12 Apr 2017 / 10:04

I migliori mieli d'Italia. Mario Bianco di Caluso

a cura di

Un'azienda apistica piemontese che è riuscita a stabilire fin da subito legami solidi e duraturi con l'estero, esportando il gusto del made in Italy fuori i confini nazionali ed europei. La storia di Mario Bianco.

I migliori mieli d'Italia. Mario Bianco di Caluso

Un'azienda apistica piemontese che è riuscita a stabilire fin da subito legami solidi e duraturi con l'estero, esportando il gusto del made in Italy fuori i confini nazionali ed europei. La storia di Mario Bianco.

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Le origini

Una tradizione tramandata di generazione in generazione: la famiglia Bianco di Caluso (Torino) è da sempre appassionata di apicoltura ma bisogna attendere i primi anni '70 perché l'amore per le api si trasformi in lavoro a tutti gli effetti, con la nascita dell'azienda. “Abbiamo cominciato a produrre a livello regionale, poi abbiamo inserito degli alveari anche in Sicilia, a Zafferana Etnea, in provincia di Catania, dove abbiamo lasciato le arnie in affidamento a una cooperativa locale”, racconta Andrea Bianco, attuale proprietario. “La svolta c'è stata nel 2000: abbiamo ricevuto un'offerta per portare il nostro miele in Giappone, e così abbiamo rivoluzionato il packaging e ci siamo specializzati sempre di più”. Valorizzando i piccoli lotti, differenziando la produzione, “attraverso un'attenta analisi organolettica del prodotto: abbiamo diverse linee, ognuna caratterizzata da aromi e qualità specifiche”.

La produzione

400 arnie in tutto per una produzione che si aggira attorno ai 250 quintali di miele l'anno, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi, “in cui le condizioni climatiche non sono state molto favorevoli e l'attacco da parte dei parassiti è stato più violento”. Miele di acacia, castagno, tarassaco, ciliegio, millefiori alpino, rododendro e tiglio, queste le specialità realizzate in Piemonte, mentre la produzione siciliana è dedicata al miele di agrumi e di eucalipto. Oltre al nettare degli dei, l'azienda lavora anche distillati e cioccolata, prodotti in collaborazione con altre aziende. C'è il liquore Mielò, “realizzato con il contributo della distilleria Revelchion di Ivrea” a base di grappe piemontesi e miele siciliano di agrumi e la selezione di praline, le Honey Diamonds (diamanti di miele), “cioccolatini fondenti ripieni di crema al miele di agrumi e liquore Mielò” prodotti insieme a una realtà artigianale di Ivrea, Nella Cioccolata. Presenti anche pappa reale e polline, ma in misura minore, “abbiamo così tanti elementi che non riusciamo a concentrarci anche su questi”.

Il packaging

Fondamentale per lo sviluppo dell'azienda è stata la rivoluzione del packaging, avvenuta grazie alla collaborazione con il Giappone: “I consumatori e commercianti giapponesi sono molto più attenti di noi all'estetica dei prodotti e così negli anni abbiamo cercato di capire quale fosse per loro il dettaglio in grado di fare la differenza”. E la risposta è stata semplice: “Il valore aggiunto è dato dalla possibilità di riuscire ad ammirare il prodotto attraverso la confezione senza avere – come spesso accade – un'etichetta troppo grande che copre l'alimento”. Un concetto facile e di impatto immediato, che ha rappresentato per la famiglia Bianco un punto di svolta: “Dopo 7 anni di lavoro con i giapponesi, siamo riusciti a trovare le persone giuste per realizzare delle confezioni adatte, essenziali ed eleganti”. A curare packaging e grafica, lo studio piemontese Xito, “nostri cari amici da molto tempo con cui abbiamo stretto un rapporto lavorativo duraturo e consolidato”.

La vendita

La maggior parte dei prodotti firmati Mario Bianco, dunque, sono destinati all'estero, in particolare al Paese del Sol Levante e agli Stati Uniti: “In America ci appoggiamo a Rosenthal”, gruppo specializzato nella vendita di prodotti alimentari, coltelleria e articoli da cucina, “che vende soprattutto mieli d'annata, organizzando delle degustazioni verticali in cui i consumatori possono assaggiare lo stesso prodotto di età diverse”. Mentre in Giappone è l'azienda Queen Been Garden di Tokyo a occuparsi della vendita del miele, che arriva nella capitale nipponica sfuso all'interno di container appositi e viene messo in vasetto direttamente dall'azienda, che lo commercializza a marchio Mario Bianco. E in Italia? “Vendiamo principalmente online e poi abbiamo una gamma diversa, con packaging e prodotti differenti, disponibile presso i punti vendita Crai”.

La comunicazione

Ma perché così poca vendita nel Belpaese? “In realtà siamo finiti all'estero per una serie di coincidenze e l'attività ha iniziato a ingranare fin da subito nei paesi stranieri”, ma il settore del miele in Italia sta crescendo e Andrea ce lo conferma: “Siamo in un momento di spartiacque, perché i crolli produttivi degli ultimi 5 anni hanno generato un'invasione di miele straniero di bassa qualità sugli scaffali dei nostri supermercati”, soprattutto per l'innalzamento del prezzo medio dei prodotti italiani. Parliamo di circa 12/13 euro per un chilogrammo di miele. “In questo modo, da una parte ci sono i consumatori non disposti a spendere che scelgono di acquistare un prodotto di qualità inferiore, e dall'altra ci sono quelli più attenti che non vogliono rinunciare al gusto”. E così, mentre la Gdo (Grande Distribuzione Organizzata) si trova attualmente in una fase di stallo, le botteghe specializzate nella vendita di prodotti artigianali stanno vivendo un momento di rinascita e grande sviluppo. Il segreto per promuovere la cultura del miele buono? “Comunicarlo al meglio, come accade nei piccoli punti vendita gestiti da commercianti appassionati oppure durante eventi e corsi di formazione”. Andrea organizza per questo serate di degustazione e incontri dedicati a diffondere il verbo del miele artigianale, oltre a corsi di assaggio: “Sono iscritto all'Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale di Miele e credo che imparare a riconoscere pregi e difetti di un alimento sia fondamentale per accrescere la consapevolezza del consumatore”.

Azienda Apistica Mario Bianco | Caluso (TO) | via Morteo, 20 | tel. 011 9833441| www.mieleitalia.com/

a cura di Michela Becchi

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