21 Mar 2018 / 15:03

Cibo e sacro, un rapporto indissolubile

Entrati a pieno titolo nella primavera (che quest'anno è iniziata ufficialmente alle 17.15 del 20 marzo) ne approfittiamo per passare in rassegna tutti i rapporti tra il cibo e il sacro che si concentrano, con una densità straordinaria, in queste settimane primaverili. Qui un estratto dal nuovo numero del mensile del Gambero Rosso, in questi giorni in edicola.

Due uova unite da un arcobaleno. Disegno di Maurizio Ceccato

Entrati a pieno titolo nella primavera (che quest'anno è iniziata ufficialmente alle 17.15 del 20 marzo) ne approfittiamo per passare in rassegna tutti i rapporti tra il cibo e il sacro che si concentrano, con una densità straordinaria, in queste settimane primaverili. Qui un estratto dal nuovo numero del mensile del Gambero Rosso, in questi giorni in edicola.

a cura di

 

Approfittiamo del periodo pasquale per passare in rassegna i rapporti tra il cibo e il sacro che si concentrano, con una densità straordinaria, in queste settimane primaverili.

I santi protettori dei mestieri legati al mondo della cucina

La connessione tra sfera magico-religiosa e sfera alimentare è come noto antichissima, potente e pervasiva. Da sempre il cibo è stato al centro di complessi riti cultuali, si è fatto divinità per essere consumato dagli uomini ed è stato donato in nome dei numi tutelari. Con la cristianizzazione dell’Europa gli antichi culti e gli antichi dei sono stati trasformati, riplasmati, rifunzionalizzati in chiave cristiana, ma hanno sovente mantenuto forza e splendore antichi, rintracciabili grazie a simboli inequivocabili legati alla fecondità, alla ricchezza, inni alla vita, beneaugurali e apotropaici.

disegno di Maurizio Ceccato

Non stupisce dunque che al giorno d’oggi tra migliaia di santi, ci siano anche i santi protettori dei mestieri legati al mondo della cucina, come sant’Ambrogio, santa Rita da Cascia e san Bernardo, patroni degli apicoltori, sant’Amando, patrono di baristi e birrai, sant’Isidoro, patrono degli agricoltori, santa Marta, patrona delle massaie e dell’operosità femminile e domestica, san Francesco Caracciolo patrono dei cuochi, san Leonardo abate patrono dei fruttivendoli; e ancora san Fiacrio patrono degli ortolani, sant’Alberto Lovanio patrono dei panettieri, san Lorenzo (martire sulla graticola) protettore di cuochi, pasticceri, vermicellai, rosticcieri. Sant’Abramo, patrono dei bettolieri, santa Genevieve patrona dei pastori, san Pietro patrono dei pescatori e san Morando patrono dei vignaioli.

disegno di Maurizio Ceccato

Il ruolo del santo

L’elenco naturalmente è lungo e potrebbe continuare. Il santo sovrintende e protegge – per un verso – nella produzione del cibo, per l’altro verso è il destinatario di ricche offerte propiziatorie che benedice e che vengono distribuite tra gli officianti. Il sacrificio e/o l’offerta di primizie alla divinità e poi ai santi da un lato, il ruolo di protettore di attività produttive legate al cibo da parte del nume dall’altro, sono testimoniati in tutte le religioni, sin dall’antichità. Il ciclo calendariale cristiano è scandito da importanti feste patronali e festività legate alla vita, alla morte e alla resurrezione di Gesù, che in primavera assumono rilevanza straordinaria: legate come sono a doppio filo e senso, ad antichi rituali connessi alle divinità della riproduzione, della fertilità e della rinascita, come quelli di Adone e Attis. Uno scialo vero e proprio, anche alimentare, caratterizza per esempio i rituali per la festività di san Giuseppe, il 19 marzo. E un altro santo legato alla rinascita della natura è san Marco Evangelista: anche nei proverbi popolari – e non a caso – viene sovente messo in relazione con l’altro santo legato invece al solstizio d’estate, san Giovanni Battista. Nel nuovo numero del mensile del Gambero Rosso trovate molti degli aneddoti che affollano il calendario religioso e influenzano la nostra cucina da secoli.

 

a cura di Alessandra Guigoni

disegni di Maurizio Ceccato

 

QUESTO È NULLA...

Nel numero di marzo del Gambero Rosso, un'edizione rinnovata in questi giorni in edicola, trovate tutti gli approfondimenti e i piatti legati ai vari santi, da san Giuseppe con i suoi bignè a san Giovanni e le sue erbe selvatiche, passando da san Marco e il suo marzapane. Un servizio di 8 pagine che include un approfondimento sull'uovo, cibo sacro pasquale, e sui rituali alimentari del giorno di Pasqua. Non solo, nel cartaceo trovate l'elenco di tutti i santi che hanno a che fare con il cibo e il contributo di Lydia Capasso, antropologa e autrice, con Giovanna Esposito, di “Santa Pietanza. Tradizioni e ricette dei santi e delle loro feste”.

 

Il numero lo potete trovare in edicola o in versione digitale, su App Store o Play Store

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