10 Feb 2017 / 14:02

Sulle strade della California. Un viaggio a più tappe tra assaggi e racconti. Vol. 2

Viaggio in California seconda tappa: da una parte all'altra del Bay Bridge, tra locali mitici di San Francisco e nuovi hub gastronomici di Oakland.

Sulle strade della California. Un viaggio a più tappe tra assaggi e racconti. Vol. 2

Viaggio in California seconda tappa: da una parte all'altra del Bay Bridge, tra locali mitici di San Francisco e nuovi hub gastronomici di Oakland.

Approdo a San Francisco

Continua il nostro viaggio sulle strade della California alla ricerca della sua identità gastronomica. Dopo la prima tappa nella Bay Area, tra incontri, assaggi e storie tutte da raccontare approdiamo a San Francisco. Difficile sintetizzare le anime (gastronomiche) della città, quasi come ricostruirne la storia dai beat ai tweet. Si può andar per gusti etnici, luoghi emblematici, ristoranti stellati, e la lista non si esaurisce in pochi viaggi.

Garden CourtGarden Court

Partire dal mito: la Garden Court

Cominciare al The Palace è un po’ ripartire dalle origini, rivivere fotogrammi dell’America d’inizio secolo nei luoghi dove la leggenda è cominciata. Fondato nel 1875, è stato il primo hotel di lusso di San Francisco, e il più grande al mondo per l’epoca. Oggi è un punto di riferimento della città, ne testimonia la storia, il suo essere sempre in anticipo con le innovazioni tecnologiche, a partire da ascensori, telegrafo e interfono. Scenario mozzafiato di pranzi, cene e colazioni è la mitica Garden Court, aggiunta all’edificio nel 1909. Nominata, anni dopo, San Francisco Landmark Number 18 dal Landmarks Preservation Advisory Board, ancora oggi è premiata tra le sale ristorante più belle al mondo. Impossibile non fermarsi a immaginare feste, balli, cene di gala e vita trascorsa sotto gli archi dorati. La luce (e la notte) naturale entrano da 30 metri di altezza, dalla copertura in vetro colorato da 7 milioni di dollari. Completano l’opera due file di lampadari originali nel miglior cristallo austriaco del tempo.

 

Palace Signature Crab Salad 

Piatti storici e signature dish

Anche gli chef di palazzo sono da sempre noti per creatività e innovazione. Il famoso Green Goddes Dressingdel 1923 fu un’invenzione dello chef Phillip Roemer per onorare George Arliss, protagonista del film The Green Goddess. Da allora e ancora oggi, la salsa è la firma culinaria del Palace, gustosa sul salmone o semplicemente accompagnata da una tartina.

Ma l’evento più originale che segna l’immagine d’avanguardia d’ogni tempo per l’hotel è il menu in codice Morse preparato in onore di Thomas Edison, amico e collega di Henry Ford, in occasione della Panama-Pacific International Exposition. Era possibile ordinare dal tavolo tramite tasti telegrafici, ogni tavolo aveva il suo proprio palo del telegrafo che dava all'ambiente uno stile mai visto prima.

Oggi, però, uno dei maggiori motivi di orgoglio per quanto riguarda la cucina, è poter garantire un menu composto da ingredienti freschi, sostenibili, per l'80% provenienti dalle fattorie locali, cosa che assicura un'esperienza culinaria pienamente indigena a San Francisco. La Palace Signature Crab Salad accompagnata da bollicine Roederer Estate Brut, le prime prodotte in California da Roederer, nella Napa Valley, e la fragranza dello scone salato, restano tra le esperienze più cool e indimenticabili di un viaggio a San Francisco, da fare seduti in poltrona nella Garden Court più bella al mondo.

 

Hive_social_food_hubHive social food hub

Oakland. La sorella hipster della Bay Area

Ci spostiamo a Oakland: la Brooklyn di San Francisco a 20 minuti di Bart (il trasporto pubblico locale su rotaia) di là dal Bay Bridge è il nuovo hub, sorella hipster della Bay Area. Se San Francisco perde mojo (un gergo per definire l’urban sex appeal) causa bolla immobiliare, gentrificazione e costi insostenibili, Oakland ne acquista di riflesso, prende spinta e corregge il tiro in quanto a vita sostenibile e sviluppo, non solo tech.

