18 Mag 2017 / 13:05

Mangiare lungo la via Francigena. Seconda tappa: da Verrès a Vercelli

Siamo alla seconda puntata sulla via Francigena, che porta i viaggiatori da Verrès a Vercelli. Un itinerario meno impegnativo dal punto di vista fisico rispetto alla prima tratta, ma ricco di spunti culturali e caratterizzato da paesaggi suggestivi.

 

Mangiare lungo la via Francigena. Seconda tappa: da Verrès a Vercelli

Siamo alla seconda puntata sulla via Francigena, che porta i viaggiatori da Verrès a Vercelli. Un itinerario meno impegnativo dal punto di vista fisico rispetto alla prima tratta, ma ricco di spunti culturali e caratterizzato da paesaggi suggestivi.

 

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La seconda tappa: da Verrès a Vercelli

La tappa che stiamo per affrontare contiene al suo interno 5 percorsi, alcuni dei quali più brevi, ideali per chi è meno allenato. Si parte da Verrès e si arriva a Pont Saint Martin (14,8 km), da qui ci si dirige verso Ivrea (21,5 km), oltrepassando il confine regionale. Terzo tragitto è quello che da Ivrea va a Viverone (20,1 km), poi da Viverone a Santhià (16,7 km) e infine da Santhià a Vercelli (26,8 km). Non è un itinerario particolarmente insidioso, per cui è adatto a ogni tipo di camminatore.

 

Da Verrès a Pont Saint Martin, fino a Ivrea

Ultimo tratto della Francigena che percorre la Valle d’Aosta è quello che porta da Verrès (dove finisce la prima tappa) a Pont Saint Martin. Proseguendo da Verrès lungo il tracciato della Dora Baltea, si arriva ad Arnad, dove c’è la chiesa parrocchiale dedicata a San Martino di Tours, in località Arnad-le-Vieux: è una delle architetture religiose più importanti della regione, grazie anche al prezioso ciclo di affreschi antichi custoditi al suo interno. Vale sicuramente una visita. Più avanti, superato il ponte di Echallod, la vista sarà catturata dal maestoso forte di Bard, che domina il piccolo villaggio, uno tra i Borghi più belli d’Italia. Il forte, il cui primo insediamento si presume risalga agli ostrogoti, fu fatto riedificare nel XIX secolo da Casa Savoia sulla rocca che sovrasta il villaggio. Dopo un lungo periodo di abbandono, è stato restaurato negli ultimi anni con interventi ispirati al design e al recupero conservativo e attualmente ospita esposizioni e rassegne fotografiche, oltre a essere sede di tre percorsi permanenti (Il museo delle Alpi, Alpi dei ragazzi e Le prigioni) più un quarto in corso di completamento (Il museo del Forte).

Da Bard si cammina fino all’ingresso di Donnas, lungo la strada romana delle Gallie, prima di arrivare Pont Saint Martin, che prende il nome dal massiccio ponte dedicato a San Martino di Tours, che con i suoi 31 metri di lunghezza attraversa il torrente Lys. Costruito nel I secolo a.C., per quasi 2 mila anni ha consentito il passaggio dalla regione di Eporedia (l'attuale Ivrea) verso la Valle d'Aosta. Sempre a Pont Saint Martin si trovano le rovine dell’omonimo castello, chiamato anche Castellaccio, il castello - quasi intatto - di Baraing e quello di Suzery.

Una volta attraversato il confine regionale, il territorio si addolcisce, con pendenze e dislivelli meno impegnativi. Prima di arrivare ad Ivrea si costeggiano il borgo di Montestrutto e il Castello di Montalto.

