5 Ago 2015 / 18:08

Estate 2015: dove mangiare in provincia di Oristano? Mare, terra e acqua dolce: ricci, porceddu e bottarga

Fenicotteri e dune, tombe secolari e città fenice da una terra ferma nel tempo, che regala cartoline affascinanti e selvagge. Che si tratti di miniere abbandonate, acque cristalline, set western, placide città o spiagge da sogno, ecco i nostri consigli per godere dei piaceri della buona tavola anche in quest’angolo di Sardegna. 

Estate 2015: dove mangiare in provincia di Oristano? Mare, terra e acqua dolce: ricci, porceddu e bottarga

Fenicotteri e dune, tombe secolari e città fenice da una terra ferma nel tempo, che regala cartoline affascinanti e selvagge. Che si tratti di miniere abbandonate, acque cristalline, set western, placide città o spiagge da sogno, ecco i nostri consigli per godere dei piaceri della buona tavola anche in quest’angolo di Sardegna. 

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Oristano. Il fascino schivo e selvaggio di una Sardegna alternativa

Genti arrubia, gente rossa. È l'immagine suggestiva di un dialetto antico quella che identifica il popolo schivo di fenicotteri rosa – ghiotti di gamberetti - che ogni anno si ripresenta puntuale all'appuntamento con lo stagno di Cabras, tra gli ecosistemi palustri più ricchi d'Europa. Gli amanti del birdwatching si ritrovano sulle sponde dei bacini che abbondano sulla costa centro-occidentale della Sardegna per scoprire aironi cinerini e cormorani, falchi della palude e cavalieri d'Italia, o specie rare dai nomi buffi come il pollo sultano e il gabbiano roseo.

La provincia di Oristano si offre sorniona ai visitatori che abbiano voglia di entrare in contatto con un’isola meno strillata, un territorio punteggiato di piccoli paesi di pastori dalle origini antiche, insediamenti secolari affacciati sul golfo che in epoca preromana accolse i Fenici, tradizioni autentiche molto distanti dal folclore che si respira nei centri nevralgici del turismo isolano, distese di spiagge protette da dune imponenti spazzate dal maestrale, poco affollate e a tratti selvagge. Una prospettiva nuova della Sardegna, che fa luce su una cultura riservata, ma non per questo meno ospitale, anzi portata a condividere con gli “stranieri” in arrivo dal Continente l’essenza genuina di genti dedite alla pesca e all’itticoltura, alla pastorizia e alla viticoltura (qui si produce la celebre Vernaccia di Oristano) da tempi immemori.

Itinerari insoliti. Il set western, le miniere abbandonate, le antiche imbarcazioni fenice

Ecco cosa cerca chi si spinge fin quaggiù, preferendo la calma apparente della Laguna di Mistras (che in realtà pullula di vita) o la cornice suggestiva delle miniere di Montevecchio (ormai in disuso, oggetto di percorso museale) alla folla di Stintino o al glamour di Porto Cervo. Lo sa bene quel cinema dedito agli spaghetti western che tra gli anni Sessanta e Settanta scelse il villaggio di San Salvatore – a poca distanza dall’incantevole Penisola del Sinis - come quinta ideale per ricreare la suggestione di lande desolate e sequenze alla Mezzogiorno di fuoco.

La scoperta di un territorio ricco di sorprese – che dissemina i suoi tesori tra l’entroterra collinare e un litorale esteso per 120 chilometri tra Bosa (a Nord) e Arborea (al Sud, al confine con la provincia di Carbonia Iglesias) – può cominciare dalla rilassata cittadina di Oristano, capoluogo di provincia, che oggi sta riscoprendo una rinnovata vocazione turistica, e accoglie i visitatori con il suo piccolo centro storico dell’XI secolo e la bella Cattedrale. Usciti dal centro abitato, il territorio circostante regala un paesaggio inconsueto animato da bacini d’acqua che offrono ospitalità a una ricca fauna locale e di passaggio e prestano il fianco a lavorazioni antiche come quella dei muggini, avvolti in erbe lacustri e lasciati a macerare in acqua salata per ottenere Sa merca, ricetta prelibata da servire sulle tavole casalinghe. Cabras vanta peraltro il primato isolano nella produzione di bottarga di muggine, uova pressate, salate ed essiccate e prodotto ricercato della cucina locale.

