1 Ago 2011 / 18:08

La piadina si mette in mostra

 

Arrivano i PiadinaDays. Da sabato 10 a domenica 11 settembre, un vero e proprio tributo alla tradizione  con eventi, spettacoli, concerti e degustazioni del cibo più famoso della Romagna.

 

Organizzata dalla Provinc

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Arrivano i PiadinaDays. Da sabato 10 a domenica 11 settembre, un vero e proprio tributo alla tradizione  con eventi, spettacoli, concerti e degustazioni del cibo più famoso della Romagna.

 

Organizzata dalla Provinc

ia di Forlì-Cesena, la manifestazione vede l’adesione di 21 Comuni del territorio di Forlì-Cesena e del Comune di Bellaria Igea Marina (Rimini), in collaborazione con Apt Servizi e Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì e Cesena.

 

Oltre alle degustazioni di piadina romagnola, in tutte le sue varianti e con le più originali farciture, si terranno anche laboratori, scuola di cucina, gare di abilità tentando di battere il record della piadina più grande del mondo. Non mancano i riferimenti alla “Strada dei vini e dei sapori” e a quelle delle 15 fattorie didattiche del territorio di Forlì-Cesena, una delle novità di quest'anno. Piadinadays.it contiene anche un'intera sezione dedicata alla storia della piadina e alle ricette tradizionali raccolte anche grazie a CasaArtusi, così come le ricette di molti suoi «fratelli», come il tortello alla lastra, il bartolaccio, la piadina fritta e la cantarella.

 

Ma come si prepara questa specialità romagnola? La ricetta classica la vuole tirata col matterello e fatta cuocere sul testo, la tradizionale teglia di terracotta dal basso orlo, a fuoco ardente di braci. Si ottiene così un disco con tracce di bruno create dal fuoco, friabile, tenero, delicato, che si consuma con salumi, formaggi freschi, erbe di campagna e generoso Sangiovese di Romagna. Nella ricetta gli unici punti fermi sono l’acqua, la farina e il sale, tanto cambiano da zona a zona e da famiglia a famiglia il resto degli ingredienti, e addirittura lo spessore.

 

Molto rigoroso il disciplinare voluto dall’organizzazione: la somministrazione di piadina deve essere esclusivamente artigianale, ovverosia senza conservanti né additivi (prodotto da “banco del fresco” e non da “scaffale”); particolare attenzione viene inoltre posta alla qualità e alla provenienza dei prodotti alimentari impiegati, privilegiando l’utilizzo delle migliori materie prime e valorizzando la filiera corta. Last but not least, l'organizzazione ha previsto la presenza in ogni location di almeno un punto dimostrativo di come viene fatta la piadina, dall’impastare gli ingredienti alla cottura; il monitoraggio su standisti e bancarelle affinché siano in linea con gli obiettivi del progetto, tenendo alta l’asticella della qualità.

 

I PiadinaDays hanno il patrocinio della Regione Emilia Romagna, delle Province di Rimini e Ravenna e sono inseriti nel circuito regionale del Wine Food Festival.

 

Michela Di Carlo

01/08/1971

 

 

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