26 Mar 2014 / 09:03

Nuovi progetti per Anthony Bourdain: aprire a New York un locale dedicato allo street food in cui si venderanno ingredienti e cibi da tutto il mondo

Lo chef e comunicatore ha raccolto le sue esperienze fatte intorno al mondo e le ha radunate tutte in un grande emporio che dovrebbe contenere tra i quaranta o cinquanta banchi alimentari single concept, ognuna con una specialità.
Nuovi progetti per Anthony Bourdain: aprire a New York un locale dedicato allo street food in cui si venderanno ingredienti e cibi da tutto il mondo
Lo chef e comunicatore ha raccolto le sue esperienze fatte intorno al mondo e le ha radunate tutte in un grande emporio che dovrebbe contenere tra i quaranta o cinquanta banchi alimentari single concept, ognuna con una specialità.
Non è ancora ben chiaro ne dove ne quando aprirà con esattezza, quel che è certo è che Anthony Bourdain ha viaggiato tanto e adesso vuole riproporre tutte le ricette di street food che ha assaggiato durante i suoi viaggi per il mondo in un unico locale. In collaborazione con il suo socio in affari Stephen Werthen sta progettando un'enorme emporio alimentare, una sorta di tempio del cibo da strada che servirà diversi snack da tutto il mondo. Anthony Bourdain ha rivelato, in un'intervista rilasciata alla testata Eater, che l'innovativo mercato alimentare includerà un dream team di chef, operatori, cibo di strada e ambulanti provenienti da tutto il mondo. Non si tratterebbe, inoltre, di un singolo street food store, ma di un concept ideato per essere replicato in altre città “se le cose vanno bene”. Stando alle indiscrezioni rivelate dallo chef comunicatore, lo spazio dovrebbe essere suddiviso in tre sezioni principali: un gruppo di bancarelle dedicate al cibo da strada asiatico (in particolare Singapore e Malesia), in cui ognuno degli chef presenti dovrebbe presentare un piatto di famiglia tramandato da generazioni. Un'area definita geographic spotlight dedicata alla rotazione delle diverse culture culinarie mondiali che dovrebbe cambiare continuamente tutto l'anno. E poi l'ultimo spazio che dovrebbe essere dedicato allo street food gourmet reinterpretato da noti chef da tutto il mondo. E per quanto riguarda l'aspetto, l'unica indicazione è che tutto l'ambiente dovrebbe avere un tono “authentic and theatrical but not Disney-like”.
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