 

Pont Saint Martin, AostaPont Saint Martin

 

Da Ivrea a Viverone

Ivrea è una cittadina molto antica: fu fondata intorno al V secolo a.C. dai salassi (un popolo d'origine celtica stabilitosi nel canavese)e chiamata Eporedia, toponimo che potrebbe derivare dalla divinità celtica Epona, tuttora usato dai suoi abitanti. Vale la pena visitare la città ed è immancabile una visita al centro storico, con la sua piazza Ferruccio Nazionale, rinominata così nel secondo dopoguerra per ricordare il partigiano qui impiccato nel 1944. Da visitare anche Piazza del Duomo di Santa Maria, la vicina Chiesa di San Nicola da Tolentino e la piccola Chiesa di San Gaudenzio, in stile tardo barocco. Infine, consigliamo anche una sosta al Santuario di Monte Stella, per ammirare la splendida Cappella dei Tre Re.

Lasciando la cittadina si passa per la Serra di Ivrea, una formazione morenica risalente al Neozoico, che indica la direzione ai viaggiatori. Continuando si superano Bollengo e Palazzo Canavese, fino al suggestivo villaggio di Viverone. Da qui si può già ammirare lo splendido panorama sul lago di Viverone, il posto ideale per fare una sosta rinfrancante.

 

Forte di BardForte di Bard

 

Da Viverone a Vercelli, passando per Santhià

Lo scorcio sul lago di Viverone non abbandonerà i viaggiatori prima di Roppolo, primo paese fuori da Ivrea, sovrastato dal suo castello. Si prosegue in discesa verso Cavaglià - l’unico tratto caratterizzato da una decisa pendenza - fino ad arrivare al Santuario di Nostra Signora del Babilone, struttura del XVII secolo in stile tardo rinascimentale. All'interno, un importante gruppo ligneo della prima metà del XIII secolo, raffigurante L'Adorazione dei Magi.

Tranquille strade di campagna adornate di vigneti portano fino a Santhià, con il suo bel centro storico risalente al ‘600, attraversato dall’antica Viae Longae. Qui si può visitare la Collegiata di Sant’Agata, con la facciata in stile neoclassico, le sei colonne e le volte affrescate da Luigi Hartmann. Di particolare importanza l’antica cripta di Santo Stefano e il campanile in stile tardo romanico, entrambi dichiarati patrimonio nazionale.

 

Vercelli, risaie

Proseguendo il cammino verso Vercelli si attraversano pianure caratterizzate da risaie e specchi d’acqua, oltre da diverse specie di uccelli rari. Gran parte della tappa si svolge su tratturi e strade campestri, fino alle porte di Vercelli, città custode di un ricco patrimonio artistico ed architettonico. Dall’imponente Cattedrale metropolitana di Sant’Eusebio, Duomo della città in stile neoclassico, alla Basilica di Sant'Andrea, vero simbolo di Vercelli, considerata un capolavoro del gotico italiano. Fra le altre, suggeriamo anche una visita alla Chiesa di San Cristoforo, che custodisce un patrimonio di opere pittoriche del '500 di inestimabile valore, e alla Chiesa di San Marco, progettata dal Vittone nel 1754 e diventata uno spazio espositivo. Annesso alla chiesa, il chiostro di fattura gotica e il complesso monastico ora sede del Museo di Arte Civico. Infine, sempre per gli appassionati di arte c’è la ex Chiesa di San Marco, una struttura in stile gotico anch’essa trasformata in spazio per mostre ed eventi, Arca, che ha ospitato le opere di diverse epoche delle Collezioni Guggenheim da tutto il mondo: è in corso attualmente la mostra di Stefano Bressani “Picasso Re Loaded. Verso il Cielo”, che si concluderà a fine maggio 2017..

 

Con Vercelli si conclude la nostra seconda tappa della via Francigena, che ci porterà fino a Roma. Il cammino spirituale, oggi particolarmente battuto da viandanti appassionati di un turismo slow. Ci troveremo per la terza tappa nei prossimi giorni.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA RISTORANTI D’ITALIA 2017

Giardinetto (Vercelli)

Da 25 anni alla guida di questa insegna, la famiglia Siviero è una garanzia per chi vuole assaggiare le ricette locali, con una cucina semplice e senza fronzoli, che valorizza i prodotti della filiera corta con un menu a rotazione. L’ambiente è piacevole, il personale efficiente e pronto a esaudire le richieste dei clienti. Cantina limitata, ma ben strutturata sulla proposta gastronomica.

