18 Mag 2018 / 17:05

Voci dal Master. Verona tra monumenti iconici e indirizzi imperdibili

a cura di

A piedi nella città scaligera, tra monumenti, vini, indirizzi gourmet e la grande tavola dello chef Giancarlo Perbellini

 

Voci dal Master. Verona tra monumenti iconici e indirizzi imperdibili

A piedi nella città scaligera, tra monumenti, vini, indirizzi gourmet e la grande tavola dello chef Giancarlo Perbellini

 

a cura di

 

È una di quelle città familiari anche per chi non le ha mai visitate, Verona, perché ne abbiamo studiato la storia e visto a più riprese le fotografie, abbiamo ascoltato i racconti di chi quei posti li ha già visitati e immaginato le vicende che vi sono ambientate: nulla a che fare con il trovarsi fisicamente in quel luogo che tutti conoscono come città dell’amore. Noi l'affrontiamo in una calda giornata di primavera, una delle poche che questa stagione incerta ci ha regalato, e ne visitiamo i luoghi più iconici nelle poche ore a disposizione, senza però perdere l'occasione di qualche sosta golosa.

L'Arena e l'Amarone

La prima tappa del giro, inevitabilmente, è l'icona per antonomasia della città, l'Arena. Ne si percorre il perimetro rimanendo a bocca aperta per la sua maestosità e per lo stato di perfezione che ha mantenuto. D'obbligo un lungo giro intorno a piazza Bra, di fronte alla statua di Vittorio Emanuele II si approfitta della spiegazione di un’insegnante alla sua scolaresca: “La Bra cominciò a definirsi come piazza solo nel primo decennio del Seicento”.

A pochi passi, all’angolo tra via dei Mutilati e corso Porta Nuova, si trova l’enoteca Signorvino, winebar molto fornito (Due Bottiglie nella guida Ristoranti d'Italia del gambero Rosso) e giusto approdo per degustare i vini locali, su tutti l’Amarone, re della Valpolicella. Il locale si sviluppa su un unico livello, l’ambiente è accogliente, caldo, con il legno a dominare la sala. Qui il vino è l’assoluto protagonista: bottiglie ovunque, disposte in scaffali o semplicemente lasciate negli stessi cartoni, bottiglie che fungono da arredo, altre che verranno utilizzate per le degustazioni, altre ancora in vendita nei classici cofanetti in legno. Nell’aria profumo di salumi appena affettati. Ci si siede su alti sgabelli attorno a una botte a mo’ di tavolino, si gustano vini anche al calice, ben raccontati da un servizio cortese e preparato. E la nostra prima sosta veronese, nella quale troviamo ristoro dalla camminata e ci prepariamo al resto della passeggiata.

Giulietta e Romeo e un piatto di bigoli

Dopo la pausa enoica, si continua la passeggiata per raggiungere via Mazzini: una delle più antiche e prestigiose strade pedonali d’Europa, che unisce Piazza Bra a Piazza delle Erbe. Con gli occhi scintillanti alla vista di tutti i negozi di griffe italiane e non che la popolano, si arriva su via Cappello. Al civico 23 c'è la casa di Giulietta: un grosso cancello in ferro battuto, pareti totalmente ricoperte da bigliettini d’amore, un luminoso cortile in fondo al quale si trova la statua in bronzo di Giulietta; dietro di lei una cascata di edera, in alto a destra il balcone da cui si affacciava. Impossibile non sentirsi, seppur per un attimo, protagonisti della più famosa tragedia di Shakespeare. Quasi dimenticata, invece, in un vicolo appartato in via Arche Scaligere, si trova la dimora dei Montecchi, casa di Romeo. L’edificio è oggi di proprietà privata e ospita l’Osteria alDuca, che però non concede il permesso di visitare il cortile interno. A pochi metri c'è la bottega Stella, ricca di specialità gastronomiche: patè, mostarde, sottoli e poi salumi e formaggi da mangiare in purezza o in un panino, per chi vuole, però, non manca un menu con tutti i piatti tipici gustosi e saporiti.

Il ponte di Castelvecchio e l'arrivo alla dimora di Perbellini

Per il pasto il programma ci porta a Casa Perbellini, in piazza San Zeno. Per raggiungere il locale si costeggia l’Adige. Il cielo è di un azzurro limpido, il fiume di un verde acqua intenso, luccicante sotto il sole, in lontananza un ponte di pietra bianca e di cotto: uno spettacolo di fronte al quale è difficile non restare incantati. Si attraversa quell’audace opera, il Ponte di Castelvecchio, contemplando il panorama. Piazza San Zeno è raccolta e lontana dal centro: in mezzo la Basilica, da un lato la torre abbaziale, dall’altro il campanile; gli alberi la circoscrivono, case basse ne esaltano la sovranità.

Nascosta tra quelle casette c’è Casa Perbellini: nessuno direbbe mai che quella porticina di legno è l’ingresso del blasonato ristorante di Giancarlo Perbellini. Si suona il campanello, ad accogliere c'è proprio lui, che accompagna al tavolo, da perfetto padrone di casa. I tavoli tondi sono rivolti verso la cucina a vista, moderna e tecnologica, contraddistinta da un bancone rosso vivo, che, insieme al blu elettrico delle giacche dei camerieri, contrasta piacevolmente con il lieve colore delle pareti e della divise della brigata, in camicia bianca, gilet marrone e coppola beige. L'insegna, come il resto, non è casuale: il tavolo viene apparecchiato al momento, all'arrivo degli ospiti, il menu è un'enorme busta da lettera, il pranzo inizia con il Benvenuto di Casa Perbellini, sequenza dall'estetica e dal gusto fuori dal comune. Tra le due proposte di degustazione la scelta ricade su Assaggi, il percorso di 9 portate con abbinamento vino. Il fil rouge dei piatti è semplicità, colori tenui e prelibatezza. Carne e pesce si alternano, sublime il wafer al sesamo, “una di quelle ricette che a un cuoco riescono una o due volte nella vita” afferma lo chef: croccante il wafer, morbido il branzino, piacevole la sensazione di liquirizia in cui viene intinto il cucchiaio con cui assaporare la pietanza. Si torna all’infanzia con mioline e lumachine: ispirata al piatto dei bimbi, la minestrina in brodo: una portata raffinata, basata due semplici ingredienti. E si continua con il tenerissimo maialino da latte, le canocchie dalla fresca gelatina all’alloro e aceto, fino ad arrivare ai Divertimenti di Casa Perbellini: piccoli dessert da gustare in un sol boccone.

 

Volete davvero continuare a guardare le foto sul web e ascoltare i racconti di chi Verona l’ha già visitata? Noi vi consigliamo di andarci, anche in poche ore potrete visitare gli angoli più famosi e provare la cucina migliore.

 

Signorvino – Verona - Corso Porta Nuova, 2 - 045 8009031 - www.signorvino.com/it/negozi/verona

Taverna di via Stella - Verona - via Stella, 5/c - tel. 045 800 8008

Casa Perbellini - Verona - Piazza San Zeno, 16 - 045 878 0860 - www.casaperbellini.com

 

 

a cura di Simona Celona

Prova del Master in Giornalismo e comunicazione d'impresa dell'enogastronomia del Gambero Rosso

 

 

 

 
Abbiamo parlato di:
Precedente
Successivo

Partecipa alla discussione

Copyright 2015
Gambero Rosso Spa
P.Iva06051141007, Italy
All Rights Reserved

EN edition