E sempre curiosando tra stagni e lagune è possibile imbattersi nelle antiche imbarcazioni a punta di origine fenicia – sa fassonis – che ancora solcano l’acqua e ricordano un passato remoto dedito alla pesca.

Le spiagge

Ma viaggiare alla scoperta dell’Oristanese vuol dire anche lasciarsi conquistare dal silenzio delle dune di Piscinas: oltre trenta metri di altezza e qualche fiore di carota spinosa e giglio di mare qua e là; quasi un panorama desertico se non fosse per il vento che sibila tra la sabbia e porta con sé gli umori sapidi del mare. O incamminarsi lungo la Penisola del Sinis per perlustrarne gli angoli più riservati, dalla spiaggia di San Giovanni (che rivela uno dei siti archeologici più noti di tutta l’isola, le rovine di Tharros, città di origine fenicio-punica) a quella del Mare Morto, alla rigogliosa macchia mediterranea che ricopre come un tappeto erboso di lentisco, cisco e rosmarino l’Isola di Mal di Ventre, rifugio di conigli selvatici e meta privilegiata per le immersioni. Perdersi tra le spiagge che si aprono sulla costa significa lasciarsi conquistare dal monumento naturale di S’Archittu di Santa Caterina, scolpito dall’acqua nella roccia calcarea protesa sul mare, o lasciarsi incantare dai riflessi dei granelli di quarzo che identificano le spiagge di Is Arutas e Maimoni.

Altrettanto suggestive la spiaggia della Torre dei Corsari e l’insenatura protetta della spiaggia Stella, Putzu Idu con le sue saline e le dune di Pistis, ma anche la lunga spiaggia di Bosa, chiusa dalla Torre Aragonese che svetta sullo scoglio di Isola Rossa.

Bosa e Bonarcado. Storie millenarie

Bosa è una cittadina serafica affacciata sull’estuario del fiume Tema, dove si allineano le vecchie concerie (Sas Conzas), oggi visitabili. Da non perdere anche il quartiere medievale Sa Costa e il castello dei Malaspina. Se preferite risalire a ritroso agli albori della storia, il piccolo centro di Bonarcado custodisce nuraghi, tombe dei giganti e domus de Janas. A breve distanza anche la cascata Sos Molinos vale la visita.

Oristanese a tavola. Paniere ricco e ricette antiche

Una terra colonizzata da tempi così antichi è stata ben presto addomesticata dall’uomo, che ne ha fatto bacino agricolo destinato all’allevamento di ovini e pregiate razze bovine (come il Bue Rosso) e alla coltura di cereali e ortaggi, che oggi finiscono in tavola valorizzati da ricette antiche e moderne interpretazioni che rivisitano le cotture, rendendole più adatte alle esigenze moderne. Ma il legame con la memoria gastronomica trasuda da piatti immutati nel tempo, di mare, terra o acqua dolce, come i maccarones de busa e il porceddu alla brace, i malloreddus e la zuppa di arselle nere, l’aragosta alla Vernaccia. Tra i formaggi, il Casizolu ottenuto impastando il caglio bollente con il latte delle vacche rosse e il Casu Axedu di capra o pecora; ricchissima (e carica di simbolismi e significati religiosi) la lavorazione del pane e la tradizione dei pani coccoi, altrettanto varia la pasticceria tipica, che privilegia i biscotti secchi, tra amaretti, bianchittus, mustazzolus e candelaus. Non esitiamo a scoprire le tavole più interessanti della provincia per visitare quest’angolo di Sardegna senza rinunciare al gusto e alla qualità. I consigli delle guide del Gambero Rosso.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2015 (comprala qui)

Su Carduleu (Abbasanta): Ricette antiche e materie prime locali sono i segreti del successo di questa tavola, dove Roberto Serra propone una carta semplice che cambia stagionalmente. Due menu degustazione (mare e terra) a buon prezzo, pane maison e olio dell'oristanese. Carta dei vini essenziale.