 

Ramo verde (Carema)

Quasi 100 anni di attività per questo ristorante, una vera e propria istituzione di Carema e dintorni. Da 30 anni alla guida c’è Fabrizio Vairetto, chef e patron, che propone una cucina prevalentemente di terra, dove la tecnica è asservita al sapore, ma che non manca mai di creatività. Sono le carni e le verdure locali a farla da padrone, materie prime freschissime personalmente selezionate da Vairetto. Dalla cantina bottiglie regionali a prezzi onesti e qualche chicca d’Oltralpe. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

Paolino (Vercelli)

L’osteria di Paolo Talarico, immersa nei vicoletti del centro storico di Vercelli, ha uno stile retrò, con mobili e complementi d’arredo recuperati e ristrutturati. Dalla cucina un menu in perfetto equilibrio fra terra e mare, con piatti dai sapori precisi e curatissimi nei dettagli. Ottimi i dolci della casa, fantasiosi e golosi. Cantina ampia, con un buon rapporto qualità prezzo e referenze da diverse zone d’Italia. Due Gamberi nell’edizione 2017 della guida Ristoranti d’Italia.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PIZZERIE D’ITALIA 2017

Da Pupetta (Vercelli)

Dal 1963 Alfonso e Isidoro Giorgio sono un punto di riferimento per il quartiere. Qui la tradizione sposa la ricerca, con gli impasti classici che convivono con le novità, come la pizza con farina di riso o il mix creato ad hoc per la variante al tegamino. Lievitata 48 ore, la pizza è soffice, fragrante e profumata. Dal menu soprattutto proposte tradizionali, ma c'è spazio anche per qualche variazione sul tema. Buona la cantina, con selezione di vini e birre artigianali di produzione locale.

 

La Piedigrotta (Vercelli)

Un giro immenso, quello della famiglia Tagliafierro, che li ha portati da Tramonti, provincia di Salerno, fino in Venezuela, poi negli States e infine a Vercelli. Qui, da 44 anni propongono la loro pizza all’italiana con impasto sottile e croccante e, allo stesso tempo, molto digeribile. I condimenti sono di ottima qualità, quasi sempre declinati nei gusti classici, ma con qualche variazione più fantasiosa, secondo la stagione e l’estro del pizzaiolo. Da bere birre alla spina e una piccola selezione in bottiglia. Due Spicchi nell’edizione 2017 della guida Pizzerie d’Italia.

 

CONSIGLI DALLA GUIDA PASTICCERI & PASTICCERIE

Balla (Ivrea)

Famoso soprattutto per la Torta 900, il cui brevetto è custodito dalla famiglia fin dal 1972, Balla è un grande classico della pasticceria locale. Ma qui si possono assaggiare anche altre specialità come pasticcini, bignè, brioches fragranti e semifreddi. Punto di forza della pasticceria, oltre alla linea di torte, sono le ricette locali come le polentine dolci, gli eporediesi al cioccolato e gli arduini al liquore. Una Torta nell’edizione 2017 della guida Pasticceri & Pasticcerie.

 

Maghi infarinati (Ivrea)

Una famiglia tutta votata alla ristorazione, quella dei Vicina: Claudio è chef del ristorante Casa Vicina a Eataly di Torino, Stefano fa il maître, mentre Corrado ha deciso di dedicarsi alla pasticceria. Un sapiente mix di amore per la tradizione e voglia di stupire lo guidano: qui si possono trovare specialità locali dalle ricette antiche, accostate a creazioni uniche, provenienti soprattutto dal reparto torte. Non perdete le proposte sul cioccolato, declinato in praline, tavolette e tartufi. Due Torte nell’edizione 2017 della guida Pasticceri & Pasticcerie.

