24 Mar 2016 / 15:03

Tea Time da Fortnum&Mason. Curiosando tra gli scaffali

Scotch egg, filetto Glenarm, miele della Regina e prodotti bio della tenuta del principe Carlo. Ecco cosa si trova in questo mega emporio di Mayfair. Ed ecco come i marchi italiani stanno guadagnando scaffali. Il ceo Venters: “In Italia possibile accordo con la Rinascente”

Tea Time da Fortnum&Mason. Curiosando tra gli scaffali

Scotch egg, filetto Glenarm, miele della Regina e prodotti bio della tenuta del principe Carlo. Ecco cosa si trova in questo mega emporio di Mayfair. Ed ecco come i marchi italiani stanno guadagnando scaffali. Il ceo Venters: “In Italia possibile accordo con la Rinascente”

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Nel cuore di Mayfair, al numero 181 di Piccadilly Street, proprio di fronte alla Royal Academy, ma con perfino 50 anni in più sulle spalle di quest'ultima, potete trovare l'emporio più antico della città, baluardo dell'old British style, con tanto di facciata in mattoncini rossi e vetrine color acquamarina di epoca georgiana: i magazzini Fortnum&Mason. Per fare la conoscenza dei padroni di casa – Mr. Fortnum e Mr Mason - basta alzare lo sguardo verso l'orologio in cima all'edificio, da cui allo scoccare di ogni ora si presentano due omini con in mano un candelabro e una teiera. A dare il benvenuto, all'ingresso principale, c'è, invece, in carne e ossa, David, il doorman di origini irlandesi, vestito di tutto punto: doppiopetto, cilindro in testa e sorriso sulle labbra che ci apre le porte di questa piccola storia enogastronomica lunga 300 anni.

 

La storia: la nascita di un emporio

Il 1707 è ricordato per due eventi” ci dice subito il ceo Ewan Venters che ci accoglie una volta dentro “la fondazione di Fortnum&Mason e... cos'altro? Ah sì, l'invenzione della Gran Bretagna”. Mica robetta. E in effetti la storia dell'edificio è intrecciato a doppio filo a quello del Regno e della Casa Reale, come ci ricorda il nostro accompagnatore: “Mr Fortnum era al servizio della regina Anna con il compito, ogni sera, di accendere tutte le candele del Palazzo. Ma la regina era talmente esigente che nessuna candela poteva essere accesa al secondo tentativo, così Fortnum aveva ottenuto il permesso di portare a casa quelle 'andate a male'. Fu proprio lì che gli venne l'idea: il proprietario di casa era tale Mr Mason e i due si misero in affari”. L'associazione è presto fatta. I primi articoli venduti furono proprio le candele, ma il salto verso il reparto food seguì a ruota (con tè, spezie, frutta secca, selvaggina) e diede una nuova compagine gastronomica alla Londra del tempo, divenendo parte attiva della pagine più importanti della storia inglese: F&M fu fornitore ufficiale dell'esercito inglesi a Waterloo, ma anche degli ospedali di Florcence Nighingale durante la guerra di Crimea. E nel 1922 seguì la spedizione sull'Everest con scatolette di foie gras.

 

L'area Grocery

Si dice che in questa mecca dei gourmet, ben 300 anni fa, nacque il primo esemplare di Scotch egg: uova, salsiccia e pangrattato, il tutto appallottolato come fosse una specie di arancino e, poi, fritto. Oggi al Fresh Food Hall (piano -1) è ancora possibile assaggiarlo nella sua ricetta originale, inseme a tantissimi altri prodotti dell'area Takeaway. A noi l'ha servito un italiano, solo uno dei tanti incontrati nel nostro tour del negozio (“gli italiani assunti rappresentano oltre il 10% del nostro staff” ci confida il ceo“grazie al loro gusto e alla loro serietà sono sempre i benvenuti!). Altre specialità della casa sono le Yorkshire pies, torte salate a base di carne e verdure: pare che per festeggiare la fine di ogni nuovo romanzo, Charles Dickens fosse solito farne scorta proprio a questo indirizzo.

