6 Ott 2016 / 10:10

Mercato Centrale di Roma Termini. Tutte le foto dell'inaugurazione

Mercato Centrale di Roma Termini. Tutte le foto dell'inaugurazione

Ha aperto i battenti il nuovo Mercato Centrale di Roma in via Giolitti, 36. Sono stati numerosi i professionisti della stampa specializzata che hanno partecipato all'inaugurazione e tante le foto scattate fra i vari banchi. Ecco le nostre prime impressioni, ma soprattutto le fotografie di botteghe e prodotti negli scatti di Lucilla Loiotile.

Umberto Montano: le prime impressioni

Stanotte non ho chiuso occhio. Sono stato assalito da tutti i dubbi da imprenditore, forse per la prima volta”, così l'ideatore del Mercato Centrale, Umberto Montano, ha commentato l'inizio di questa nuova avventura a Roma Termini. Un progetto del quale vi avevamo già anticipato diverse notizie, dai nomi dei bottegai protagonisti agli obiettivi. Primo fra tutti, la riqualificazione del quartiere Esquilino, una zona che attualmente fa davvero fatica, nonostante l'intenso flusso di stranieri dovuto al transito dei visitatori in partenza o in arrivo dalla stazione Termini, ad arricchirsi di quel respiro internazionale e cosmopolita che è ormai alla base delle maggiori capitali europee. E il nuovo Mercato Centrale è proprio l'esempio di un progetto studiato appositamente per uscire fuori dagli schemi, dagli archetipi dell'antico mercato rionale. Dal design al format, il mercato si presenta come un luogo contemporaneo, curato nei minimi dettagli, pensato per la condivisione, il relax e la vita sociale. Allo stesso tempo è anche un ritorno al passato, “a quel modo di fare la spesa tipico di un tempo, quando ci si recava ancora dai piccoli artigiani locali”. L'identità del mercato è infatti profondamente romana e laziale, “costruita intorno alle tradizioni e i prodotti regionali”, proprio come per il progetto del Mercato Centrale a San Lorenzo a Firenze, che riprende a pieno la cultura gastronomica toscana. E qui a Roma lo fa nella stazione, “ma è stato uno spazio a cui abbiamo pensato dopo aver avuto l'idea. L'importante era portare questo format a Roma, la location è stata scelta in seguito”.

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Target&numeri

Un progetto che genera ben 285 posti di lavoro e che è stato realizzato in pochi mesi: “Abbiamo avuto le chiavi il 6 giugno 2016. Ad agosto abbiamo continuato i lavori e oggi eccoci qui”. I posti a sedere sono oltre 500 e le botteghe ben 15, senza contare la cucina a cura di chef Glowig e il bar centrale del piano terra. La filosofia del mercato? “La libertà. È questo il messaggio che vogliamo diffondere. Vorremmo che tutti i visitatori si sentissero liberi di muoversi fra i vari spazi del mercato e condividere, assaggiare, scambiare battute con i bottegai e gli altri consumatori” spiega MontanoUn obiettivo ben preciso e non facile da raggiungere, specialmente sulla piazza romana, ma l'imprenditore mette subito a tacere qualsiasi obiezione: “In molti mi chiedono se la proposta insolita e i prezzi (leggermente) più alti della media funzioneranno con la clientela romana. Io sulla carta sono un imprenditore, ma di fatto sono un gran sognatore e quando penso un progetto, raramente mi pongo queste domande. Vorrei, certamente, che il Mercato si guadagnasse una fetta di clientela affezionata e vorrei anche che non restasse solo un format di nicchia. Premesso questo, se la signora del quartiere non è disposta a spendere 1 euro in più per una pizza eccellente, me ne farò una ragione. Sono sempre stato attento alla qualità, ho sempre ricercato il meglio nel cibo, per cui non posso progettare nulla che non si basi su questo principio”.


Le nostre impressioni

Spazi ampi, design studiato ed elegante che conserva però l'anima conviviale del mercato pur in uno spazio – a differenza di Firenze – che prima mercato non era. Artigiani all'opera dietro le botteghe, insieme al loro team fidato di professionisti, e materie prime e piatti pronti ben esposti sui banconi, ampi e ricchi di prelibatezze, sia da acquistare e portar via che da consumare al momento. Qui – come in ogni buon mercato – vige la regola dell'assaggio, e così tutti i produttori invitano i clienti a provare le loro specialità. Atmosfera familiare quindi, accentuata anche dall'area relax con i tavolini per la consumazione, distribuiti fra l'ampio bancone di Trapizzino e quello di Pizzeria Sud. Altri posti a sedere si trovano poi al piano superiore, dedicato alla Dispensa (curata diretta da La Tradizione di Vico Equense, una delle più significative gastronomie d'Italia che apre così la sua seconda sede, e anche questo è un evento) e alla cucina, dove gli ospiti possono fare acquisti in completo relax, riscoprendo la bellezza di un rituale – quello della spesa presso le piccole realtà locali – che sempre più si è perso negli anni e che ora vive una fase di trasformazione. Un gastromarket gourmet, quindi (assai più gourmet del format Eataly), che lascia però spazio e tempo alle compere per la casa, dalle verdure ai formaggi, dalla pasta alla carne al pane. Uno spazio in pieno centro cittadino ma che ricorda i grandi mercati coperti dei paesi nordeuropei. Complici gli arredi e il progetto architettonico studiato nei minimi dettagli, quello di Termini è ben diverso dai mercati rionali a cui siamo abituati, ma anche alle food hall commerciali che conosciamo e che conosceremo in futuro (l'anno prossimo sarà la volta di quella de La Rinascente). Eppure, al contempo, è probabilmente uno dei luoghi che meglio racconta e racchiude la cucina e la tradizione romana e questo è dovuto alla selezione dei soggetti effettuata da Montano negli scorsi mesi: nell'arco di pochi metri tutti i migliori o quasi. Un po' per i volti già conosciuti dagli appassionati gourmet, da quello di Bonci a quello di Liberati passando per Beppe e i suoi Formaggi e per il pesce di Galluzzi, un po' per i sapori tipici dell'infanzia, la sensazione immediata è quella di calore e comfort. Ottenuta, ed il merito è doppio, in uno spazio che è sempre stato considerato respingente, spettrale, commercialmente segnato come fallimentare.

Occorrerà molto più tempo per capire quale target di pubblico sceglierà di recarsi in Cappa Mazzoniana per la cena, la spesa, il caffè di metà mattina o per un cocktail serale, e ancora più tempo per osservare eventuali modifiche e migliorie nella zona circostante legate al mercato (qui la vera chiave di volta, ma serve l'aiuto della politica e serve che la politica capisca la necessità di sostenere i grandi investimenti). Per il momento, non possiamo che augurarci fortuna per questi imprenditori coraggiosi, per gli artigiani che hanno deciso di lanciarsi in una nuova sfida, interrompendo quella stabilità guadagnata dopo anni di duro lavoro e sacrifici.

a cura di Michela Becchi

foto di Lucilla Loiotile


Mercato Centrale di Roma Termini. La guida alle botteghe

 

Ha aperto i battenti il nuovo Mercato Centrale di Roma in via Giolitti, 36. Sono stati numerosi i professionisti della stampa specializzata che hanno partecipato all'inaugurazione e tante le foto scattate fra i vari banchi. Ecco le nostre prime impressioni, ma soprattutto le fotografie di botteghe e prodotti negli scatti di Lucilla Loiotile.

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