13 Giu 2017 / 13:06

Mangiare all'aperto a Roma nell'estate 2017. 17 indirizzi da non perdere

Terrazze, giardini, cortili o piccoli dehors. Le novità dell'estate 2017 per chi vuole mangiare all'aria aperta. Come abbiamo selezionato questi 17 angoli di paradiso gastronomico e paesaggistico? Semplice: dovevano essere dotati di begli spazi all'aperto, ma al contempo dovevano presentare qualche novità o perché nuovi, o perché con uno spazio nuovo, o perché con un cuoco nuovo.

Mangiare all'aperto a Roma nell'estate 2017. 17 indirizzi da non perdere

Terrazze, giardini, cortili o piccoli dehors. Le novità dell'estate 2017 per chi vuole mangiare all'aria aperta. Come abbiamo selezionato questi 17 angoli di paradiso gastronomico e paesaggistico? Semplice: dovevano essere dotati di begli spazi all'aperto, ma al contempo dovevano presentare qualche novità o perché nuovi, o perché con uno spazio nuovo, o perché con un cuoco nuovo.

Mangiare all'aperto godendo della brezza e della luce del tramonto è un valore aggiunto caapace di rendere ogni cena, ancora più memorabile. Abbiamo voluto segnalare le novità dell'estate 2017, e per novità intendiamo nuovi indirizzi, nuovi chef, o restyling che hanno trasformato significativamente gli ambienti. Alberghi con terrazze mozzafiato o bistrot dai cortili graziosi, giardini tematici o tavole vista mare. 

 

dom

Achilli al D.O.M Hotel 

Recentissimo il cambio di guardia alla guida della cucina del D.O.M. di via Giulia. Al comando oggi c'è Massimo Viglietti, chef dell'Enoteca Achilli al Parlamento, uno dei luoghi storici per gli amanti del vino a Roma, da qualche anno in pista, con grinta e personalità, anche sul versante cucina. Il ristorante al piano terra ha anche uno spazio all'ultimo piano, con vista sui tetti della città. A Massimo Viglietti, per mano di Andrea Fiducia e Alessio Tagliaferri, va la cura della parte food, modulata secondo le tendenze più contemporanee con le sfiziose “pillole”, bocconi d'accompagnamento a vini e cocktail per l’aperitivo. Si sceglie tra l’ostrica al cucchiaio con mousse di gorgonzola e confettura d’arance e la polpetta di seppia con panatura alle mandorle e finta maionese al nero, il gambero di Mazara crudo affogato al gin e il mini medaglione di sogliola, più qualche proposta di terra; (con una degustazione di 5 pillole a 20 euro). Per la cena più ricercata c'è una piccola carta tra crudi e cotti, e mare e terra con cose come panzanella di baccalà e foie gras con marmellate e sali, triglia con caponata alla senape e riduzione di vino rosso, e il secreto di Pata Negra con spuma di patate e carbone. Sulla carta dei vini la firma della casa non lascia spazio a sorprese, come sul servizio dell'albergo, già ad alto tasso di professionalità.

Achilli al D.O.M Hotel | Roma | via Giulia, 131 | tel. 06 6832144 | www.domhotelroma.com

 

acquolina

Acquaroof al The First Luxury 

Le “gocce” sono la formula scelta dal team Troiani per la depandance all'ultimo piano del nuovo Acquolina, ormai saldamente in mano ad Alessandro Narducci. Dopo una decina di anni al quartiere Fleming, Acquolina si sposta in pieno centro, nei locali che furono di All'Oro. Mentre al piano terra va in scena la proposta del gourmet, sulla terrazza, chiamata Acquaroof, si è preferito optare per una proposta più semplice e stringata, a completare una vista mozzafiato sui tetti del centro, un vero paradiso per le serate estive. Oltre alle gocce, versione prêt-à-porter della cucina marinara, fresca e mediterranea distintiva di Acquolina, quattro proposte di pasta, solo tagliolini: al burro, pomodori e basilico, crema di scampi, pesto alla genovese. Completano la carta un paio di insalate, plateau di crostacei e molluschi, ostriche, tre dessert. Da accompagnare a 60 etichette di vino (di cui 8/9 in mescita) oppure cocktail e spirits curati dal bar manager Luca Moroni. Light dinner (per tutto il tavolo) a 45 euro: cocktail o bollicina italiana, snack, 4 gocce, 1 pasta, 1 dolce. Panorama incluso nel prezzo.