 

 

CONSIGLI DALLA GUIDA BAR D’ITALIA 2017

 

Bar Gelateria Ivrea (Ivrea)

Un po’ fuori dal centro, un grande e luminoso locale che serve colazioni già dalle prime ore del mattino, con caffè e cappuccini profumati e intensi, da accompagnare a una grande varietà di lievitati: cornetti con lievito madre, burrosi croissant, fagottini, girelle, sfoglie, crostatine e così via. A pranzo un’ampia scelta con tramezzini, panini, bruschette ma anche piatti freddi e insalatone. Interessante la merenda, con tè e infusi abbinati a biscotti e pasticcini, oppure con una coppa di gelato artigianale. Due Chicchi e Due Tazzine nell’edizione 2016 della guida Bar d’Italia.

 

Bijoux Cafè (Vercelli)

Con la sua atmosfera giovane e informale, il Bijoux Cafè accoglie i clienti a tutte le ore del giorno. Le proposte sono scritte sulla lavagna e il personale è allegro e professionale. Si parte dalla colazione, con caffè aromatici e ben estratti, così come i cappuccini, da accompagnare a brioches con farciture di vario tipo. A pranzo piatti freddi e insalate, ad eccezione della domenica, giornata del ricco e invitante brunch d’ispirazione anglosassone. Si conclude con l’aperitivo: una discreta selezione di cocktail ben preparati, vini al calice e tanti stuzzichini salati. Due Chicchi e Due Tazzine nell’edizione 2016 della guida Bar d’Italia.

 

Taverna & Tarnuzzer (Vercelli)

Un locale storico, aperto fin dal 1830, che ha visto passare generazioni di gestori e fiumi di clienti. Dal 1889 lo guida la famiglia Methier, custodendo la sua storia anche grazie agli arredi originali. Tanta attenzione ai sapori di un tempo, alle preparazioni tradizionali e alle ricette storiche: qui potrete assaggiare dolci come la bicciolana, la tartufata, i biscotti di riso. Il tutto da accompagnare a caffè robusti e armonici e cappuccini cremosi e ben montati. Importante anche l’aperitivo, da consumare nel dehors durante i mesi più caldi, sorseggiando un calice di vino o un cocktail accompagnato da una lunga lista di snack salati. Due Chicchi e Due Tazzine nell’edizione 2016 della guida Bar d’Italia.

 

 

indirizzi

Balla | Ivrea (TO) | corso Re Umberto, 16 | tel. 0125 641327 | www.torta900.com

Bar Gelateria Ivrea | Ivrea (TO) | via Strusiglia, 24 | tel. 0125 615403 | www.facebook.com/pasticceriaivrea

Bijoux Cafè | Vercelli | corso Libertà, 14 | tel. 0161 215300 | www.facebook.com/bijouxcafevc/?rf=141367452577971

Da Pupetta | Vercelli | corso Libertà, 29 | tel. 0161 257784 | www.facebook.com/Da-Pupetta-202366616761686/?rf=263200487113348

Giardinetto | Vercelli | via Luigi Sereno, 3 | tel. 0161 257230 | www.ilgiardinettovercelli.it

La Piedigrotta | Vercelli | corso Libertà, 87 | tel. 0161 254818 | www.facebook.com/La-Piedigrotta-Ristorante-pizzeria-681457111953180/?rf=150364508334536

Maghi infarinati | Ivrea (TO) | corso Botta, 30 | tel. 0125 641112 | www.maghiinfarinati.it

Ramo verde | Carema (TO) | via Torino, 42 | tel. 0125 811327 | www.facebook.com/pages/Trattoria-Ramo-Verde/122126231283222

Paolino | Vercelli | piazza Camillo Cavour, 5 | tel. 0161 214790 | www.facebook.com/Trattoria-Paolino-151834898219402

Taverna & Tarnuzzer | Vercelli | piazza Camillo Cavour | tel. 0161 253139 | www.pasticceriatavernaetarnuzzer.com

 

 

a cura di Francesca Fiore

 

 

Leggi anche Mangiare lungo la via Francigena. Prima tappa

 

 

 
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