17 Gen 2016 / 13:01

I grandi del cioccolato italiano. Bruco di Jesi

a cura di

Una realtà di appena 15 anni di vita, nata con una forte vocazione per il cioccolato aromatizzato ma che oggi offre una selezione ampia di cioccolatini, con frutta e spalmabili in prima linea. Vi presentiamo Bruco, il cioccolato di Jesi.

I grandi del cioccolato italiano. Bruco di Jesi

Una realtà di appena 15 anni di vita, nata con una forte vocazione per il cioccolato aromatizzato ma che oggi offre una selezione ampia di cioccolatini, con frutta e spalmabili in prima linea. Vi presentiamo Bruco, il cioccolato di Jesi.

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La storia di Bruco inizia nel 2001, anno di nascita dell'azienda nel comune di Jesi. Il nome deriva dall'acronomico di Bruna e Costantino, due coniugi che negli anni '70 hanno creato una bevanda a base di cioccolato e anice cui si sono ispirati i nipoti della coppia per aprire la cioccolateria. Nel 2012, invece, è arrivato Rodolfo Mazzei a tenere le redini della fabbrica, completamente rinnovata e ampliata. Ed è su questa “seconda vita” di Bruco che vogliamo soffermarci.

L'azienda

Con l'avvento di Rodolfo viene ampliata l'offerta, fino a quel momento basata principalmente sul cioccolato aromatizzato. “Quello che conta, per me, è offrire al consumatore una scelta di qualità che spazi dalla tavoletta meno impegnativa a quella da meditazione”. Praline, creme spalmabili, dolci da pasticceria, cioccolatini ripieni, frutta candita ricoperta: il cioccolato Bruco è declinato in tutte le sue forme. “Fin dall'inizio siamo stati riconosciuti nei vari concorsi come una realtà di qualità. Nel 2013 abbiamo vinto l'International Chocolate Award e la Tavoletta d'Oro per la categoria cioccolato e frutta”.

Prodotti e materie prime

E la frutta è una delle materie prime più importanti, quella che ha permesso a Bruco di vincere il premio è il fico di Cosenza DOP, utilizzato in abbinata al gianduia. Poi c'è la ciliegia di Vignola, che è alla base del Boero, uno dei prodotti di punta proposto sia nella versione classica che in una rivisitazione che prende spunto dal cocktail “Brucio in bocca”. È un cioccolatino “dal leggero contrasto fra dolce e piccante” con pepe nero, una componente alcolica, cioccolato e ciliegia. Tra i fornitori sono fondamentali, dunque, quelli che procurano frutta, come l'azienda agricola calabrese Masseria Mazzei, che si occupa soprattutto di agrumi e olio extravergine di oliva. “Vogliamo iniziare a utilizzarlo nelle nostre spalmabili”,un prodotto molto amato e proposto oggi in tre gusti diversi, ma ancora per poco: “è una linea destinata a crescere perché molto richiesta”.

I punti venditi: Exquisitaly

Sono circa 200 i punti vendita in cui è presente il marchio, distribuiti fra l'Italia e l'estero. A livello internazionale, la maggiore copertura è in America, Cina e Inghilterra, “ma resta comunque una percentuale non significativa, su cui dobbiamo lavorare e migliorare”. Il polo centrale di Bruco è però Exquisitaly a Roma, progetto di Rodolfo partito poco più di un anno fa con l'idea di creare un locale polifunzionale e dinamico nell'offerta di qualità. “Exquisitaly è una vera e propria vetrina. I cioccolatini sono esposti in bella mostra sul bancone e i consumatori sono invitati a provarli, per comprendere la differenza fra un cioccolato industriale e uno artigianale”.

Comunicazione: formazione e eventi

È su questa distinzione che bisogna insistere: “il consumatore non si rende conto che la differenza di prezzo fra un cioccolato di basso e uno di alto livello è veramente minima. Si parla di 1 euro, massimo 2”. È infatti la comunicazione il tallone d'Achille di questo settore, formato principalmente da “microaziende, che da sole non hanno la capacità sufficiente per promuovere la qualità. Per farlo, serve una dimensione aziendale più ampia, con un team di esperti in grado di suddividersi le diverse mansioni: dalla produzione, alla vendita, alla comunicazione”.

Per comunicare e informare il consumatore vengono organizzate visite in azienda con degustazione. Ma a breve ci sarà anche un corso presso Exquisitaly, tenuto dalla Compagnia del Cioccolato. “Noi forniamo lo spazio e Gilberto Mora e Roberto Caraceni – presidente e vicepresidente della Compagnia – si occupano delle lezioni. Il corso è previsto per febbraio e sono entusiasta all'idea di contribuire alla promozione del cioccolato artigianale”.

Presenti alle maggiori fiere del settore, Rodolfo e il suo team parteciperanno anche alla prima edizione italiana del Salon du Chocolat, in arrivo a Milano il 13 febbraio. “Ritengo che sia un dovere per ogni professionista prendere parte a questa manifestazione, fra le principali a livello europeo e mondiale. È un'occasione unica per divulgare la cultura del cioccolato di qualità. Gli operatori del settore non possono mancare a un evento del genere”.

Abbinamenti

Chiudiamo la nostra conversazione chiedendo, come al solito, qualche suggerimento sugli abbinamenti. “Rimango molto legato agli accostamenti classici, Barolo Chinato o vini passiti. In particolare, amo molto il Moscato Passito della cantina calabrese Viola”. Sono tanti gli esperimenti fatti: “utilizziamo molto l'alcol nei nostri cioccolatini, insieme alla frutta, per cui ogni giorno proviamo degli abbinamenti nuovi”.

Per la pasticceria, invece, “tutte le declinazioni possibili del cacao sono straordinarie”, dalle frolle alle torte alle mousse. “Buona l'unione con la ricotta ma, se dovessi individuare la massima espressione del cacao, sceglierei sempre la più semplice: la cioccolata calda”. A base di acqua calda e non latte, “per esaltare ancora di più le sfumature aromatiche di questo prodotto”.

Bruco | Jesi (AN) | Via Don Battistoni, 11 | tel. 0731 215649 |www.cioccolatodibruco.com/index.php/it/

Exquisitaly | Roma | piazza San Bernardo, 99 | tel. 06 48907042 | www.facebook.com/exquisitaly.it

 

a cura di Michela Becchi

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