Spostandoci al reparto macelleria, non passa inosservato il filetto Glenarm proveniente dall'omonimo villaggio irlandese e lasciato a macerare da 28 a 42 giorni col sale dell'Himalaya: “Questo sistema di conservazione a secco” ci incalza Venters “ne sigilla tutto il sapore originario. Provatelo”. Per gli amanti del pesce c'è un bancone interamente dedicato al salmone: da assaggiare quello affumicato sul tetto del magazzino. Il reparto formaggi, invece, parla molto italiano: le bandierine tricolore segnalano Pecorino San Patrignano, Gorgonzola Carozzi, Provolone Mandarone, Taleggio La Berta.

Food e wine” ci dice il ceo “oggi rappresentano il 60% dell'intera attività di Fortnum & Mason, mentre un altro 20% è rappresentato dalla ristorazione. I settori dove il made in Italy è più presente tra i nostri scaffali sono formaggi e vini”. Il repartovini lo troviamo allo stesso piano: per lo più si tratta di private label, etichette a marchio F&M. “In questa categoria” continua “siete molto ben rappresentati dal Nord Italia con grossi quantitativi di Barolo, Franciacorta e Gavi”. Ma non mancano i grandi blasoni francesi. Tra gli italiani, scorgiamo le etichette Solaia Antinori (240 sterline), Barbera d'Asti Bruno Rocca (24,50 sterline), Grillo Bianco Maggiore Rallo (16,50). E, a dimostrazione di come Londra sia ormai molto wine addicted, allo stesso piano, poco più avanti, si può assaggiare il vino al calice nell'area Wine Bar. A cui presto potrebbero affiancarsi un Whisky Bar e una Sala sigari.

 

Il miele della regina sul tetto

Al piano terra si apre la Food Hall: confetture, cioccolata, biscotti, miele, caffè, cupcake e, nel periodo natalizio, il famoso plum pudding della casa. Il tutto esaltato da scaffalature in legno, lampadari d’epoca e moquette rossa. Ci colpisce subito il marchio San Patrignano, la casa famiglia riminese che rifornisce Fortnum&Mason di biscotti, conserve panettoni e, in questo periodo, colombe pasquali.

Poi, ci fermiamo davanti allo scaffale – il termine non rende l'idea – del miele, quello della regina. E qui la gerarchia dell'alveare c'entra poco. Pare, infatti, che per tradizione ogni anno, accanto alle tante etichette da tutto il mondo, se ne trovi uno particolarmente pregiato che viene niente di meno che... dal tetto di Fortnum&Mason (esatto, lo stesso dove viene affumicato il salmone: un vero laboratorio alimentare nel cuore di My Fair): “Sul tetto del palazzo” ci spiega Venters “abbiamo cinque alveari. La produzione ammonta a circa 500 vasetti e ogni anno riserviamo il vasetto numero uno alla regina. Le altre 499 vanno a ruba e nel giro di una settimana son già finite”. D'altronde il miele urbano sta ormai diventando una prerogativa del capoluogo inglese: ci sono altri alveari anche sui tetti di Westminster, National Portrait Gallery e Trafalgar Square. Altro che ritorno alle campagne!

 

Il tè

Ma, se il miele è l'oro delle api, qui dentro il vero tesoro è il tè. D'altronde ci troviamo in quello che fu lo spaccio di questa bevanda nel periodo più fiorente per i commerci della Compagnia britannica delle Indie Orientali. Londra allora era il centro di questa attività e i signori Fortnum e Mason sono ricordati come i commercianti più celebri di tutta la città. Fama che non si spense neppure con la loro morte: nel 1851, in occasione dell'Esposizione Universale di Londra, il negozio vinse il premio come miglior importatore del Regno Unito per “dried fruits and dessert goods”. Senza dimenticare che, in un periodo in cui il tè era considerato prerogativa dell'aristocrazia, questo emporio cominciò a venderlo a chiunque lo chiedesse, diffondendone la cultura.

