1 Mar 2018 / 18:03

Elezioni politiche 2018: Le proposte su ristorazione, cibo e vino da parte della coalizione di Centrosinistra

Fisco, lavoro, istruzione, imprenditoria giovanile, agricoltura, made in Italy. Quali proposte dei partiti potrebbero interessare il settore della ristorazione? Abbiamo fatto un'analisi in tre puntate dei programmi delle maggiori forze politiche. Eccoci giunti all'ultima tappa con il Centrosinistra.

Elezioni politiche 2018: Le proposte su ristorazione, cibo e vino da parte della coalizione di Centrosinistra

Fisco, lavoro, istruzione, imprenditoria giovanile, agricoltura, made in Italy. Quali proposte dei partiti potrebbero interessare il settore della ristorazione? Abbiamo fatto un'analisi in tre puntate dei programmi delle maggiori forze politiche. Eccoci giunti all'ultima tappa con il Centrosinistra.

Elezioni, atto terzo. Ecco giunti all'ultimo degli appuntamenti con le proposte elettorali che, in modo più o meno diretto, riguardano il mondo della ristorazione. Costo del lavoro o di sburocratizzazione, di Imu o di sostegno all'imprenditoria giovanile e alle start up, di educazione alimentare o formazione professionale, di trattati commerciali: i temi in ballo solo moltissimi. Anche stavolta, come fatto già per il Movimento 5 Stelle e la coalizione di Centrodestra, siamo andati a cercare, nei programmi elettorali (a partire da quelli depositati dai maggiori partiti al Ministero degli Interni per poi passare a quelli più dettagliati) quelle proposte che interessano il settore. Oggi è il turno della coalizione di Centrosinistra: Partito Democratico, la lista Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, +Europa di Emma Bonino e la lista Insieme (Verdi, Area Civica e Psi).

 

Tasse e impresa

La pressione fiscale su privati e imprese è uno dei grandi temi di questa campagna elettorale, che tutti propongono di semplificare e ridurre (secondo +Europa un tagli consistente delle imposte sui redditi si può fare da metà legislatura, abbassando le aliquote marginali). “Ricostruire un sistema fiscale capace di sostenere l’impresa e il lavoro” ammonisce Beatrice Lorenzin che lancia l'obiettivo: “70% di occupazione entro il 2022 (60% tasso di occupazione femminile)”senza però specificare con quali strategie. Per le imprese il Pd propone una riduzione di Ires al 22%, la stessa per le imprese individuali con l'introduzione dell'Iri con aliquota al 22%. Tra i temi che tornano più spesso, anche l'Imu, nel programma di Renzi la proposta di aumentarne la deducibilità su immobili di professionisti, commercianti, artigiani, o imprese.Mentre, e la proposta arriva da Bonino, occorre semplificare dell’Irpef in tre aliquote: 20% fino a 40mila euro; 30% fino a 60mila euro e 40% oltre i 60mila euro. Sempre nel programma firmato da Emma Bonino si legge anche che, per le partite Iva, “va ristabilito il diritto a pagare le tasse sui redditi conseguiti sull’anno, superando progressivamente l’obbligo degli acconti per i lavoratori autonomi, a cominciare da quelli con fatturati più bassi” mentre per Beatrice Lorenzin “le tasse non sono dovute se l’impresa non ha incassato i corrispettivi delle fatture emesse” tanto più che “lo Stato non può pretendere le imposte verso contribuenti con i quali ha un debito in arretrato”; anche a riguardo del calendario fiscale per imprese e autonomi bisogna intervenire“in modo tale da spalmare trimestralmente il pagamento degli acconti d’imposta tenendo conto degli utili effettivi”.

Tra gli sforzi a sostegno delle imprese richiesti dal Pd c'è “il potenziamento del Fondo centrale di garanzia per incrementare i finanziamenti garantiti alle piccole e medie imprese” sostenendo però anche canali alternativi al finanziamento bancario: l’accesso alla borsa, il ricorso ai mini bond, le piattaforme di crowdfunding e peer-to-peer lending, e in ultimo “una iniziativa sul venture capital per fare in modo che le tante startup che nascono in Italia trovino i capitali per poter crescere e avere successo”.Proprio per le start up innovative Beatrice Lorenzin propone di introdurre incentivi fiscali sugli utili dei primi tre anni di vita.

