21 Dic 2016 / 13:12

Heinz Beck e Cristina Bowerman aprono all’aeroporto di Roma. Ristorazione gourmet nel nuovo terminal di Fiumicino

Inaugura oggi il nuovo terminal del Leonardo Da Vinci riservato alle partenze internazionali extra Schengen, che ha richiesto sei anni di lavori e un ingente investimento. Nella piazza commerciale made in Italy anche dieci ristoranti, affidati alla gestione di grandi gruppi: Autogrill, Cremonini, Lagardere, My Chef. Osservati speciali Heinz Beck e Cristina Bowerman, con Attimi e Assaggio. 

Heinz Beck e Cristina Bowerman aprono all’aeroporto di Roma. Ristorazione gourmet nel nuovo terminal di Fiumicino

Inaugura oggi il nuovo terminal del Leonardo Da Vinci riservato alle partenze internazionali extra Schengen, che ha richiesto sei anni di lavori e un ingente investimento. Nella piazza commerciale made in Italy anche dieci ristoranti, affidati alla gestione di grandi gruppi: Autogrill, Cremonini, Lagardere, My Chef. Osservati speciali Heinz Beck e Cristina Bowerman, con Attimi e Assaggio. 

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La nuova area di imbarco di Fiumicino. Dopo 6 anni di lavori

Sei anni di lavori e 260 milioni di investimento per un spazio di 90mila metri quadri che ospiterà 22 nuovi gate dotando l’aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino, principale scalo aeroportuale capitolino (e primo in Italia per traffico e numero di passeggeri), di un terminal ambizioso riservato alle partenze dei voli intercontinentali (extra Schengen). Sotto la guida dell’azienda Cimolai, la struttura ha preso forma negli ultimi anni non senza difficoltà e controversie, e oggi alla presenza delle autorità l’area di imbarco E è stata finalmente inaugurata. Concepito secondo avanzati criteri ingegneristici e architettonici, il terminal si candida a diventare uno dei principali Airport Mall d’Europa e scommette su un design modulato su materiali di pregio che omaggiano la tradizione romana e un sapiente utilizzo della luce naturale, grazie all’abbondanza di superfici vetrate.  

 

Attimi di Heinz Beck

La piazza Made in Italy. Beck per Cremonini: Attimi

Tra i punti di forza del nuovo terminal, che si propone di soddisfare standard elevati di confort e servizi al pubblico modulati sulle esigenze di passeggeri internazionali (6 milioni di presenze previste ogni anno), la cosiddetta piazza del Made in Italy, l’area commerciale articolata su due piani che conta 40 punti vendita e che riunirà quattro grandi gruppi della ristorazione veloce nella definizione di un’offerta gastronomica diversificata in dieci diverse proposte. A cominciare dal gruppo Cremonini, che come anticipato nei mesi scorsi ha deciso di affidarsi a un grande nome del panorama gastronomico capitolino e nazionale come Heinz Beck. Con l’inaugurazione di Attimi, lo chef della Pergola arriva a controllare un impero della ristorazione che conta dieci insegne nel mondo. Chef Express, da parte sua, cede al fascino della cucina gourmet: il nuovo concept restaurant sviluppato da Cremonini in collaborazione con il cuoco tedesco disporrà di 260 metri quadrati e 70 coperti (mise en place elegante ed essenziale vista pista), prospettando al commensale la possibilità di spendere una cifra contenuta (entro i 40 euro) per gustare un menu di qualità.

I menu a tempo

Nello specifico l’idea gastronomica dello chef ha indagato il concetto di tempo e precisione del servizio, con l’elaborazione di tre differenti menu a tempo, da consumare rispettivamente in 30, 45 e 60 minuti, con ovvie variazioni di prezzo (si parte dai 38 euro bevande incluse per la proposta più breve). I sapori saranno quelli della tradizione romana rielaborati in chiave creativa, secondo la cifra stilistica che ha reso celebre la tavola di Beck, tra cacio e pepe e ravioli di burrata. In alternativa, per chi avesse premura di salire a bordo, la formula degli attimi che danno il nome all’insegna (assaggi veloci, ma altrettanto curati) e il menu take away, con snack d’autore da portare a bordo, come peraltro succede in tanti altri aeroporti del mondo, grazie al coinvolgimento di grandi chef (a Fiumicino già si segnala la presenza di Antonello Colonna, sempre per Cremonini). 

