28 Ott 2014 / 15:10

La Cina alla ricerca dell’eccellenza gastronomica nel mondo. Soprattutto in Italia, dove punta alla qualità del comparto agroalimentare

L’ultima acquisizione è recente e coinvolge il colosso cinese Bright Food e l’azienda toscana Salov – produttrice dell’olio Sagra e Berio - fino ad oggi in mano alla famiglia Fontana, che ha ceduto la sua quota di maggioranza ai cinesi. E dietro agli investimenti delle aziende cinesi, sempre più interessate al comparto gourmet made in Italy, c’è la finanziaria Citic Securities, che annovera tra i manager un banchiere italiano.
La Cina alla ricerca dell’eccellenza gastronomica nel mondo. Soprattutto in Italia, dove punta alla qualità del comparto agroalimentare
L’ultima acquisizione è recente e coinvolge il colosso cinese Bright Food e l’azienda toscana Salov – produttrice dell’olio Sagra e Berio - fino ad oggi in mano alla famiglia Fontana, che ha ceduto la sua quota di maggioranza ai cinesi. E dietro agli investimenti delle aziende cinesi, sempre più interessate al comparto gourmet made in Italy, c’è la finanziaria Citic Securities, che annovera tra i manager un banchiere italiano.
C’è un italiano dietro la campagna di acquisizioni sul mercato italiano finanziata della Citic Securities, che stipula affari per il colosso cinese Citic Group, controllato dal governo di Pechino. Lui è Federico Bazzoni, dal 2009 trapiantato a Hong Kong, veronese e unico occidentale tra i manager di questa finanziaria con un capitale di 50 miliardi di dollari; un ruolo chiave per condurre una politica economica che vede le aziende cinesi piuttosto interessate al comparto alimentare della Penisola, come conferma la recente acquisizione da parte della Bright Food (realtà cinese che opera nel settore) dell’azienda toscana Salov produttrice di olio d’oliva Berio e Sagra, già da tempo sul mercato anglosassone, e ora – dopo un anno di trattative – lanciata anche in Cina, dove l’olio d’oliva sembra avere un forte potenziale di crescita.
In questo caso la famiglia Fontana, già proprietaria dell’azienda di Lucca, ha mantenuto una quota di minoranza, continuerà a fornire l’ausilio dei suoi esperti e la produzione rimarrà in Italia. Dal canto suo la Bright Food, secondo gruppo alimentare cinese per dimensioni (con un giro d’affari di oltre 17 miliardi di dollari annui) punta all’acquisizione di altre aziende alimentari che rappresentino l’eccellenza gastronomica nel mondo, particolarmente interessata al mercato italiano per favorire l’adozione di uno stile d’alimentazione sano come la dieta mediterranea da parte della popolazione cinese.
Solo in Toscana la presenza cinese nell’agroalimentare è tra l’altro già piuttosto rilevante, con un precedente nel 2013, quando un’azienda farmaceutica di Hong Kong acquistò l’azienda vitivinicola Casanova, nel cuore della Docg del Gallo Nero a Greve in Chianti.
E per stessa ammissione del banchiere veronese, dal 2013 responsabile della divisione fusioni e acquisizioni di Citic Securities, i finanziamenti del gruppo sono mirati ad aiutare tanto il sistema cinese a uscire dai confini nazionali, quanto l’Europa a entrare in Cina, gettando un ponte tra le due culture per stimolare gli investimenti, spesso ostacolati da approcci al business molto distanti e lungaggini burocratiche. La Cina continua così il suo percorso alla ricerca della qualità e della redditività finanziaria, soprattutto nel comparto alimentare (ma anche nella moda e tra i prodotti hi tech). A quando il prossimo acquisto in Italia?
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