Lavoro e costo del lavoro

Da una parte diminuire il costo del lavoro un punto l'anno nel corso della legislatura portando il peso dei contributi dal 33 al 20%, dall'altro contrastare certe forme di precariato come sottolinea anche la lista Insieme (che pone tra gli obiettivi il “contrasto alle varie forme di irregolarità del lavoro e il potenziamento della capacità ispettiva”): la ricetta del PD e di Civica Popolare è rendere la creazione di posti di lavoro a tempo indeterminato più vantaggiosa economicamente con uno “sconto contributivo strutturale del 50%” e la proposta è del Pd “per le nuove assunzioni a tempo indeterminato dei giovani”. Insomma: “vale di più, deve costare meno” - mentre il lavoro temporaneo, nel caso in cui lo stesso lavorare sia chiamato ripetutamente, costerà di più all'azienda per via di “una buonuscita compensatoria per chi non viene stabilizzato, in maniera proporzionale alla durata cumulata dei contratti temporanei che ha avuto”. La riforma proposta, dunque, vuole promuovere il lavoro stabile e combattere le finte collaborazioni, ma si parla anche di decontribuzione strutturale per i neo assunti per 3 anni(Lorenzin) e un intervento sulle partite Iva, con una riduzione delle tasse e l'ampliamento dei diritti (Pd e +Europa, che vorrebbe uno Statuto dei Lavoratori Autonomi “per garantire simmetria ed equità tra amministrazione tributaria e piccole imprese”, mentre la Civica Popolare propone la Flat tax per partite Iva e professionisti con reddito fino a 70 mila euro e tassazione a 0 per i primi 3 anni di attività), mentre per chi non è coperto da un contratto nazionale torna la necessità del salario minimo garantito (Pd) per combattere il dumping salariale, il fenomeno dei lavoretti sottopagati e dei contratti pirata, delle cooperative spurie, delle piattaforme digitali.

Semplificazione e digitalizzazione

Nel cammino verso la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il Pd punta anche su metodi di pagamento elettronico: “PagoPa, un modo diverso e più naturale per i cittadini di pagare la Pubblica Amministrazione” per cui, si spiega,“per pagare basta un click”. Mentre la semplificazione del cuneo fiscale mette in campo operazioni come accorpare i prelievi, concentrare le norme tributarie in un unico atto annuale (prevedendo un periodo di tempo per consentire a tutti di adeguarsi), riordinare le norme tributarie (oggi sparse in quasi 800 leggi e regolamenti) in un Codice dei tributi. Tra le voci anche l'estensione della dichiarazione precompilata, della fatturazione elettronica (da semplificare quella alla pubblica amministrazione), della trasmissione telematica dei corrispettivi (così da sostituire la tenuta dei registri Iva e contabili delle imprese che sceglieranno di lasciarli tenere al fisco). Ultima nota anche la spinta ad ampliare la digitalizzazione dei servizi e collegare meglio le banche dati, per non chiedere informazioni già in possesso del fisco. “Rendere semplice, trasparente e alleato delle imprese e dei cittadini il sistema della pubblica amministrazione” è l'obiettivo di Beatrice Lorenzin. Un punto chiave per Civica Popolare è la “certezza dei tempi della pubblica amministrazione per agevolare imprese e cittadini” con tanto di indennizzi “per i ritardi e l’inerzia della pubblica amministrazione”.

Legalità

Nel programma del partito di Renzi si parla anche di lotta alle mafie: “rilanciarne l’azione con una battaglia culturale e politica per la legalità e lo sviluppo”,con diverse strategie, per esempio mediante “meccanismi sempre più efficaci per prevenire le infiltrazioni e individuare le zone grigie e i reati spia”. Che questa battaglia si concentri anche sui pubblici esercizi implicati con la malavita (che come sappiamo son sempre di più), ovviamente non lo sappiamo, ma ce lo auguriamo. In questo ambito la lotta all'evasione fiscale (presente nei programmi di un po' tutti gli schieramenti), anche attraverso banche dati e nuove tecnologie informatiche, diventa uno strumento prezioso.

Istruzione e formazione

Due direttive nel programma PD: “introdurre l’educazione alimentare nei programmi scolastici a partire dalle scuole primarie”e “rendere più forti i percorsi formativi legati alle professioni del cibo, dagli istituti tecnici agrari agli alberghieri, fino alle scuole di alta formazione”. La formazione, soprattutto quella professionale e il suo collegamento con il mondo del lavoro (che il Pd individua nell’apprendistato formativo, la Civica Popolare conun percorso che permetta ai giovani di fare durante gli studi stage retribuiti in azienda, a tassazione zero per l'impresa, ed essere poi assunti a tempo indeterminato nel momento in cui sarà concluso il loro percorso di studio), è un tema affrontato da diverse compagini di diverso orientamento. Nel centrosinistra, Mattero Renzi parla di sviluppo di percorsi di studio professionali di secondo e terzo livello di pari dignità rispetto all'offerta accademica, con programmi meno teorici e più pratici. E anche Emma Bonino sostiene la necessità di investire maggiormente nella formazione post-diploma non universitaria, per promuovere con obiettivi più ambiziosi le filiere degli Istituti Tecnici Superiori. Attenzione alla formazione legata al “care”, all’artigianato e a tutti i lavori ad alto valore aggiunto è uno dei punti della civica Popolare.