Acquaroof in The First Luxury Art Hotel | Roma | via | del Vantaggio, 14 | tel. 06 45617070 | www.acquolinaristorante.it

 

alloro

All'Oro all'hotel The H'All 

All'Oro 3.0: è quello che è approdato, poche settimane fa, nel piccolo (solo 14 stanze) e curatissimo albergo di proprietà, in un palazzetto storico a un passo da Piazza del Popolo: The H'All. Che senza troppi giri di parole i proprietari definiscono come “l'investimento della nostra vita. L’ambiente è moderno e ricercato, e da pochissimo è stato inaugurato anche il giardino interno, ravvivato da lucine che si accendono dopo il tramonto e che creano un'atmosfera sospesa. A comporre un'esperienza completa che, dalla colazione alla colazione del giorno successivo, è firmata dalla coppia Riccardo Di Giacinto e Ramona Anello. La cucina di Di Giacinto è golosa, saporita, con frequenti riferimenti ai piatti tradizionali riproposti in veste contemporanea e personale. Il risultato è un percorso gustoso e appagante, sintetizzato in quattro degustazione, tra classici come il memorabile sushi di fassona con tartufo, aceto balsamico, parmigiano e nocciole o i cappelletti in brodo asciutto con parmigiano, zafferano e limone. Poi ci sono le novità, come lo spaghettone con crema di aglio, peperoni (dolci e cruschi) e canocchie o il pollo alla cacciatora dalla cottura esemplare, accompagnato da purè di patate, asparago bianco e olive. Non mancano opzioni per celiaci e un menu per vegani.

All'Oro dell'Hotel The H'All | Roma | via G. Pisanelli, 23 | tel. 06 06 97996907 | www.ristorantealloro.it

 

teatro opera

Caffè dell'Opera Roma

Legato a doppio filo al Teatro del'Opera di Roma, di cui occupa un lato del piazzale d'ingresso, è uno spazio che nasce per opera del team di Marzapane (Alba Esteve Ruiz ai fornelli, Mario Sansone e Michel Magoni tra sala e cantina), che cura anche la crostaceria e il caffè interno. Si tratta di un grosso passo avanti per dotare (finalmente) uno dei più prestigiosi luoghi culturali romani di un'offerta gastronomica adeguata, con piatti di impostazione classica, ma rinnovati dalla mano della chef: amatriciana, o pasta con le vongole, lasagna con zucchine, pesce spada e bufala affumicata, ma anche polpo rosticciato con rapa rossa al sesamo e Tagliata d’agnello con cicoria ripassata. Da bere qualche cocktail e una piccola selezione di vini (curata dalla vicina Enoteca Trimani). Il caffè è aperto dalla prima mattina, per la colazione (firmata Antico Forno Roscioli) al dopoteatro.

Caffè dell'Opera Roma | Roma | piazza B. Gigli, 7 c/o Teatro dell'Opera | tel. 06 48160504

 

giuda ballerino

Giuda Ballerino! dell'Hotel Bernini Bristol 

Altro albergo, altro restyling, altra tavola con vista, da e sulla cucina. Stavolta è quella del Bernini Bristol dove da un paio di anni Andrea Fusco ha spostato il suo Giuda Ballerino! che oggi vanta uno sguardo su Roma ancora più suggestivo. Cucina a vista, con affaccio diretto sulla città, sul lato destro della sala; bancone dello chef con 5 posti (serviti direttamente dalla brigata con un menu degustazione realizzato ad hoc), e una terrazza che (se possibile) è ancora più piacevole. Senza contare l'arrivo del cocktail bar, a cura del barman Marco Martines, e a breve pure di un comparto pasticceria a vista. La proposta, seppur rinnovata, è quella che Fusco ci ha fatto conoscere in molti anni di attività, tra Tuscolano e Centro Storico. Signature dish come la cacio e pepe con polvere di cozze e menta fritta o i gamberoni in pasta phillo si accompagnano alle proposte del nuovo menu Altitudini del Lazio, disponibile in 5, 7 o 9 portate in cui ognuna racconta un ingrediente principale, individuato in base alla sua posizione rispetto al livello del mare. I piatti? Abissicon il gambero viola e gamberi gobbetti con acqua di cavolfiore fermentato (che diventa blu) e alghe disidratate, Scoglicon triglia, orata e cozze e maionese d’ostrica, Pinetacon il risotto con essenza di pino e lumache croccanti e così via passando per spiaggia, città, campagna, montagna. A pranzo c'è invece formula veloce e golosa con tapas e un piatto principale a un prezzo contenuto.

