22 Mag 2016 / 15:05

Mondo blog. Massaie Moderne: l'archeologia culinaria e altre storie

Un blog fa rivivere le ricette del secolo scorso e ne racconta le origini e il contesto in cui si sono sviluppate. Sono ricette curiose, come le storie che raccontano. Spesso legate ai grandi nomi dell'arte, lo spettacolo e la politica dell'epoca. Alcune molto moderne, altre improponibili per il gusto attuale. Samanta Cornaviera le ha provate tutte e le spiega sul suo blog Massaie Moderne .

Mondo blog. Massaie Moderne: l'archeologia culinaria e altre storie

Un blog fa rivivere le ricette del secolo scorso e ne racconta le origini e il contesto in cui si sono sviluppate. Sono ricette curiose, come le storie che raccontano. Spesso legate ai grandi nomi dell'arte, lo spettacolo e la politica dell'epoca. Alcune molto moderne, altre improponibili per il gusto attuale. Samanta Cornaviera le ha provate tutte e le spiega sul suo blog Massaie Moderne .

4 anni di vita e una storia molto più lunga, circa un secolo, anno più anno meno. Perché Massaie Moderne è un blog che guarda alla prima metà del '900. Parte dalle ricette d'epoca per raccontare un'Italia che non c'è più, ma che forse ancora è rintracciabile tra l'eredità che quel mondo ha lasciato nel nostro, tra le fila di un reticolato di storia, economia domestica, pubblicità d'epoca, riflessi e relazioni, politica e archeologia culinaria.

 

Archeologia culinaria

A volte si tratta di ricette che, trasformate poco o tanto, possiamo incontrare ancora, più di frequente sono i residui di un'epoca andata che ha però dato vita a quella attuale. “Anche il linguaggio utilizzato è molto diverso da quello di oggi. Ma non così tanto da non essere ugualmente godibile”. A parlare è Samanta Cornaviera, speaker per la pubblicità e felice free lance che lavorando da casa ha trovato tempo e spazio per dare vita al blog.

Tutto nasce da una ricetta incontrata per caso: il latte di ananasso “la ricetta mi faceva sorridere, e allora ho deciso di provarla: era terribile, l'ho buttata”. Da quel primo incontro ne sono nati altri, soprattutto ricette della prima metà del '900. Inizia così la sua ricerca storica. I piatti si portano dietro tantissimi altri collegamenti che definiscono l'ambiente in cui hanno preso vita. “Ho potuto consultare l'archivio storico della Cucina Italiana” la cui nascita risale al 1929. “Poi ho iniziato a cercare altri testi, in giro per mercatini e dove potevo scovare giornali e libri, per esempio Preziosa, rivista diretta da Ada Boni”. Era l'epoca in cui, dopo l'Artusi, si cercava di nuovo di dare un'identità nazionale alla cucina, allontanandola dallo stile francese a partire sin dai nomi. Parliamo dei primi anni del '900, ma questa eredità continua anche dopo, soprattutto nella cucina non popolare. Non dimentichiamo che all'epoca non tutti potevano permettersi l'abbonamento a una rivista, quindi quel che si mangiava nelle case meno abbienti era frutto di cultura popolare, arte di arrangiarsi e dei pochi mezzi a disposizione.

 

Le ricette

Le ricette sono curiose, spesso firmate da grandi nomi dell'arte, lo spettacolo, la politica. Talune estremamente moderne, come la cacio e pepe di Ungaretti, con cumino “perfettamente coerente con lo stile del poeta: breve, semplice, ma ricchissima di profondità e molto attuale, anche se del 1963”, o la torta preferita di Mazzini, una crostata di sfoglia con ripieno d mandorle tostate, limone zucchero e uova. A fronte di queste, altre improponibili per il gusto di oggi, come lo sformato autarchico del '40, che era intriso di propaganda quanto di grassi. O la vivanda italianissima del '38: pomodori ripieni di pasta, che per la concomitanza con il manifesto della difesa della purezza razza sono diventati loro stessi un inno al cibo italico. Il piatto di guerra di Cesare Aldani, cuoco del re, autore di libri e personaggio radiofonico oggi dimenticato (meditate gente meditate) era una polenta con piselli e pancetta, messa in un budello e fatta asciugare, così da diventare molto leggera e facilmente trasportabile; immersa in acqua dava vita a una minestra nutriente, una specie di razione K che risale alla guerra franco prussiana vinta dai tedeschi. Non è un caso che fu pubblicata sulla Cucina Italiana proprio quando Hitler venne in Italia per incontrare Mussolini e generare quel tragico sodalizio che noi tutti conosciamo. Personaggi geniali si accompagnano a ricette supersemplici: la panzanella di Petrolini del 1915, la carne grigliata di Lucio Fontana del '70, il pane e olio di Carrà.

 

Il sugo di Marinetti e il cuoco del re

Poi c'è il sugo di Marinetti, creato da Amedeo Bettini e dedicato al poeta futurista. È una ricetta densa di storia e di ingredienti: burro, prosciutto, sedano carote cipolle, passata di pomodoro, e poi un trito di capperi, olive, acciughe, aglio e prezzemolo. A questi si aggiungono carciofi fritti nel burro e granella di pistacchi. La ricetta partecipò a un concorso di cucina indetto dalla pasta Puritas, all'epoca molto famosa. Marinetti era in giuria, ma dato che rifiutava la pasta, “che” diceva “fiacca spirito e corpo”, pretese che i suoi piatti fossero a base di riso. E così fu.“Il concorso”racconta Samanta “indetto da la Cucina Italiana, lo vinse Bettini, capocuoco del re e collaboratore proprio della rivista, con un piatto ispirato a Marinetti che era in giuria. Come vedi” aggiunge “non è cambiato niente”.

 

http://www.massaiemoderne.com/

 

a cura di Antonella De Santis

 

 

 

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