8 Ago 2011 / 17:08

Gennarino va a Venezia

"Una volta se dicevi a qualcuno che facevi lo chef, eri considerato nessuno... Oggi, invece, sei un po' come un artista..." Nasce da qui il titolo del docu-film di Elisabetta Pandimiglio sulla cucina di Gennaro Esposito, anzi sulla brigata della Torre del Saracino: Un po' come un artista, film a

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"Una volta se dicevi a qualcuno che facevi lo chef, eri considerato nessuno... Oggi, invece, sei un po' come un artista..." Nasce da qui il titolo del docu-film di Elisabetta Pandimiglio sulla cucina di Gennaro Esposito, anzi sulla brigata della Torre del Saracino: Un po' come un artista, film a

ncora in via di finitura e in programmazione alla Mostra del Cinema di Venezia, nella rassegna Spazio Aperto.

 

nella foto, Elisabetta Pandimiglio (al centro) con Gennarino, la sua compagna Vittoria (sinistra) e lo staff di cucina della Torre del Saracino

 

 

"Noi l'abbiamo visto giovedì scorso e ci è piaciuto molto - racconta Gennaro - Perché protagonista non sono i piatti, la cucina, ma la nostra vita, le nostre storie. Il film ancora non è terminato, la Pandimiglio sta ancora sistemando per bene l'audio e il suono... E' stata una bella esperienza: lei prima ha girato liberamente nelle cucine, ha fatto un sacco di riprese mentre eravamo al lavoro, poi ci ha intervistato uno per uno e alla fine ha montato il tutto. Il risultato è un punto di vista nuovo sul nostro mestiere".

Ma perché un po' come un artista? "Perché mentre fino a poco tempo fa il nostro era un lavoro molto ingessato, incanalato in pratiche e tecniche quasi sempre decise non dai cuochi, oggi invece c'è molta più libertà di espressione. E quindi si può dare più spazio alla creatività. Certo, poi per arrivare a essere un artista ce n'è di strada e di studio e di pratica da fare..."

 

 

Già... perché alla fine, al di là della polemica se la cucina sia o meno un'arte al pari della scultura, della musica, della pittura, sicuramente la cucina è una disciplina dove la "bottega" è ancora importante, fondamentale anzi. E dove l'aspetto tecnico e tecnologico assume un peso molto grande. Un po' come i pittori dei secoli scorsi: erano tutti dei bravi artigiani. Poi ce n'erano alcuni che abbiamo considerato artisti. Ma loro si consideravano artigiani, lavoratori della materia, scalpellini. E mettevano nel loro lavoro tanta, tanta passione: un po' come i giovani della brigata della Torre del Saracino... un po' come un artista... 

 

Stefano Polacchi

8 agosto 2011

 

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