Giuda Ballerino dell'Hotel Bernini Bristol | Roma | piazza Barberini, 23 | tel. 06 488933288 | www.giudaballerino.com

 

hotel butterfly

Hotel Butterfly

Al Guido Reni District, nell'ex caserma che per due anni consecutivi ha ospitato un festival di street art, fa ora capolino l'Hotel Butterfly, uno spazio polifunzionale dall'aria sognante, che comprende addirittura un barbiere, un tatuatore e un record store. Due gli spazi esterni: la Corte, con musica dal vivo, e un Giardino Incantato riservato alla miscelazione e alla proposta gastronomica, che parte dalle 11 con la prima colazione e continua con il pranzo e la cena, fino all’1 di notte. La squadra è quella di Madeleine: Valerio Lamorgese, in cucina, e Federico Leone alla supervisione del cocktail bar. La proposta del primo è semplice e va dalle tartare di carne e di pesce, alla pizza proposta in formato piccolo, con farine selezionate e lievito madre. Sul versante drink, nel corso della stagione la barlady Dafne Kesmiris ospita i più importanti bartender del panorama romano, come Patrick Pistolesi, Daniele Gentili o i ragazzi de La Punta Expendio de Agave. Per creare dei cocktail che hanno anch’essi nomi di farfalle declinati in diverse lingue, dal Papillon al Mariposa, dal Rama-rama al Borboleta.

Hotel Butterfly | Roma | via Guido Reni, 7 | tel. 389 877 8814 | https://www.facebook.com/hotelbutterfly/

 

Hotel Eden

I cinque comandamenti di Fabio Ciervo (innovazione, benessere, ingredienti, gusto e arte)ora trovano una cornice tutta nuova in cui esprimersi, una supercucina con un incredibile affaccio sui tetti di Roma: 200 metri quadrati per 16 isole di lavoro. Ma i 18 mesi di restyling sono serviti per rinnovare e rendere ancora più spettacolare tutta la struttura parte del gruppo Dorchester Collection e non solo il ristorante di punta La Terrazza. Più moderno, ma senza per questo perdere neanche una punta di quella classe che lo ha sempre contraddistinto, più arioso e ricco di servizi per i clienti. Il fine dining all'ultimo piano ha una vista strepitosa, e una proposta gastronomica all'altezza, che declina i suddetti cinque comandamenti, in direzione di una cucina molto pulita. Fatta di incontri di ingredienti, consistenze, sapori, dove la tecnica è a servizio delle materie prime e della piacevolezza del piatto. Un esempio? Gli spaghetti cacio e pepe del Madagascar profumati ai boccioli di rosa o la triglia croccante, tartare di alghe marine e olive kalamata. Al Giardino, invece, menu all day con pizza, opzioni vegane e mixology serale incluse, prezzi che vanno dai 4,50 ai 40 euro. Da poco c'è anche con Salad Bar, con una proposta di insalate gourmet per il pranzo durante la settimana. Tutto, quasi per magia, diventa spazio all'aperto grazie ad una peculiare tecnolgia che consente alle finestre di sparire trasformando la sala in un dehors.

Hotel Eden | Roma | via Ludovisi, 49 | tel. 06 47812752 | www.dorchestercollection.com

 

maxxi

Linea al MAXXI

Una piazza restituita ai romani: l'area antistante il MAXXI si configura sempre più come uno spazio pubblico aperto agli abitanti del quartiere e ai molti che qui approdano non solo per visitare le mostre del Museo del XXI secolo, ma per ascoltare musica, gironzolare tra i banchi del mercatino, partecipare a incontri o, semplicemente, godere del cortile e dell'area verde. È proprio di fronte al Guido Reni District, dove ha appena aperto l'Hotel Butterfly, a definire i contorni di una cittadella delle arti e dell'intrattenimento che ha, come terzo polo, il vicino Auditorium Parco della Musica. In quest'area, da sempre parca di indirizzi interessanti per quanto riguarda l'offerta gastronomica, ora un tassello importante lo mette il nuovo assetto del punto ristoro, con una triplice proposta: quella gourmet firmata da Cristina Bowerman che affiancherà, nel ristorante Linea (dall'altra parte del cortile rispetto al corpo centrale del museo progettato da Zaha Hadid), una più quotidiana e informale, e quella di Typo, la caffetteria che affaccia su via Guido Reni che punta sui prodotti di Romeo.

