10 Dic 2015 / 17:12

In viaggio. Roma al tempo del Giubileo, vol. 2: cucina creativa ed estro artistico

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Una nuova tappa nella Roma che si riscopre capitale della cristianità. Ai viaggiatori più curiosi proponiamo un tour tra esperienze gastronomiche d’autore e attrazioni che raccontano il rapporto secolare che lega la fama della città al genio e all’ingegno dell’arte. 

In viaggio. Roma al tempo del Giubileo, vol. 2: cucina creativa ed estro artistico

Una nuova tappa nella Roma che si riscopre capitale della cristianità. Ai viaggiatori più curiosi proponiamo un tour tra esperienze gastronomiche d’autore e attrazioni che raccontano il rapporto secolare che lega la fama della città al genio e all’ingegno dell’arte. 

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A pochi giorni dall'inizio del Giubileo straordinario della misericordia è impossibile fare stime su quali siano i luoghi più visitati, quel che è certo è che la Capitale offre tante, tantissime meraviglie da vedere. E da assaggiare. Veniamo al dunque e cominciamo il secondo tour dedicato allo spirito e alla pancia. Il tutto sul filo di un minimo comun denominatore: la creatività.

Colazione

È una delle rivelazioni 2015. Lui è Giuseppe Solfrizzi della pasticceria boulangerie Le Levain. Il nome (in francese significa pasta madre) è una dichiarazione d'intenti: qui potete cominciare la giornata con fragranti croissant in stile francese, frolle buonissime, tortine di mele dal cuore di crema o un irresistibile pan brioche. La bottega di via Santini, a pochi passi da piazza San Cosimato, è un'ottima tappa anche per chi ama la colazione salata: le quiche sono deliziose, così come i croissant e i bocconcini all'olio o al carbone dalle farciture sempre fresche. Un carico di energia ideale per cominciare bene la giornata, che vi farà affrontare al meglio anche l’ascesa al colle del Gianicolo. Da qui qualche rampa di scale vi separa dalla prima tappa di un tour dedicato a esplorare gli esiti più ingegnosi e curiosi della creatività artistica. Come il Tempietto del Bramante, piccolo gioiello di architettura e cesello custodito all’interno del complesso di San Pietro in Montorio. Emblema di una ricerca della perfezione della forma cara agli uomini rinascimentali, l’edificio a pianta centrale chiede di essere ammirato per le proporzioni perfette e il candore degli stucchi, come un’apparizione improvvisa al centro di un cortile del convento.

Usciti da qui godetevi lo spettacolo della città che si ammira dall’alto della terrazza del Gianicolo - divertendovi a riconoscere cupole, campanili e monumenti – prima di ridiscendere alla volta di Trastevere, con due consigli alternativi alle solite rotte per esplorare il quartiere della tradizione popolare per eccellenza. Se parliamo di creatività, gli esiti più alti del genio pittorico si colgono con gli occhi all’insù per ammirare la Loggia di Amore e Psiche, attrazione di punta della Villa Farnesina, che Raffaello e bottega affrescarono per celebrare l’amore del potente banchiere Agostino Chigi. Ma chi preferisse restare all’aria aperta, può visitare l’orto botanico della città – proprio alle pendici del Gianicolo – dove storia, natura e progettualità si fondono per regalare una passeggiata tra palme e bambù, roseti e giardini giapponesi, orto dei semplici e piante grasse, per un totale di oltre 3000 specie vegetali, importate e coltivate nel corso dei secoli sui terreni di Villa Corsini. E così, in vista del pranzo, arriviamo al primo bivio del nostro tour.

