13 Feb 2018 / 15:02

Germania: ristoranti e vini italiani alla conquista di Berlino e Monaco

a cura di

Grandi quantità e poco prezzo: un tempo erano queste le caratteristiche del mercato tedesco per il nostro vino. Oggi le cose stanno cambiando. Complici anche i ristoranti di cucina italiana, ormai veri ambasciatori della nostra cultura enogastronomica in Germania.

Germania: ristoranti e vini italiani alla conquista di Berlino e Monaco

Grandi quantità e poco prezzo: un tempo erano queste le caratteristiche del mercato tedesco per il nostro vino. Oggi le cose stanno cambiando. Complici anche i ristoranti di cucina italiana, ormai veri ambasciatori della nostra cultura enogastronomica in Germania.

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Storicamente il mercato tedesco è quello dove si beve tanto vino, ma si spende poco. Il prezzo medio all'importazione è di uno 1,7 euro a litro. Tuttavia, oggi le nuove generazioni sono molto più attente alla scelta e chiedono qualità. Per questo, bisogna cambiare strategia promozionale. Il report Gambero Rosso da Berlino e Monaco

 

Su cinque bottiglie che esportiamo, una finisce sullo scaffale tedesco. La Germania è il primo cliente europeo del vino italiano: un mercato allettante, ma complesso. Qui, la grande distribuzione gioca un ruolo dominante, il prezzo medio di vendita rimane tra i più bassi d’Europa, per nulla in linea con i salari e con il costo della vita (il potere d'acquisto medio è di circa 21 mila euro) e le carte dei vini non sono sicuramente tra le più ricercate del Vecchio Continente. Tuttavia, qualcosa sta cambiando e anche in modo veloce, al netto di fenomeni specifici, come il successo del Prosecco con il tappo a vite, per questioni puramente doganali, o le vendite di denominazioni che sfruttano molto bene la scia di ritorno del turismo, dal caso del Lugana alla Vernaccia di San Gimignano.

Il vino italiano in Germania in cifre

Guardando ai numeri, questo Paese, tra gennaio e ottobre 2017, ha importato 802 milioni di euro di vino italiano (+2,6% rispetto ai 782 dello stesso periodo del 2016) per un totale di 470,3 milioni di litri di vino, a un prezzo medio corrispondente di 1,7 euro per litro. Nei 12 mesi del 2016 aveva importato vino per un totale di 2,4 miliardi di euro. I consumi viaggiano su una media di 20,5 litri di vino pro-capite.

Il quadro offerto oggi dalla Germania è variegato e in netta evoluzione, di pari passo con una ristorazione italiana che, finalmente, inizia a liberarsi di luoghi comuni e stereotipi. Nonostante i consumatori di vino tedeschi siano meno attenti all'importanza del brand rispetto a quelli di altri mercati maturi, come Stati Uniti o Uk, stanno crescendo l'interessamento verso il prodotto vinicolo, così come la spesa media per una bottiglia nel lungo periodo, secondo una recente analisi di Wine Intelligence. Quasi due terzi dei consumatori abituali tedeschi, oggi, afferma che la scelta del vino è una decisione importante, mentre circa metà è favorevole a provare nuovi stili e nuove tipologie di prodotto. È evidente come ci sia ancora tanta strada da percorrere, ma la crescita dei nostri vini e dei prodotti Made in Italy non può che essere legata a un nuovo tipo di proposta. E di strategia promozionale.

 

Berlino. Le nuove generazioni e la svolta qualitativa nei consumi

Le due tappe del Gambero Rosso in Germania confermano l'esistenza di un nuovo fermento, lasciando intravedere ulteriori margini in prospettiva. Il 20 gennaio è stata la volta di Berlino: nel centralissimo Hotel de Rome, oltre 50 cantine hanno dato vita a una degustazione decisamente partecipata, con tanti importatori e ristoratori accorsi per celebrare l’edizione tedesca della Guida vini d’Italia e la premiazione dei pù virtuosi ristoranti italiani in città secondo la nostra Top Italian Restaurants.

Agli importatori tedeschi, presenti all'evento, abbiamo provato a chiedere come mai sia così difficile, in un mercato come la Germania, far attecchire modelli di consumo differenti, che guardino più alla qualità e meno al prezzo? La risposta, che somiglia più a un trattato di sociologia, affonda le radici nella storia di questo Paese. “Sembrerà strano, ma dobbiamo ricercarne le cause nel secondo conflitto mondiale e nel difficile periodo post-bellico, quando l'atteggiamento più diffuso era spendere il meno possibile per nutrirsi. Vino e cibo sono, quindi, rimasti legati più al concetto di sopravvivenza che a quello di gusto. Un retaggio del passato che, in un Paese come il nostro, deve almeno superare le due generazioni, per essere accantonato”. E oggi che le terze generazioni si affacciano al mondo dei consumi, le cose stanno cambiando.

Lavanderia Vecchia

I migliori ristoranti italiani di Berlino

Pochi dubbi sul migliore ristorante italiano in città: per noi si trova nel cuore di Mitte. Il riconoscimento è andato a Bocca di Bacco, il locale storico della famiglia Mannozzi, premiato con Due Forchette, il punteggio più alto nel settore fine dining in città. Nella sezione trattorie, spicca Lavanderia Vecchia, il locale di Neukölln si aggiudica il Surgiva Taste & Design Award, consegnato da Tim Kirchof, grazie a un format unico che unisce il carattere di una vecchia lavanderia riqualificata con gusto, l’atmosfera hipster del quartiere, una cucina casareccia, a menu unico, tarato su sapori autentici. Berlino, in pochissimo tempo, è diventata la capitale della pizza, straordinario il fermento sul terreno delle pizzerie napoletane. Il punteggio più alto, Due Spicchi, lo strappano Standard– Serious Pizza, l’eccezionale impasto messo a punto dal pizzaiuolo Alessandro Leonardi, a Prenzlauer Berg, e Malafemmena, il locale della famiglia Cirillo è un salto nell’arte bianca napoletana. Accanto a margherita e montanarine, anche un’autentica cucina campana. Mentre tra i wine ber, spiccano Enoiteca Il Calice e Muret La Barba, sempre a Mitte.