MAXXI | Roma | via Guido Reni, 4a | www.fondazionemaxxi.it

 

raphael

Mater Terrae dell'Hotel Raphael 

Forse non è stato dato abbastanza risalto all'arrivo a Roma di Pietro Leeman, l'avanguardista del mangiare veg che, a Milano, da decenni mette a segno la variante green dell'alta cucina. Lui è il creatore del Joia, avamposto gourmet dell'alta ristorazione sin da quando in Italia di questo non si parlava proprio. Oggi tutto ciò è approdato a Roma, con Mater Terrae, la nuova tavola dell'Hotel Raphael (Realais &Châteauxe Bio Resort, impostato totalmente su cruelty free e biosostenibilità) affidato alle cure dello chef italo-svizzero, che ha impostato il menu e mandato un suo allievo, Ettore Moliteo, a dirigere i fuochi. Nella sala interna o in terrazza, la proposta etica e d'autore accoglie, incuriosisce e soddisfa tutti, onnivori inclusi. I piatti hanno nomi poetici come Passeggiata nel bosco(terrina di giovani carote, funghi e maggiorana con germogli e maionese senza uova), Il piacere della tradizione (ravioli fatti in casa di ricotta e spinaci con salsa leggera di pomodoro datterino, ricotta lievemente affumicata e basilico), o PellegrinoArtusi (parmigiana tradizionale di melanzane con la "pommarola" di datterini, scamorza affumicata e basilico), per finire con Il pensiero di Ettore (millefoglie alla siciliana con ricotta, sorbetto di lampone e menta e salsa all’arancia). La carta dei vini focalizzata sulle produzioni bio, e il personale competente e preparato chiudono il cerchio.

Mater Terrae dell'Hotel Raphael | Roma | largo Febo, 2 | tel. 06 682831 | www.raphaelhotel.com

 

mirabelle

Mirabelle dell'Hotel Splendide Royal 

Tavoli ampi e distanziati, tovaglie bianche, servizio attentissimo ma discreto, illuminazione soffusa e credenze preziose, e poi la vista, e se siete fortunati il tramonto. Che dalla terrazza al settimo piano con prospettiva su Villa Borghese, vi toccherà il cuore. Soprattutto ora, dopo il restyling. Ma non basta, perché il Mirabelle offre una solidissima cucina che, fuori da eccessivi clamori, porta avanti con costanza una proposta, firmata da Stefano Marzetti, degna della migliore ristorazione d'albergo, così come si concepisce oggigiorno: serenamente in equilibrio fra fantasia e colpi sicuri, note d'autore e rivisitazioni tranquille della tradizione, su base stagionale e di materie prime di qualità. Qualche esempio? Rocher di carciofi, cremoso d'uovo, robiola biologica, agretti e limone candito; vellutata di patate al burro di Normandia, porri caramellati e capesante alla camomilla; spaghetti, pesto trapanese e aliciotti freschi; pezzogna in guazzetto mediterraneo, scarola brasata e patate novelle allo zafferano. La cantina, quest'anno in una nuova veste, più moderna e con tavolo dedicato, è un tassello di pari peso della suggestiva esperienza che questo come pochi altri posti in città riesce a offrire.

