13 Giu 2013 / 13:06

Se i rifiuti del cibo diventano arte. A Milano inaugura ‘365’ di Guillermontalbano

L'artista argentino Guillermontalbano ha organizzato in 365 piccole teche di legno i rifiuti non organici di un intero anno, trasformandoli nel materiale di un diario intimo e concretissimo fatto di consumismo, abitudini, piccoli scatti di realtà privata sullo sfondo degli eventi storiciL'artista argentino Guillermontalbano ha organizzato in 365 piccole teche di legno i rifiuti non organici di un intero anno, trasformandoli nel materiale di un diario intimo e concretissimo fatto di consumismo, abitudini, piccoli scatti di realtà privata sullo sfondo degli eventi storici. Ecco la gallery fotografica.
Se i rifiuti del cibo diventano arte. A Milano inaugura ‘365’ di Guillermontalbano
L'artista argentino Guillermontalbano ha organizzato in 365 piccole teche di legno i rifiuti non organici di un intero anno, trasformandoli nel materiale di un diario intimo e concretissimo fatto di consumismo, abitudini, piccoli scatti di realtà privata sullo sfondo degli eventi storiciL'artista argentino Guillermontalbano ha organizzato in 365 piccole teche di legno i rifiuti non organici di un intero anno, trasformandoli nel materiale di un diario intimo e concretissimo fatto di consumismo, abitudini, piccoli scatti di realtà privata sullo sfondo degli eventi storici. Ecco la gallery fotografica.
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Quanti rifiuti produciamo in un giorno? Ma soprattutto quali? Se lo è chiesto l'artista argentino Guillermontalban. Da questo quesito nasce il progetto 365 che testimonia un anno di vita vissuta dall'artista attraverso gli scarti, non organici, prodotti ogni giorno. Ciò che viene messo in campo non è una questione meramente numerica, neppure una morbosa curiosità, ma l'indizio di un vissuto quotidiano che tratteggia un diario intimo eppure concretissimo proprio a partire dai residui che ogni giorno egli stesso ha prodotto. Bottiglie d'acqua, confezioni di pasta, sacchetti di plastica, lattine, pellicola, polistirolo, vasetti ormai vuoti. Sono queste tracce che ognuno lascia dietro di sé, raccolte con precisione certosina in 365 teche di legno costruite appositamente per questo progetto, piccoli box in cui dispone i residui di quelle pillole di felicità consumistica rappresentate dalle confezioni, create appositamente per sollecitarne l'acquisto. Materiali nati già morti, con i soli obiettivi di confezionare, sedurre, avvicinare, stimolare la fantasia del compratore, e generare un colpevole circuito di rifiuti.

Per un anno, giorno dopo giorno, Guillermontalbano raccoglie e organizza la sua spazzatura, come testimonia la prima pagina del quotidiano la Repubblica che fodera il fondo di ogni teca, a creare un cortocircuito sottilmente evocativo tra il vissuto privato dell'artista, il cibo consumato, e gli episodi accaduti in Italia e nel mondo. Ecco così che mentre la grande storia passa come uno sfondo, ormai silenzioso, la piccola storia individuale si concentra nei pochi resti, capaci - ora sì - di trattenere nella memoria gli episodi oltre il tempo che scorre inesorabile e trasformarsi in imprevisti nodi semantici.


365 di Guillermontalbano | Milano | 12 Giugno 2013 - 12 Settembre 2013 | Galleria Tallulah Studio | Piazzale Baiamonti, 3 | tel. 02.36579955 | www.tallulahstudio.it
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