zona, utilizzato per il pane e i cavatieddi, una pasta realizzata strisciando sui rebbi di una forchetta pezzetti di impasto a base di semola e acqua. Poi il latte e i formaggi, che assumono una aromaticità tipica derivante dal pascolo di pecore e vacche (caratteristica è la sensazione piccante conferita dalla sataredda, il timo selvatico), e la salsiccia, fresca o secca, vero vanto per i palazzolesi, che la preparano con pregiato suino nero siciliano. Sapori che, seppur rinnovati, si trovano nei piatti di Andrea Ali del ristoranteAndrea Sapori Montani. A chiudere il cerchio l'oro nero, il tartufo. Nei boschi si trova facilmente lo Scorzone o Tuber Aestivum, dall'interessante profilo aromatico. Una cultura recente, quella del tartufo in Sicilia, subito fatta propria da lungimiranti chef del luogo che utilizzano il tubero in alcune gustose preparazioni. Ma Palazzolo è anche città di dolciumi, con torroni e croccanti con frutta secca locale. Prodotti nella cittadina, sono frequenti negli scaffali di tutta Italia, per la spinta della dolceria Corsini, che da 120 anni lavora i dolci tipici della zona.

 

Noto, capitale delle mandorle, del Barocco e del Moscato

Dulcis in fundo: la mandorla. Pasta reale, frutta martorana, torrone, mustazzuoli, facciuna e biscotti, è lei la protagonista indiscussa della pasticceria siciliana, coltivata da millenni in tutta l'isola e introdotta in cucina dagli arabi. Nelle soleggiate terre del netino le tre cultivar più importanti (la pizzuta d'Avola, la Romana e la Fascionello), oggi tutelate dal presidio Slow Food Mandorle di Noto, riescono a produrre frutti di grande intensità aromatica. Interpretazioni d'autore sono quelle del maestro pasticcere Corrado Assenza, che tra le pietre barocche della sua affascinante Noto, offre prelibatezze di inenarrabile bontà a chiunque varchi la soglia del Caffè Sicilia, diventato ormai un monumento al pari dei bei palazzetti barocchi. Le sue creazioni sono la quintessenza delle meraviglie della terra iblea: pulite, armoniose ed eleganti, esprimono una cultura profonda e mai stantia. Proprio come la cattedrale di San Nicolò, il gioiello netino che dalla sommità della scalinata domina tutta piazza Municipio. Di fronte al Caffè Sicilia c'è via Nicolaci, fulcro della manifestazione che tutti gli anni, a maggio, dà il benvenuto alla primavera: l'Infiorata. Per l'occasione la stradina si trasforma in una piccola galleria d'arte a cielo aperto e si colora di petali di fiori che disegnano grandi quadri realizzati sul lastricato. Tornando ai dolci...l'abbinamento tradizionale prevede che siano accompagnati da un vino del territorio; e cosa è meglio di un buon Moscato di Noto? Tanto raro quanto delizioso, fragrante, dolce, fine e slanciato, questo nettare dorato viene prodotto da uve leggermente appassite, coltivate nei vigneti assolati che danno un tocco di colore alle colline aride che caratterizzano questo territorio straordinario, da conoscere anche attraverso i suoi indirizzi fuori mano, come nel caso di Borgo Alveria, agriturismo che è nato suun antico convento dei Frati Minori, a Noto antica. A circa 10 chilometri dalla città gode di un paesaggio naturalistico, archeologico e storico di straordinaria importanza.

 

 

Indirizzi

 

Siracusa

Antico Mercato di Ortigia  | via De Benedictis

Caseificio Borderi | via De Benedictis, 6 | tel. 329.9852500

Gran Caffè del Duomo | p.zza Duomo, 18 | tel. 0931.21544

Viola Espresso Bar | c.so Matteotti, 51 | tel. 331.8618415

Don Camillo | via delle Maestranze, 96 | tel. 0931.67133 | www.ristorantedoncamillosiracusa.it/home.html

 

Sortino

La Romantica Pizzeria di Tuccio | viale Mario Giardino 30 | tel. 0931.956260

Pizzeria Trattoria Le Monache | contrada Monticelli | tel. 0931.953268 | http://www.pizzeriamonache.it/

Pizzoleria I Quattro Canti | via Liberta, 88 | tel. 0931.954066

Azienda agricola Xuto | via P.E. Scamporlino, 4 | www.xuto.it

 

Palazzolo Acreide

Antica Pasticceria Corsino | via Nazionale, 2 | tel. 0931.875533 | http://corsino.it/it/

Pasticceria Caprice | c.so Vittorio Emanuele, 21 | tel. 0931.882846 | http://www.pasticceriacaprice.com/index/index.html

Andrea Sapori Montani | c.so Vittorio Emanuele ang. Via G. Judica | tel. 0931.881488 | http://www.ristoranteandrea.it/

 

Noto

Caffè Sicilia | c.so Vittorio Emanuele, 125 | tel. 0931.835013 | http://www.caffesicilia.info/

Costanzo | via S. Spaventa, 7 | tel. 0931.835243

Borgo Alveria | c.da Noto Antica s.da prov.le 64 | tel. 0931.810003 | http://www.borgoalveria.com/

Crocifisso | via Principe Umberto, 46 | tel. 0931.571151 | http://www.ristorantecrocifisso.it/

 

a cura di Serena Ciurcina

Foto della Cattedrale di Noto e della Chiesa dell'Assunta di Paolo Gallo

 

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