Mirabelle dell'Hotel Splendide Royal | Roma | Via di Porta Pinciana, 14 | tel. 0 42168838 | www.mirabelle.it

 

pacifico

Pacifico dell'Hotel Palazzo Dama 

Pacifico è arrivato a Roma: per chi ama le contaminazioni di Jaime Pesaque, che già hanno conquistato Milano (dove si trova la casa madre omonima), è una notizia di quelle che si fanno ricordare. Se poi ci si aggiunge il fascino della location, a pochi passi da Piazza del Popolo, con tanto di Pisco Bar e tavoli a bordo piscina per una sosta ancora più glamour, il gioco è presto fatto. This must be the place, per chi ama il genere. La formula si può sintetizzare così: cucina contemporanea e internazionale, in cui una personale lettura della tradizione Nikkei fa leva su materie prime eccellenti e si arricchisce del tocco d'autore. Quello di Jaime, appunto (qui per mano di un suo allievo). Il pezzo forte sono i ceviche (per esempio salmone, leche de tigre asiatico, avocado, cipollotto, won ton e arachidi), affiancati dai tiradito, anche di Wagyu, dai dim sum (buono quello con gamberi ed erba cipollina thai) e dagli anticuchos (il Criollo è con polpo, marinatura di aji panca, salsa di ocopa e chimichurri). Da bere sakè oltre a una piccola selezione di bollicine, bianchi e rossi. Ma non perdetevi un Pisco sour prima o dopo cena, ne vale la pena.

Pacifico dell'Hotel Palazzo Dama | Roma | l.Tevere Arnaldo da Brescia, 2 | tel. 06 3207042 | www.wearepacifico.it

 

Piano Strada, Roma

Pianostrada

Una delle versioni più azzeccate, rilassanti e curate dello stile vintage-informale, a Roma, si trova in questo locale. Lasciati alle spalle gli spazi ridottissimi della vecchia sede, rimane invariato quel che ne ha decretato il successo: un marchio di fabbrica che può essere preso a emblema del più moderno pink power, vuoi perché questo spazio è frutto dell'opera di quattro donne, vuoi perché lo stile, dal servizio ai molti tocchi garbati, dal menu ai dettagli che si rincorrono in ogni angolo, rivela una mano femminile. I piatti sono molto godibili, centrati, semplici ma non banali e si accompagnano a una scelta di vini, birre e altri drink. Da gustare anche nel cortile interno, come il resto del locale deliziosamente arredato con oggetti di recupero, vasi, fiori che creano un ambiente fiabesco e molto piacevole.

Pianostrada | Roma | via delle Zoccolette, 22 | tel. 06 89572296 | pianostrada.com

 

voodoo

Voodoo bar 

2000 metri quadrati all'aria aperta, in quell'angolo di Roma che guarda il Colosseo e si arrampica fino al rione Monti. È qui che, per l'estate 2017, si è voluto creare un parco relax, con suggestioni esotiche a definire un mondo magico, dove musica, cibo, drink e attività collaterali tra massaggi shiatsu e yoga raccontano di luoghi lontani tra suggestivi labirinti di piante, vasi, arbusti. Il tema è il benessere: fisico e spirituale, e ogni dettaglio richiama un angolo di Paradiso. Che nel centro di Roma, ma lontano dal traffico, è ancora più magico e straniante. In cucina la proposta sta in bilico tra fusion e semplicità: poche pretese, prezzi abbordabili e atmosfera sciolta e rilassata. Sarà una delle mete dell'estate.

Voodoo bar | Roma | via delle Terme di Traiano, 4 | tel. 392 6045465

 

waraku

Waraku 

Ne è passato di tempo e ne è passata di strada dalla prima sede semi-clandestina, seminascosta sul retro di una palestra del Pigneto, a questa nuova a via Prenestina. Da quella palestra Maurizio di Stefano e sua moglie per anni hanno promosso l'autentica cultura del ramen,ben prima che ne esplodesse la mania, con una proposta che si rifà alle Izakaya (le osterie frequentate dai giapponesi dopo il lavoro). Il nuovo locale ha un bel dehors, in cui gli irriducibili dello zuppone nipponico possono trovare soddisfazione in ogni stagione, ma non mancanookonomiyaki (frittelle con verdura e salsa agrodolce), gyoza (ravioli di carne o verdure), pollo teriyaki con salsa home made o wafu hambagu, l'hamburger che molti giapponesi consumano a casa. Solo a pranzo troverete i takoyaki, le golosissime frittelle di pastella con polpo. Sul versante dolci, ottimo il tiramisù al tè verde e azuki e i caratteristici dorayaki e mochi a pasta di riso (pancake ripieni di anko, una salsa dolce di fagioli rossi). Da bere sakè, tè o liquori del Sol Levante. È raccomandata la prenotazione.