Una sosta culinaria, senza lasciare l'edificio, la si può fare proprio al The Gallery Restaurant. In menu: salmone affumicato, insalata di anatra, roast beef. Per prendere il tè, però, aspettiamo di arrivare all'ultimo piano.

 

Tra i fornitori anche il principe Carlo

Prima, però, ci concediamo una sosta nell'area riservata agli 'hampers', i cestini di vimini siglati F&M famosi in tutto il mondo: fin dal '700 nessun pic nic dell'upper class londinese poteva essere considerato tale senza il cesto acquistato a Piccadilly. Oggi fungono anche da cesti-regalo con vini, formaggi, tè e tante altre delizie enogastronomiche del negozio. Tra gli scaffali, ne notiamo uno particolarmente interessante che porta il nome di Highgrove: la tenuta di Carlo d'Inghilterra nella contea di Gloucestershire. “Siamo in affari col principe di Galles” ci rivela la nostra guida “e abbiamo in catalogo diversi prodotti provenienti dalla sua Tenuta. Tutti alimenti biologici fatti da piccoli artigiani: dai biscotti, alle passate di pomodoro, dalle marmellate ai prosciutti”. Il cesto Highgrove già composto lo si può ordinare anche direttamente a casa ad un prezzo di 150 sterline.

 

Tea time: il rito del tè si rinnova

Non ci soffermiamo negli altri reparti, dove è il trionfo di cuffietta superfashion da doccia (“Quando si pensò di eliminarle dal catalogo, a Londra ci fu una vera rivoluzione” ci dice Venters), cappelli confezionati da un vero cappellaio della casa, profumo con tanto di stemma reale Clive Christian (quello della regina si aggira sulle 2700 sterline). Tiriamo dritti fino all'ultimo piano: dove si apre in tutto il suo splendore reale il Diamond Jubilee Tea Saloon, un'elegante sala dove si segue tutt'ora il rito del tè alla vecchia maniera. Alle 16, alle 17 e a qualunque altra ora del giorno, è sempre tea time. “Quella che sembrava una cerimonia ormai obsoleta” ci dice il nostro Cicerone “è tornata a vivere. Nel 2012 abbiamo ripensato e allargato la sala e per il Giubileo della Regina, Sua Maestà in persona è venuta ad inaugurarla”. Oggi ogni giorno passano a ripetere questo rito da 400 a 600 persone, sotto lo sguardo attento di Oliviero, il responsabile del piano, chiaramente - come rivela il nome - di origini italiane.

Per approfondire quello che per noi italiani 'it isn't our cup of tea'(non è il nostro forte), si può prenotare una degustazione guidata (noi ci siamo affidati ad un teataster italiano; Domenico Gradia) che prevede una selezione di tutte le varietà più pregiate in un crescendo di intensità: bianco, giallo, verde, rosso, nero e postfermentato. A ognuno il suo.

Il nostro viaggio di sei piani in 300 anni di storia finisce qua. Ma qualche altra piccola immersione in questa atmosfera old fashion è possibile nelle due succursali che sono nate qualche anno fa:un ristorante a St.Pancras International Station e un corner al Terminal 5 di Heathrow Airport. Al di fuori dei confini nazionali, il color acquamarina più famoso di Londra, è arrivato fino a Dubai e Hong Kong. E in Italia? “Lavori in corso con la Rinascente” ci rivela a sorpresa salutandoci il nostro accompagnatore. Pronti per il tea time magari nella nuova super-Rinascente che sta pian piano nascendo a Via del Tritone a Roma?

 

Fortnum & Mason | Gran Bretagna | Londra | 181, Piccadilly | W1A 1ER | tel. +44 (0) 20 7734 8040 | https://www.fortnumandmason.com

 

a cura di Loredana Sottile

 

 

 

 

 

 

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