18 Feb 2016 / 17:02

Massimo Bottura riparte da Bologna. Un aiuto alla mensa dell'Antoniano in vista del Brasile

Dopo l'esperienza del Refettorio Ambrosiano durante Expo, lo chef modenese torna a combattere lo spreco alimentare e aiutare le persone in difficoltà insieme alle mensa dell'Antoniano di Bologna. In collaborazione con Chef to Chef organizzerà il servizio serale. 

Massimo Bottura riparte da Bologna. Un aiuto alla mensa dell'Antoniano in vista del Brasile

Dopo l'esperienza del Refettorio Ambrosiano durante Expo, lo chef modenese torna a combattere lo spreco alimentare e aiutare le persone in difficoltà insieme alle mensa dell'Antoniano di Bologna. In collaborazione con Chef to Chef organizzerà il servizio serale. 

Massimo Bottura l'aveva promesso e non ha tardato a mantenere la parola. Fresco di premio come miglior chef europeo, ricevuto in occasione del congresso Madrid Fusion proprio per il lavoro svolto durante Expo 2015 con il Refettorio Ambrosiano di Milano, qualche settimana fa ha confermato (se mai ce ne fosse bisogno) il suo grande talento in cucina con la presentazione dei nuovi piatti in menu alla Francescana. Ma è pur vero che il pallino dello chef modenese, negli ultimi tempi, è legato al desiderio di impegnarsi per garantire un futuro migliore, aiutando concretamente le persone in difficoltà. Semplicemente facendo il suo lavoro, il cuoco.

Non a caso farà parte della giuria chiamata ad assegnare il nuovo premio del Basque Culinary Center, destinato agli chef in grado di cambiare il mondo, e qualche tempo fa aveva annunciato l'intenzione di replicare la formula del Refettorio anche a Torino, Modena e nelle favelas del Brasile, durante le prossime Olimpiadi.

Presto detto, intanto Massimo Bottura ha rinforzato il sodalizio con i cuochi e i produttori di Chef to Chef (il circuito che da 8 anni riunisce le realtà gastronomiche d'eccellenza dell'Emilia Romagna, presieduto attualmente da Massimo Spigaroli) e insieme a loro aiuterà la storica mensa dell'Antoniano di Bologna a “rendere visibile l'invisibile”, come piace dire a lui riferendosi a un progetto culturale ambizioso, che travalica la contingenza, per regalare felicità ed emozioni in tavola attraverso gli scarti (e così si combatte anche lo spreco alimentare).

La mensa bolognese, nata nel 1954 per volere di Padre Ernesto, serve il pranzo a 120 persone in difficoltà, ma da aprile, grazie al contributo di Bottura e della sua squadra di chef, starà aperta anche a cena, per accogliere bisognosi e indigenti in fila davanti alle porta di via Guinizelli 3 con un pasto caldo. Perché questo sia possibile sarà necessario l'aiuto di tutti: una rete di 54 ristoratori e 49 produttori sull'intero territorio dell'Emilia Romagna che dovrà contare sull'impegno di una città intera, perché le risorse alimentari in eccesso non vadano perdute, e anzi alimentino il servizio serale in mensa. E intanto Bottura pensa già al prossimo obiettivo, il Refettorio di Rio de Janeiro. Data di inaugurazione prevista? 4 agosto 2016.

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