17 Apr 2016 / 12:04

Food delivery: le mosse di Deliveroo, Foodora, MyFood e Moovenda

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Da una parte della barricata, il gigante danese Just Eat, dall'altra Deliveroo e Foodora che puntano tutto sulla qualità dei locali serviti. A contendersi una fetta anche realtà più piccole, come Bacchetteforchette, myFOOD o Moovenda. È la guerra del food delivery. 

Food delivery: le mosse di Deliveroo, Foodora, MyFood e Moovenda

Da una parte della barricata, il gigante danese Just Eat, dall'altra Deliveroo e Foodora che puntano tutto sulla qualità dei locali serviti. A contendersi una fetta anche realtà più piccole, come Bacchetteforchette, myFOOD o Moovenda. È la guerra del food delivery. 

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Il food delivery: i giganti stranieri e i superstiti italiani

Il primo dato è che il mercato del food delivery in Italia è quasi totalmente in mano agli stranieri. Da una parte c'è il gigante danese Just Eat, che dal 2011 ha promosso un piano strategico e di sviluppo volto alla qualità, con le acquisizioni di Clickeat.it, HelloFood Italia e PizzaBo, Cliccaemangia e Deliverex; dall'altra ci sono la londinese Deliveroo e la germanica Foodora. A completare la succulenta torta delle consegne a domicilio: Foodinho, acquisito dalla spagnola Glovo (presente a Barcellona, Madrid e Valencia) che oltre al cibo consegna praticamente qualsiasi cosa. E le italiane? Sopravvivono e cercano di resistere ai giganti stranieri. Pensiamo a Bacchetteforchette, che ultimamente si è fusa con myFOOD e conta un centinaio di ristoranti in portafoglio su Milano. E poi Moovenda a Roma, con centosettanta locali, e la più piccola Social Food a Palermo e Catania.

È la guerra del food delivery. Dove, almeno in Italia, c'è ancora posto e ci sono margini di assestamento. Anche perché il mercato è giovane, giovanissimo. Come conferma  Matteo Sarzana, General Manager Italy di Deliveroo: “La concorrenza fa bene in questo mercato perché, oggi come oggi, la penetrazione è ancora bassa. Il fatto che ci siano più player porta più persone a conoscere il servizio. Questo non può che essere positivo”. Lo ribadiscono anche Gianluca Cocco e Matteo Lentini, Country Manager di Foodora: “Per ora in Italia c'è spazio per tutti. E tutti dovrebbero avere l'obiettivo di far capire agli utenti che esistono servizi di delivery differenti da Just Eat. Ecco perché il maggior competitor secondo noi è rappresentato dalla mentalità degli utenti e di alcuni ristoratori!”. Il problema insomma non sono i player concorrenti, il problema è che la gente ancora non è abituata a ordinare cibo a casa. Scherzano. Ma non troppo.

 

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Cambiare la mentalità degli italiani puntando sulla qualità del servizio

Effettivamente l'immaginario collettivo del cibo d'asporto corrisponde quasi sempre a un kebab, a una porzione di sushi dell'all you can it o, quando va bene, a una pizza tiepida e gommosa mezza incollata ad un cartone che magari rilascia anche sostanze nocive. Eppure il settore delle consegne a domicilio sta evolvendo e punta sempre di più sulla qualità delle proposte. Prendendo in esame Deliveroo, Foodora, Moovenda, Bacchetteforchette e myFOOD non è difficile capire che è proprio questo il trend. Trend che coinvolge sia i ristoratori affiliati che gli utenti serviti.

Deliveroo, nata nel 2013 a Londra, è un servizio attivo da pochi mesi sia a Milano che a Roma e conta oltre seicento ristoranti affiliati. Ma non è questo il punto. “Deliveroo non è un semplice marketplace che mette in contatto ristorante e utente, ma una vera piattaforma logistica pensata per il consumo a domicilio” spiega Matteo Sarzana. “È un servizio che mette a disposizione al ristoratore, in maniera completamente gratuita, il tablet, una stampante, una squadra di fotografi e la promozione sui social, su volantini o nelle pensiline della metro. Solo una volta completata la fase di setup, prendiamo una fee sugli ordini veicolati attraverso il nostro portale”.

Per quanto riguarda gli utenti? Anche in questo caso si punta tutto sulla qualità del servizio: “In fase di transazione del cibo, dal locale a casa del cliente, la responsabilità è totalmente nostra. Il ristoratore deve solo pensare al piatto, per tutto il resto, lamentele o richieste degli utenti, ci pensiamo noi. Altra chicca è la possibilità che diamo di tracciare in tempo reale, tramite l'app, il percorso del driver. Cosa che Just Eat, per esempio, non può fare dato che, nella maggioranza dei casi, non offre servizio delivery ma funge da aggregatore per tutte le realtà che già lo fanno autonomamente”. In realtà questo concetto è stato recentemente digerito anche da Just Eat che nell'ultimo periodo si sta attivando in tal senso, sperimentando una flotta propria e, lì dove fattibile, eco friendly attraverso una collaborazione con la start-up Ponyzero, munita di bici e motorini elettrici. L'onere del trasporto e della consegna passa insomma sempre di più dal singolo ristoratore e esercente a un'organizzazione strutturata di logisitca integrata.