Europa e commercio

Per l’Italia, un paese tradizionalmente orientato verso l’export, quella protezionista sarebbe una prospettiva catastrofica”. Le parole sono della lista +Europa (e come potrebbe essere altrimenti?) che “per contrastare la minaccia protezionistica”spinge per potenziare il Mercato Comune, premessa per l’Unione Politica auspicata da Emma Bonino. Stessa posizione della lista Insieme che dichiara “rifiutiamo totalmente ogni opzione di uscita dall’Euro”. Sì anche agli accordi di libero scambio nella lista +Europa, “per combattere il dumping sociale e ambientale grazie a clausole di reciprocità, ma anche per facilitare l’accesso a nuovi mercati anche delle nostre piccole e medie imprese e attrarre maggiori investimenti in Europa ed in Italia”. No a dazi e barriere “che danneggerebbero solo le nostre piccole e medie imprese” anche per il Pd di Renzi che aggiunge: “per proteggere e aumentare il loro export servono regole giuste in mercati aperti” dunque ancora al lavoro sugli accordi internazionali “basati sulla reciprocità, con clausole di salvaguardia vere, con la lotta al falso cibo e la tutela essenziale delle nostre indicazioni geografiche”. Mentre per quanto riguarda la regolamentazione del commercio interno, sempre +Europa dichiara “Tutte le concessioni a privati del patrimonio pubblico devono seguire criteri trasparenti di aggiudicazione e di definizione dei prezzi, coerentemente con le direttive europee, in particolare la direttiva servizi Bolkestein”. Per Beatrice Lorenzin la proposta della cedolare secca per i commercianti che affittano un negozio per aprire una nuova impresa nelle periferie e nelle zone disagiate.

Agricoltura e alimentazione

Le tre A: agricoltura, alimentazione, ambiente”:si intitola così una delle voci del programma renziano, che recita “Orgogliosi e consapevoli della nostra unicità, del patrimonio di biodiversità unico al mondo che fa dell’Italia la patria della dieta mediterranea e il primo paese europeo per prodotti di qualità Dop e Igp”. Le strategie messe in atto per l'agricoltura, sulla scia del percorso degli ani passati, sono la tutela del reddito degli agricoltori, dei pescatori, dei produttori “a partire dalla formazione dei prezzi e sull’equa distribuzione del valore nelle filiere”, la semplificazione e la lotta alla burocrazia (come previsto anche da Emma Bonino che chiede anche dimigliorare le performance delle Pubbliche Amministrazioni operanti nel settore), l'incentivo ad accordi di filiera, reti e distretti, soprattutto nelle aree rurali interne. Punta anche sul ricambio generazionale, sui giovani, attraverso il potenziamento di strumenti concreti come i mutui a tasso zero e una corsia preferenziale per riportare all’agricoltura terre pubbliche e una banca delle terre incolte.

La lista prodiana Insieme intende valorizzare l’agricoltura a partire dauna riforma della PAC (Politica Agricola Comune), “che consenta una più equa distribuzione dei fondi pubblici e dia maggiore supporto e sostegno all’agricoltura di qualità, alle produzioni tipiche fortemente legate al territorio, all’agricoltura biologica, ai piccoli agricoltori, al commercio agricolo locale, in modo da avvicinare il produttore al consumatore e ai produttori tradizionali che vogliono cambiare e rendere più sostenibili i propri metodi”. Per contrastare l’incertezza dei mercati delle materie prime agricole la proposta è sviluppare all’interno della PAC“nuovi ed efficaci strumenti di gestione dei rischi di mercato”.Sempre la lista Insieme continua lanciando le sue proposte all'Europa: sburocratizzazione e semplificazione della PAC, con un sistema di aiuti più snello, premiare comportamenti come qualità ambientale e del lavoro. La posizione della lista Insieme è di radicale opposizione all'uso degli Ogm, in agricoltura e nell'alimentazione, di pesticidi (Bonino chiede che vada rimosso il bando alla ricerca in campo aperto sulle biotecnologie agrarie, il Pd che vengano eliminati entro il 2025), con una politica agricola di sostegno al biologico e al biodinamico, all’agricoltura di qualità, ai prodotti tipici a denominazione di origine protetta, ai GAS e ai mercati contadini. Aggiunge la lista +Europa: “agli agricoltori italiani deve essere consentito l’accesso a tutte le più moderne tecnologie disponibili, in particolare a quelle che migliorano le rese riducendo l’impatto ambientale della produzione agricola”.

Alimentazione

L'etichettatura più dettagliata dei prodotti è una delle battaglie presenti nel programma della lista Insieme e di Matteo Renzi, per “la massima informazione al consumatore con l’origine trasparente su tutti i prodotti agroalimentari”. Nel programma si parla anche dell'esigenza di un accordo più collaborativo tra produttori e industria alimentare“che ha bisogno di un’agricoltura più moderna e competitiva”; di difesa del made in Italy attraverso “tutela, promozione e formazione”, di riforma dei reati agroalimentari e l’introduzione del reato di agropirateria, di sostegno al turismo enogastronomico, di lotta allo spreco e assistenza alimentare ai più deboli.

 
 
a cura di Antonella De Santis
 

 

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