Pranzo

La prima alternativa ci porta sull’altra sponda del Tevere, a piazza Barberini, nel cuore di quella città ridisegnata dagli interventi urbanistici dei pontefici nel corso dei secoli. Il nome dell’insegna che vi suggeriamo si ispira a un’esclamazione di Dylan Dog, fumetto particolarmente caro ad Andrea Fusco, chef tra i più interessanti nel panorama capitolino. Parliamo di Giuda Ballerino dell'Hotel Bernini Bristol. Per il pranzo si va dalla tartare di salmone, mango e wasabi alla più classica frittura di calamari e zucchine con salsa tartara. Si continua con ravioli di baccalà, pomodorini confit al finocchietto e carciofi croccanti; polpo arrostito, patate viola, olive, puntarelle oppure hamburger di angus irlandese allo zenzero, cipolla rossa di Tropea, scamorza affumicata, lattuga romana e pomodoro. Prima di lasciare la zona alla volta della prossima tappa, ancora una scelta secondo esigenza: un passaggio rapido, ma folgorante, per ammirare la Fontana di Trevi appena restaurata, o una visita più ragionata alla sottovalutata Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini, che per pregio delle collezioni e ricchezza dell’edificio (ammirate la bella scale elicoidale di Borromini e il caposaldo della pittura barocca di Pietro da Cortona nel salone del piano nobile) non è secondo a nessuno.

 

Formula contemporanea e internazionale per la seconda alternativa: Romeo. Qui l'eclettica Cristina Bowerman, insieme a Fabio Spada, è riuscita nell'intento di creare un locale ibrido, versatile e dinamico. Al banco troverete formaggi (italiani, francesi, del mondo), latticini, salumi e insaccati (italiani, selezioni di iberici e altri spagnoli) da assemblare a proprio gusto. In carta l'ormai classico panino alla liquirizia con scaloppa di foie gras, finto ketchup di mango, maionese al passito e chips vegetali, ma si spazia dalla tartare di manzo con alici affumicate, tuorlo sodo, stracciatella e timo agli spaghetti aglio, olio e panettone (ma solo a pranzo). E molto altro ancora. Lasciatevi però uno spazio per la merenda. E se volete sfidare tempo e forze, non possiamo ignorare la vicinanza di uno dei complessi museali più celebri al mondo, quello dei Musei Vaticani, che in quanto a espressione della creatività umana offre un vasto campionario da esplorare, dalla Cappella Sistina alle Stanze di Raffaello, alle splendide sculture classiche. Considerata la lunghezza del percorso di visita, consigliamo di programmare una giornata dedicata, unendo magari il “pellegrinaggio” alla Basilica di San Pietro.

Merenda

Quale sia stata la vostra scelta per il pranzo, confluite verso Campo de’ Fiori. Un po' di calorie le avete bruciate: è giunta l'ora di recuperarle tutte. Dirigetevi verso piazza del Paradiso, di nome e di fatto per tutti i golosi. E se non avete una mappa a portata di mano, seguite il profumo del burro. Quello che Andrea De Bellis utilizza per i suoi cornetti fritti da riempire al momento con confettura o crema pasticcera. L'ora però suggerisce qualcosa di ancora più goloso, come la Sacher da passeggio (su stecco) o l'Assoluta (apoteosi del cioccolato in diverse consistenze). Ora proseguiamo. Sono sufficienti pochi metri per scoprire un luogo che non esiste più. Come? Aguzzando la vista e l’ingegno. Le facciate convesse di via di Grottapinta sono un chiaro indizio dell’esistenza del Teatro di Pompeo, che un tempo – all’epoca della Repubblica romana – poteva ospitare più di 17mila spettatori, primo edificio monumentale in muratura adibito agli spettacoli dell’Antica Roma. Per avere un’idea più precisa della vivacità urbanistica dell’area, non lontano da qui, visitate il museo di archeologia urbana della Crypta Balbi, tra ciò che resta del Teatro di Balbo, conventi e case altomedievali.

Aperitivo e cena in zona Testaccio

Se i nostri calcoli non sono errati, arriverete a Testaccio proprio all'ora dell'aperitivo. Da Stazione di Posta, dalle 18.30 alle 20.30, la scelta è tra vino alla mescita, birra o cocktail. Da abbinare ai salumi e formaggi biologici selezionati dallo chef Marco Martini. Se invece volete provare la cucina del giovane chef, ottima la formula di abbinare un cocktail a un piatto: dall'Americano Chinato (Campari, vermouth, vino chinato) abbinato con animelle chinotto e carote, allo Stellato (gin St. Germain, zenzero, anice stellato, cedrata) con seppie all'arrabbiata. Qui vi potete fermare anche per un'ottima cena, non prima di aver esplorato il suggestivo spazio dell’ex mattatoio della città, in parte adibito a museo per le esposizioni temporanee del Macro.