Sa Mola (Bonarcado): I sapori della Sardegna più autentica che spazia dal mare alla terra, dalla suppa cotta alla fregola, dai maccarones de busa al sugo di cinghiale, al porceddu arrosto. Etichette regionali ben selezionate e personale attento.

Il Caminetto (Cabras): Cucina di mare, pescato del giorno e preparazioni semplici e gustose. Servizio gentile.

Cocco e Dessì (Oristano): Un'insegna storica molto amata. Cucina di mare semplice e ben eseguita, con ottime materie prime. Protagonista il pescato del giorno, proposto in diverse cotture. Servizio premuroso e valida carta dei vini.

La Rosa dei Venti (Sennariolo): Poco distante dal borgo, da qui si gode di uno splendido panorama sul golfo di Oristano. In tavola arrivano i prodotti degli allevatori locali e le verdure dell'orto interpretati al meglio dalla cucina. Salumi del territorio, pasta fatta in casa, carni cotte alla brace e porceddu. In chiusura seadas e sorbetto al mirto.

Da Renzo (Siamaggiore): Renzo Corona continua a promuovere i prodotti della sua terra, valorizzandoli con una cucina che parla di mare e pescato freschissimo, tra arselle di Marceddì e ricci di mare, calamari e seppiette. Tra i dolci le tipiche seadas. Possibilità di pernottare.

Grekà (Terralba): a pochi chilometri dal mare, una piccola sala e atmosfera piacevole per una cucina semplice e ben eseguita che recupera le ricette della tradizione. Mare o terra, gli ingredienti sono sempre di livello e trattati con cura. Tra i vini etichette regionali e molte valide proposte nazionali.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA FOODIES 2015 (comprala qui)

Orro (Tramatza): Una fattoria didattica immersa nella campagna dell'oristanese per acquistare conserve, olive da mensa e ottimi vini.

Sa Prentza (Seneghe): Pizza con condimenti locali e ottime materie prime, dalla carne di Bue Rosso alla razza Sardo Modicana tipica della zona.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA (comprala qui)

Peter Pan (Oristano): Il menu è un elenco di nomi di personaggi Disney che tutti ricordiamo, ma la pizza qui è affar serio. Lunga lievitazione, impasto leggero e una percentuale di farina di soia. Farciture tipiche con prodotti locali, come la bottarga.

 

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI&PASTICCERIE 2015 (comprala qui)

La Dolce Vita (Ghilarza): Un ritrovo ideale per una colazione degna di nota, ottimo espresso e pasticceria di livello. Ampia scelta di lieviti, farciture golose, bignè e cestini di frolla. Servizio cortese e accogliente. Troverete un punto vendita anche a Oristano.

 

a cura di Livia Montagnoli

 

Su Carduleu | Abbasanta (OR) | via Sant’Agostino 1 | tel. 0785.563134 | www.sucarduleu.it

Sa Mola | Bonarcado (OR) | via Superga | tel. 0783.56588 | www.samola.it

Il Caminetto | Cabras (OR) | via Cesare Battisti 8 | tel. 0783.391139 | www.ristorante-ilcaminetto.com

Cocco e Dessì | Oristano | via Tirso 31 | tel. 0783.252648 | www.coccoedessi.it

La Rosa dei Venti | Sennariolo (OR) | località Colle di Santa Vittorio | tel. 349.0683862 | www.larosadeiventi.tk

Da Renzo | Siamaggiore (OR) | strada provinciale 131 | tel. 0783.33658 | www.darenzo.it

Grekà | Terralba (OR) | via Marceddì 195 | tel. 0783.81761 | www.grekawinebar.it

Orro | Tramatza (OR) | via Giuseppe Verdi snc | tel. 0783.50040 | www.famigliaorro.it

Sa Prentza | Seneghe (OR) | corso Umberto 90 | tel. 347.6262166 | www.facebook.com/SaPrentza

Peter Pan | Oristano | piazza Mariano IV d’Arborea 22 | tel. 0783.300377

La Dolce Vita | Ghilarza (OR) | corso Umberto I 259 | tel. 0785.533111

 

 

Per acquistare la guida Ristoranti d’Italia 2015 del Gambero Rosso clicca qui. Disponibile anche l’App qui
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