A pochi minuti dal centro, è in realtà un quartiere di San Francisco, ma pochi oltrepassano il ponte per vedere com’è. Artisti, startuppers, produttori e registi cinematografici e migliaia di impiegati nelle aziende hi-tech di San Francisco, hanno deciso di vivere qui. Con loro è cominciata la rinascita di Oakland, un luogo in cui c’è spazio per tutti: affitti bassi, vita facile, età media sui 50 anni, e un quoziente di mix etnico tra i più alti degli Stati Uniti, grazie al movimento dei Black Panthers degli anni ’60 cominciato proprio da qui.

Giovani imprese e startup vengono a Oakland per testarsi sul mercato con rischi molto più controllabili che a San Francisco, anche nel settore dell'enogastonomia. Dal 2011 si contano più di 200 nuovi ristoranti: se funziona a Oakland andrà bene anche a san Francisco, in caso contrario ci si può ripensare senza troppi danni. Ci sono poi almeno dieci tappe del vino da fare a Oakland, per contare solo quelle urbane, tra piccoli produttori di vigneti biodinamici, innovatori e cantine classiche, espressione del territorio e consolidata tradizione californiana.

CalaveraCalavera

La Oakland enogastronomica e hipster

A Oakland la passione del cibo è tangibile e tenacemente ancorata nella vita quotidiana: di lunedì sera c’è il food market con cibo da strada e musica dal vivo. Nelle vecchie stalle di Temescal, un cortile stile Shoreditch East London raccoglie negozi, hip barbershop, ristoranti e caffè. E poi c’è Hive, un intero distretto creativo nato da un vecchio deposito di auto dismesse, che chiamare hub è riduttivo per la quantità di attività che connette nei capannoni e cortili recuperati alla città. Nella piazza interna, allestita per cene all’aperto, i tavoli sono organizzati intorno a un caminetto. Il barber shop è anche galleria d’arte e da Calavera, ristorante di cucina messicana, l’arte latinoamericana che disegna l’ambiente, fa tutt’uno con l’arte gastronomica dei piatti firmati Christian Irabien, che ha seguito l'avviamento. A un anno dal lancio, al Calavera in cucina c’è Sophina Uong: come da manuale, Irabien è applicato già alla prossima food startup. Di recente apertura sul lago, poi, c’è il nuovo distretto gastro-creativo del Grand Fare Market.

 

Brown SugarBrown Sugar Kitchen

Ma il personaggio più noto per il rinascimento gastronomico di Oakland è Tanya Holland. La casina tutta marrone del suo Brown Sugar Kitchen, attrae file interminabili di auto, nel mezzo di niente di East Oakland: un'area industriale dismessa, oggi distretto creativo in understatement (ancora per poco). Ci si arriva da ogni dove, in religioso pellegrinaggio, per gustare pollo fritto e waffles con vaniglia e maple syrup, brevetto universale di Tanya per qualità e provenienza certificata di ogni ingrediente, dal pollo all’ultimo granello di panatura. Non se ne può immaginare la leggerezza, finché non si resta stregati dal primo boccone, per decidere di restar lì a chiederne ancora e ancora, in piena atmosfera rockabilly.

 

brown sugarPollo fritto e waffles con vaniglia e maple syrup di Brown Sugar Kitchen

 

 

The Palace | Usa | California | San Francisco | 2, New Montgomery St | http://www.sfpalace.com/

Hive | Usa | California | Oakland | 2337, Broadway | http://hiveoakland.com/

Calavera | Usa | California | Oakland | 2337, Broadway | http://hiveoakland.com/space/calavera/

Brown Sugar Kitchen | Usa | California | Oakland | 2534, Mandela Parkwayhttp://www.brownsugarkitchen.com/

Grand Fare Market | Usa | California | Oakland | 3265, Grand Avenue |http://www.grandfaremarket.com/

 

a cura di Emilia Antonia De Vivo

 

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