Se invece preferite spostarvi, andate da Spazio di Niko Romito Formazione. Prima cogliete l'occasione per fare qualche acquisto gourmet: il ristorante si trova all'ultimo piano di Eataly Roma, anche se (non ce ne voglia Farinetti), una volta dentro il ristorante, l'atmosfera cambia. In un locale ampio e luminoso, avvolto da una grande vetrata, verrete accolti dagli allievi della "Niko Romito Formazione", che sono anche in cucina, a proporre piatti elaborati con finezza e pulizia. Da provare il sauté di cavoli con sedano e mela; il manzo marinato quarantotto ore alle erbe con salsa tonnata, la seppia arrosto con estratto di seppia e taccole e i tortelli di ricotta, distillato di pomodoro, capperi e cucunci.

Aperitivo e cena in zona Ponte Milvio

Se invece decidete di optare per Ponte Milvio, fermatevi da Mostó. Una garanzia, firmata Ciro Borriello (già maitre di Acquolina accanto a Giulio Terrinoni) e Pasquale Liveri, anima del Sorì nel quartiere San Lorenzo: oltre trecento etichette scelte tra le migliori aree viticole d'Europa e uuna proposta gastronomica che va da quella sfiziosa dell'aperitivo o del dopocena con pintxos, gazpacho e taglieri di salumi e formaggi selezionati a quella della cena un piccolo menu di piatti alla carta. Se optate per la prima, per la cena spostatevi da Bistrot 64, dove l'impostazione della cucina e l'impiattamento meticoloso dichiarano le origini di Kotaro Noda, brillante talento del Sol Levante. Tre i degustazione di 4, 5 o 7 portate (il primo vegetariano), rispettivamente a 35, 40 e 60 euro, oppure si sceglie alla carta. Le proposte? Spaghetto di patate burro e alici; uovo a 64°; zuppa di cicoria e pecorino; costine di maialino iberico, agrumi e radicchi. Ma ci sono anche piatti della tradizione, romana ovviamente; e anche i dolci meritano. Di sabato l’orario del Maxxi si allunga fino alle 22 e dista solo qualche metro: respirare un po’ di arte contemporanea non ruberà molto tempo; l’impatto con l’edificio sinuoso progettato da Zaha Hadid vale la visita, come pure un passaggio all'Auditorium Parco della Musica, per ammirare le architetture progettate da Renzo Piano o assistere a uno spettacolo. Vi lasciamo con un'ultima suggestione: a un passo dall'Auditorium, lato Parioli, c'è una tavola che vale la pena di provare almeno una volta, quella di Roy Caceres e del suo Metamorfosi.

 

Le Levain | Roma | via Luigi Santini, 22 | tel. 06 64562880 | www.facebook.com/LeLevainRoma

Giuda Ballerino dell'Hotel Bernini Bristol | Roma | piazza Barberini, 23 | tel. 06 488933288 |www.giudaballerino.com

Romeo | Roma | via Silla, 26a | tel. 06 32110120 | www.romeo.roma.it

Andrea De Bellis | Roma | piazza del Paradiso, 56 | tel. 06 68805072 | www.andreadebellis.it

Stazione di Posta | Roma | largo Dino Frisullo | tel. 06 5743548 | www.stazionediposta.eu

Spazio di Niko Romito Formazione | Roma | piazza XII Ottobre, 1492 c/o Eataly | tel. 06 90279240 |www.nikoromitoformazione.it

Mostó | Roma | viale Pinturicchio, 32 | tel. 06 2579616

Bistrot 64 | Roma | via Calderini, 64 | tel. 06 3235531 | www.bistrot64.it

Metamorfosi | Roma | via G. Antonelli, 30 | tel. 06 8076839 | http://www.metamorfosiroma.it/

 

a cura di Livia Montagnoli e Annalisa Zordan

Foto di Andrea Di Lorenzo

 

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