5 Ago 2011 / 14:08

All’aperto: “La Regola”, approdo sicuro per i 5 sensi

Per chi resta in città, ecco un’oasi di tranquillità nel cuore di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori, per assaporare specialità liguri e dessert dal fascino retrò.

 

Concretezza, modi diretti, attaccamento alla tradizione. Così sono i liguri e così è

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Per chi resta in città, ecco un’oasi di tranquillità nel cuore di Roma, a due passi da Campo de’ Fiori, per assaporare specialità liguri e dessert dal fascino retrò.

 

Concretezza, modi diretti, attaccamento alla tradizione. Così sono i liguri e così è

Marina Perna, genovese cresciuta nei carrugi del centro storico della Zena. Poi giovanissima via in mare quasi 20 anni in giro per il mondo come chef di bordo di grandi navi e yacht a vela. Ed eccola a Roma, per seguire un amore, ai fornelli di questo ristorante di cucina ligure nel centro storico, vicino a Campo de' Fiori, “La Regola”.

 

Una cucina alleggerita e rinnovata, alternando episodi mediterranei e ricordi di sapori orientali riportati dai viaggi negli oceani, ma sempre fedele alle proprie radici. Ovunque erbe aromatiche, pinoli e l'olio. “Quello delicatissimo di taggiasca: quale sennò? – spiega Marina con la sua affascinante voce roca – lo uso nel pesto, nelle marinate di pesce, nell'impasto dei babà, nell'insalata di frutta. Tutt'al più l'olio di lavagnina, profumato di pomodoro e cappero, sul cundiun, la nostra insalata per eccellenza, oppure quello di razzola, che con i suoi sentori di erbe di campo e carciofo rinforza il bagnetto verde della cima”.

 

Il ristorante “La Regola” è un'isola di tranquillità, dove gustare, anche all’aperto, sapori legati alla tradizione ligure, sedotti dal fascino e dall'eleganza di un ambiente ospitale e riservato. Materie prime selezionatissime, di terra e di mare, suggestioni gastronomiche della tradizione romana e poi ancora i grandi piatti della cucina genovese ma soprattutto il pesto fresco. “Il mio non è un pesto zen – puntualizza la chef – è un pesto vero dove si sente l’aglio”. E chissene importa se l’alito poi non sarà quello di una viola. A quello ci pensa un gelato molto cremoso, “Freschezza Antica”, capace di evocare le raffinate atmosfere degli anni ’20: un dessert al delicato profumo di violetta guarnito dalle preziose violette candite della confetteria genovese Romanengo.

 

Mara Nocilla

05/08/2011





 

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