 

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La qualità dell'offerta e la selezione dei menu e dei ristoranti aderenti

La qualità del servizio, fornito a ristoratori e utenti, è data anche dai tempi di consegna stretti e dal packaging utilizzato. Su questo sono tutti d'accordo. Ma il tema che ci sta particolarmente a cuore è (ovviamente) la qualità dell'offerta. Che è implicita solo lì dove c'è una vera selezione dei locali affiliati, cosa che fanno con cura le realtà sopra citate (Deliveroo, Foodora, Moovenda, Bacchetteforchette e myFOOD). Mario Cassoli, founder di Bacchetteforchette, che a giugno 2015 si è fusa con myFOOD, racconta che i loro ristoranti vengono accuratamente selezionati per la qualità dell'offerta e per la predisposizione al delivery. Non solo: “Con ogni singolo ristoratore viene selezionato criticamente il menu, escludendo quei piatti che mal si prestano al servizio delivery”. Si spingono oltre quelli di Foodora, nata nel 2014 a Monaco e sbarcata a Milano e Torino nel settembre 2015 grazie all'acquisizione da parte del colosso tedesco Rocket Internet: “Noi studiamo assieme ad alcuni ristoratori un menu ad hoc per il delivery, che sia rappresentativo della cucina del ristorante in questione”. E non sono da meno i ragazzi di Moovenda che a Roma servono nomi del calibro di Gabriele Bonci (che ha creato un brand esclusivamente per le consegne a domicilio tramite Moovenda), Giuseppe Solfrizzi (Le Levain), Andrea De Bellis, Stefano Callegari (Trapizzino). Filippo Chiricozzi, co-founder di Moovenda, conferma infatti che il primo passo verso la qualità è la selezione dei locali. Non sempre avviene in maniera facile e immediata: “A volte riceviamo richieste dai locali più disparati e siamo costretti a declinare”. Just Eat in tutto questo? Segue il trend. E, con i mezzi di cui dispone, sicuramente non farà fatica a recuperare la sua reputazione. 

 

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Ogni realtà ha i suoi assi nella manica

Tolto il più conosciuto e diffuso Just Eat ecco qui di seguito una scheda riepilogativa dei 4 servizi di food delivery “di nicchia” che abbiamo analizzato.

Deliveroo | deliveroo.it  Dove: Milano e Roma. Costo di consegna: 2,5 euro. Punto di forza: il tempo di consegna medio è di 32 minuti e c'è la possibilità di tracciare in tempo reale, tramite l'app, il percorso del driver.

Top ten: Zaza Ramen, Lievità, La Briciola, Al Mercato, Bento, Besame Mucho, Qor, Taverna Calabiana, La gelateria della musica a Milano. Roscioli, Hamasei, Chez Coco, Daruma , Shinto, Ginger a Roma.

Foodora | www.foodora.it Dove: Milano e Torino. Costo di consegna: 2,9 euro. Punto di forza: consegne per il 90% dei casi eco friendly, con le bici.

Top ten: Yokohama, Bomaki, Briscola, Macinata e Fatto Bene a Milano. Arcadia, Girarrosti Santa Rita, Sfashion Cafè, Oinos e Fassoneria a Torino.

Moovenda | www.moovenda.com Dove: Roma. Costo di consegna: dipende dalla distanza. Punto di forza: consegna in tutta la città, indipendentemente dal cap, ottimizzando le corse e i percorsi attraverso un algoritmo.

Top ten: Casa Braciola by Bonci, Le Levain, Trapizzino, Mercato Testaccio, La Pariolina, Open Baladin, Pasticceria De Bellis, Aromaticus, Grezzo Raw Chocolate, Il Mondo di Laura a Roma.

Bacchetteforchette e myFOOD | www.myfood.it  Dove: Milano e Rimini. Costo di consegna: dipende dalla distanza. Punto di forza: si può ordinare in ogni singolo ristorante da ogni parte della città e, per quanto riguarda Milano, in quarantotto comuni dell'hinterland.

Top ten: Antica Osteria Stendhal, Bianca, Biancolatte, Bjork Swedish Brasserie, Delicatessen Specialità dall'Alto Adige, Il Liberty, Don Juan, Bussarakham, CioccolatItaliani, The Meatball Family a Milano.

 

a cura di Annalisa Zordan

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