Assaggio, Cristina Bowerman per Autogrill

Bowerman per Autogrill: Assaggio

A questo proposito spetta ad Autogrill il merito di aver portato all’Aeroporto di Roma un’altra protagonista della scena gastronomica capitolina. Sarà Cristina Bowerman la stella di Assaggio Taste of Wine, nuovo format del gruppo ormai più che a proprio agio nel settore della ristorazione veloce di qualità, verso cui ha puntato il riposizionamento del brand da qualche anno a questa parte: “Collaborare con Autogrill in questo momento significa confrontarsi con un colosso della ristorazione veloce che sta decisamente aggiustando il tiro dell'offerta. E qui abbiamo intenzione di proporre ottima materia prima, preparazioni espresse, una cucina fine dining che sia però facilmente replicabile: che la trasmissione del know how possa essere diretta e immediata è essenziale in uno spazio dove il personale gira di continuo”. Il concept inedito vuole condurre il pubblico internazionale in un tour enogastronomico alla scoperta dei migliori vini regionali italiani; e per riuscire nell’intento proporrà ai commensali tre piatti firmati da Cristina Bowerman, che ha pure supervisionato l’intera proposta gastronomica di Assaggio, dall’aperitivo al pasto completo, tra sushi, trota affumicata al salmoriglio, caviale dell'Adriatico, piatti caldi e insalate che valorizzano il pesce fresco e gli ingredienti made in Italy. Dalla carta dei signature dish si parte con l'Uovo poche(cotto nel rooner “uno strumento all'avanguardia per un aeroporto!”) con mozzarella di bufala e patate- “e con l'acqua di mozzarella avanzata realizziamo un altro piatto in menu: l'idea di contenere gli sprechi e ottimizzare le risorse ci ha guidato in tutta la concezione del format gastronomico” - una Pasta ripiena di salsa romesco con acqua di mozzarella e mandorle, il Crudo di pesce affumicato, miso e semi misti.

Il Bistrot di Autogrill

Il nuovo Bistrot. Con laboratorio di panificazione

Ma Autogrill sarà protagonista al Terminal E anche con il suo Bistrot (il secondo al Leonardo Da Vinci), qui con un allestimento particolarmente affascinante che sfrutta uno degli spazi più suggestivi della piazza, sotto la bolla vetrata del terminal. E dietro al banco ecco la sorpresa: un laboratorio di panificazione all'avanguardia che rifornirà di pane e pizza tutte le insegne del gruppo in aeroporto: “C'è dietro un grande sforzo tecnologico, ma anche un lavoro importante sulla formazione delle persone, perché abbiamo voluto ricreare la professionalità del panificatore, che è merce molto rara”. Tra le novità anche due terminali automatici per ordinare scongiurando la fila alla cassa, sul modello di grandi catene fast food, “con la differenza che qui molto viene realizzato espresso, e la qualità dell'offerta è ben superiore”. E c'è anche il raddoppio del wine bar Rosso Intenso, oltre alla collaborazione con Kimbo per la realizzazione del grande bar dedicato al caffè (dove la Cuccuma napoletana affiancherà l'espresso tradizionale) che fronteggia le scale mobili centrali.

Farinella by Lagardere

Il tris di Lagardere, dalla pizza al ramen

È della partita presso la piazza made in Italy anche Lagardere, che all’appuntamento si presenta con un pacchetto di tre brand all’esordio capitolino: Farinella, Ajisen Ramen, Beercode. Mentre il concept dedicato alla birra (lounge, dining&coffee, beer&kitchen con il banco della mescita al centro e molti hamburger in carta) è nato proprio in casa del gruppo francese solo qualche mese fa, con la prima inaugurazione all’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, Farinella è un’idea (sviluppata da Maria Laura Angelesi) di “moderna trattoria tradizionale” già più volte replicata in giro per l’Italia e in Europa, tra Amsterdam, Barcellona, Milano (e presto anche a Torino, Bergamo, Marsiglia). In tavola prodotti e sapori mediterranei per un menu onnicomprensivo che spazia dalla pasta fresca alla pizza, dalla griglia al pesce. Più esotica la terza proposta, che punta su uno dei trend più in voga del momento, il ramen: Ajisen Ramen è una catena fondata nel 1968 in Giappone, che oggi conta oltre 800 filiali nel mondo. La specialità della casa è il Tonkotsu, il brodo saporitissimo di maiale, e con l’apertura di Fiumicino il brand arriva per la prima volta in Italia con la mediazione di Lagardere.

Michelangelo Bistrot

My Chef con Michelangelo Citino

Chiude la quaterna My Chef (oggi Areas), già protagonista in passato del restyling della food court al terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino, dove conta moltissime insegne, dal Wine&Food Restaurant al corner Ferrari Spazio Bollicine. Per onorare il nuovo terminal, però, il gruppo scommette su un concept fine dining che ha già raccolto grande apprezzamento a Linate: Michelangelo bistrot. Tra i fuochi della cucina a vista, nella mattinata inaugurale, si muove deciso proprio lo chef Michelangelo Citino, che probabilmente si dividerà tra i due scali per supervisionare un lavoro improntato alla ristorazione gourmet (proprio accanto agli Attimi di Beck). Chiude il cerchio lo Chef Market, che dirimpetto al Bistrot di Autogrill proporrà una cucina made in Italy fondata su grandi brand dell'industria alimentare, dai salumi Ferrarini alla pasta Barilla.

Perché in fondo l'obiettivo comune – dopo il riconoscimento arrivato lo scorso ottobre che ha premiato l'aeroporto di Fiumicino come primo hub europeo per qualità dei servizi – è quello di “investire sulla qualità del nostro modo di vivere”, come chiosa il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni salutando l'apertura del nuovo spazio. Che per ADR è solo un inizio. 

 

a cura di Livia Montagnoli

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