10 Lug 2018 / 12:07

Uazz’America, la cucina a stelle e strisce. Snack per ogni momento: banana bread e cookies

Non sono merende e non sono dessert, ma sono lo stesso rappresentativi della cucina Made in USA: gli snack dolci da gustare nel corso della giornata. Storia e segreti per realizzare anche in Italia due fra i più amati spuntini d’oltreoceano.

Uazz’America, la cucina a stelle e strisce. Snack per ogni momento: banana bread e cookies

Non sono merende e non sono dessert, ma sono lo stesso rappresentativi della cucina Made in USA: gli snack dolci da gustare nel corso della giornata. Storia e segreti per realizzare anche in Italia due fra i più amati spuntini d’oltreoceano.

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Preparare la merenda per mio figlio nel momento più pigro del pomeriggio, durante i compiti, significa cercare sempre qualcosa di sano, ma che dia anche la giusta dose di energia senza troppi zuccheri. E allora penso alle merende della mia infanzia: pane e pomodoro; burro e alici; ciambellone con 12 tuorli, pane e ricotta…

Negli States, invece il concetto di merenda non esiste, non esiste nemmeno la parola equivalente a ‘merenda’ nella lingua inglese. Ma di snack e stuzzichini - soprattutto perché non c’è proprio un’ora precisa per consumarli - in America ce ne sono a profusione. E quindi è uso sbocconcellarne di continuo.

Banana bread

Uno spuntino Americano polivalente – ovvero ottimo per la prima colazione, ma anche come dessert a fine pasto, o per un intermezzo dolce da gustare col caffè – è il banana bread, o pane alla banana. Si tratta di un soffice e saporito plum cake, tipico degli Stati Uniti, di facile esecuzione e molto adatto a delle sane merende per i più piccoli visto il contenuto ridotto di grassi e zucchero, al contrario delle tremende merendine industriali.

L'origine del "pane alla banana" è sconosciuta, anche se si ipotizza che sia nato nel 18° secolo da casalinghe che sperimentavano con il carbonato di potassio, noto come pearlash, come agente lievitante. Il revival anni ’60 delle preparazioni da forno casalinghe, e la semplicità della sua ricetta, condussero a un'esplosione in popolarità dell’antico banana bread dei primi colonizzatori. La ricetta in uso oggi per questo particolare tipo di plum cake infatti non prevede lievito, bensì "baking powder" ovvero una miscela di bicarbonato di sodio e cremortartaro, usata al posto del lievito per le cotture in forno di dolci.

Per la ricetta, ho dovuto fare ricorso, come spesso accade con le preparazioni americane, alla conversione in grammi da “cups” e “teaspoons,” ovvero tazze e cucchiaini, visto che curiosamente gli americani misurano gli ingredienti in volume con recipienti graduati, piuttosto che pesandoli, come fa la maggior parte del mondo, secondo che siano il sistema decimale in grammi, oppure stone o libbre.

Il banana bread è una ricetta di recupero. Quando le banane sono troppo mature, si schiacciano e si mescolano con poco burro sciolto, farina, uova, lievito, zucchero, un pizzico di sale e vaniglia. L’impasto abbastanza lento si versa in uno stampo rettangolare da pane imburrato e cotto in forno ventilato per 50 minuti circa. La preparazione del banana bread è infatti semplice e veloce, qualche piccolo accorgimento però fa la differenza. Per esempio, le banane vanno schiacciate per bene con una forchetta in modo che si amalgamino bene con il resto dell’impasto. Le uova andrebbero sempre usate a temperatura ambiente, e per un impasto più gonfio e soffice in cottura si dovrebbero sbattere energicamente per almeno un minuto in modo da incorporare più aria possibile. Altro trucchetto yankee è far raffreddare bene il burro una volta sciolto per evitare che il calore sleghi l’impasto e faccia coagulare le uova. Come ultima dritta, è bene sempre setacciare gli ingredienti secchi in modo da evitare la formazione di eventuali grumi, aggiungendone poco alla volta all’impasto in modo da farli assorbire completamente. La spatola di gomma è la mia alleata.

Toll House cookies

Non si può parlare di snack Made in Usa senza parlare di cookies, il biscotto-icona americano, adorato da adulti e bambini, che ha creato generato innumerevoli imitazioni e variazioni. Comfort food per eccellenza, i cookies fatti in casa con le gocce di cioccolato, caldi appena usciti dal fono, gustati magari con un bicchiere di latte freddo, danno grandissima soddisfazione. È lo snack che in America si dà solitamente ai bambini (di tutte le età) come panacea durante un malanno, che si consuma a fine serata come premio dopo una giornata di lavoro, o anche lo spuntino che si lascia a Babbo Natale prima della mezzanotte.

I cookies con le gocce di cioccolato nacquero nel 1937 grazie a Ruth Wakefield, cuoca e proprietaria del Toll House Restaurant a Whitman, nel Massachusetts, locale ricavato da una vecchia stazione di posta del 1709. Un giorno Ruth si ritrovò senza un ingrediente necessario per i suoi frollini da servire a fine pasto. Avendo a portata di mano una barretta di cioccolato al latte, la sminuzzò e mescolò i pezzetti di cioccolato nell'impasto. Pensò che il cioccolato si sarebbe sciolto, invece le scaglie di cioccolato mantennero la loro forma. Questa strana novità riscosse un immediato successo, e Ruth chiamò la sua nuova creazione “Toll House crunch cookies”. Un perfetto accompagnamento anche al gelato, i cookies con gocce di cioccolato sono diventati così famosi che l’imprenditrice e conduttrice radiofonica Marjorie Husted––che usava lo pseudonimo Betty Crocker––lo inserì nel suo programma radiofonico negli anni ’40-‘50. Il resto è storia.

Solo una manciata di ingredienti: farina, zucchero, burro, cioccolato al latte (io uso una parte di cioccolato fondente e una parte al latte), vaniglia, uovo, un pizzico di sale e un sospetto di lievito per dolci. Ci sono mille modi di fare i cookies––aggiungendo frutta secca di vario genere, oppure gocce di cioccolato bianco; sostituendo lo zucchero semolato con quello di canna, o la melassa––ma anche mille modi in cui rovinarli! Per un risultato che non delude mai, e per ottenere quella perfetta consistenza “chewy” e non biscottata tipica dei cookies originali, un importante trucco è lasciar raffreddare l'impasto diviso in palline nel frigorifero mezz'ora prima d'infornare, e poi cuocere i cookies 10 minuti appena! Non temete che restino crudi e morbidi, raffreddandosi prenderanno consistenza.

 

a cura di Eleonora Baldwin

Questi e altri racconti li trovate in Uazz'America, un programma che va in onda tutti i lunedì alle ore 22:00 su Gambero Rosso Channel SKY 412; in replica sabato alle 12:30; e domenica alle 19:30


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