Waraku | Roma | via Prenestina, 321a | tel. 06 21702358 | warakuroma.webs.com

 

Fuori Roma

 

coqui

Coqui 

Quando pensi alla proposta gastronomica del litorale capitolino, certo non ti aspetti questo sodalizio inedito: Stefano Callegari e Flavio De Maio (rispettivamente Sforno & Trapizzino con tutte le varie succursali e Flavio al Velavevodetto). I due non avevano mai incrociato i fuochi, prima d'ora, ma per la riapertura dello stabilimento Coqui Beach sotto l'egida di Rosario Malapena (Albos Club) battezzano un originale connubio con due menu complementari a pranzo e a cena, più i trapizzini per uno spuntino in spiaggia: pizza d'autore (tra classiche e specialità di Callegari) e fritti, e repertorio romanesco tra polpette di bollito con cicoria, primi generosi, involtini, maialino al forno, insalata di polpo e spaghetti alle vongole, fettine panate e frittura di calamari e gamberi. Tutto questo al mare (ma non solo nel periodo strettamente estivo), nella luminosa sala vetrata o sotto al patio.

Coqui | Fregene (RM) | lungomare di Levante, 72 | tel. 06 6680975 | www.coquibeachfregene.it

 

plinius

Plinius 

Buone nuove per gli amanti della pizza e del mare: ora anche a Ostia c'è un'insegna di pregio. È quella firmata da Pier Daniele Seu, giovane talento dell'arte bianca tra i più luminosi attualmente in circolazione, impiegato anche al Mercato Centrale. Che, allo stabilimento Plinius di Ostia Lido, a partire da inizio giugno ha acceso i forni e messo in cantiere una proposta molto semplice, di pizze tonde (5 classiche e 5 creative), bruschette e fritti. A fare da contropartita la gastronomia curata da Antonio Gentile, chef del ristorante Red Fish con cui firma anche una pizza, la Gentile vs Seu. La formula piace, tanto che già ha fatto registrare frequenti tutto esaurito, a conferma di quanto si sentisse la mancanza di una proposta di qualità sulla pizza in questa zona. Senza contare il fascino di una cena vista mare.

Plinius | Ostia (RM) | Lungomare Duilio, 17 | 06 56304554

 

posta vecchia

The Cesar dell'Hotel La Posta Vecchia

La location è da lasciare senza parole: un’esclusiva villa seicentesca che ha una storia incredibile, tra magnati americani e reperti archeologici trasformati in un bel museo(fatevela raccontare!), dotata di suite raffinate e di un rilassante centro benessere. La terrazza sul mare da sola vale il viaggio, in pieno contrasto con una zona che – poche centinaia di metri più in là – non si fa ricordare per la bellezza dell'intervento dell'uomo. L'ambiente è sontuoso: marmi, arredamenti d’epoca e varie opere d’arte raccolte. Sul fronte cucina, lo chef dopo l'uscita di scena di Michelino Gioia è Antonio Magliulo, oggi a pieno regime nella cucina. E la sua proposta si basa su tecnica precisa e chiara impronta mediterranea. Che tradotto significa: piatti comprensibili, che coniugano forma e sostanza, stagionalità e ottime materie prime, con un accento marcato sui sapori dell’orto di proprietà e sulle pietanzevegetariane. Tra le proposte il gambero rosso con lamponi, foie gras e fichi secchi e il goloso cannolo di genovese di coda, grue di cacao, provolone del monaco e caramello di Aleatico. Ma anche risotto mantecato alle erbe selvatiche con tartare di tonno rosso, lime e stracciatella affumicata; e il rombo chiodato con melanzane affumicate, mozzarella liquida, scarola e pomodorini confit. Tra i dolci, spicca il Mananka, a base di nocciole pralinate, ciliegia e crema Chantilly al tè Sakura. E poi c'è la cheesecake esotica, opera della nuova pastry chef. La carta dei vini contiene una panoramica esaustiva della produzione nazionale con qualche referenza d’Oltralpe e un ampio capitolo Champagne.

Cesar dell'Hotel La Posta Vecchia | Ladispoli (RM) | Palo Laziale | tel. 06 9949501 | www.lapostavecchia.com

 

a cura di Antonella De Santis

 

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