 

Mangiare e bere italiano a Monaco

Il mercato tedesco è molto delicato, è un mercato vecchia scuola dove c’è ancora tanto da lavorare. Sta andando molto bene il Vermentino toscano, mentre per le bollicine è molto importante la dinamica del prezzo. Le vendite di Bellavista sono alte e stabili, Contadi Castaldi deve crescere, stiamo lavorando molto sulle pizzerie e anche per questo abbiamo sposato il progetto Top Italian Restaurants”, ci dice Vitaliano Tarrito, export manager del Gruppo Terra Moretti, durante il Tre Bicchieri di Monaco, l’evento che porta nel mondo i migliori vini italiani, andato in scena il 25 gennaio all’Isarforum.

 

Un piatto di Acquarello

Mangiare italiano a Monaco

Sono quasi 500 i ristoranti di cucina italiana a Monaco. Secondo i giudizi della Top Italian Restaurants, la qualità media della ristorazione italiana in città è la più alta in Germania. L’unico indirizzo tedesco con le tre forchette tricolori si trova proprio qui. In apertura di degustazione, Mario Gamba, il maestro dei cuochi italiani in Germania, è stato premiato con le Tre Forchette, il massimo punteggio. Il suo ristorante Acquarello, attivo dal 1994 nell’elegante quartiere di Bogenhausen, rappresenta uno dei migliori esempi di cucina alta e colta, con un twist francese, capace di rielaborare con visione, e felicissima mano, i grandi classici della cucina italiana. Per una cucina mai uguale a se stessa. “Sempre più i nostri clienti non scelgono la bottiglia ma si fidano dei nostri abbinamenti. Abbiamo deciso di proporre i vini da bottiglie magnum in modo da regalare qualcosa che non possono trovare usualmente”, ci racconta Mario. Due Forchette ad Acetaia (foto i copertina), il ristorante gestito da Michele Perego offre una cucina solidissima, con una bellissima carta dei vini e un giardino estivo delizioso. “Ho dovuto levare dalla carta i Lugana, altrimenti non avrei avuto bisogno del sommelier: chiedono sempre quello. Voglio puntare e far conoscere i nostri autoctoni. Ho un pallino per i bianchi, anche maturi. Ora si vendono molto bene”, commenta il manager Perego.

Nella categoria trattorie, Dal Cavaliere strappa il punteggio più alto con Due Gamberi: il locale della famiglia D’Orta garantisce ricette e cotture squisitamente campane, oltre a una delle più fragranti e costanti pizze in città. Infine, il Surgiva Taste & Design Award, consegnato da Hans Dieter Burgis, è andato al ristorante Hippocampus. Lo chef Cosimo Ruggiero- per tutti Mimmo - propone una cucina di grande leggerezza e pulizia dei sapori, uniti a un contesto raffinato, fatto di marmi toscani, caldi pannelli di legno di noce alle pareti, attenzione e cura del dettaglio tanto in sala quanto in cucina. “I clienti bevono molto le etichette, i grandi nomi, è difficile proporre altro anche a una clientela fidelizzata”, commenta Mimmo che è arrivato, per caso, a Monaco trent’anni fa.

 

A marzo torna Tre Bicchieri Speciale ProWein

L'evento tedesco è stato solo un assaggio. Il Gambero Rosso ritornerà, infatti, in Germania a marzo, ad aprire le danze di una delle più importanti fiere europee del vino: ProWein (18-20 marzo). L'appuntamento è a Düsseldorf per il 17 marzo, con la grande degustazione Tre Bicchieri Speciale ProWein.

 

Bocca di Bacco – Germania - Friedrichstraße 167-168- tel. +49 30 20672828 - https://www.boccadibacco.de/

Lavanderia Vecchia – Germania - Flughafenstraße 46, - tel. +49 30 62722152- https://lavanderiavecchia.wordpress.com/

Standard – Serious Pizza – Germania – Berlio - Templiner Str. 7–tel. +49 30 48625614- http://www.standard-berlin.de/

Malafemmena – Germania – Berlino - Hauptstraße 85 – tel. +49 30 84183182- http://malafemmena.restaurant/

Enoiteca Il Calice – Germania – Berlino - Walter-Benjamin-Platz 4 – tel. +49 30 3242308 - http://www.enoiteca-il-calice.de/

Muret La Barba – Germania – Berlino - Rosenthaler Str. 61 – tel. +49 30 28097212- https://muretlabarba.de/it/

Acquarello – Germania – Monaco - Mühlbaurstraße 36– tel. +49 89 4704848 - http://www.acquarello.de/

Acetaia - Germania – Monaco - Nymphenburger Str. 215– tel. +49 89 13929077- https://www.restaurant-acetaia.de/

Dal Cavaliere – Germania - Monaco - Weißenburger Str. 3 – tel. +49 89 488388- http://www.dalcavaliere.de/

Hippocampus – Germania – Monaco - Mühlbaurstraße 5- tel. +49 89 475855- http://hippocampus-restaurant.de/

 

a cura di Lorenzo Ruggeri

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri dell' 8 febbraio

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