25 Ott 2016 / 17:10

Aspettando la Settimana della Cucina Italiana nel mondo. La presentazione a Villa Madama

Dal 21 al 27 novembre istituzioni, chef e attori del panorama enogastronomico e agroalimentare italiano (e all’estero) si impegnano a promuovere il primo evento internazionale dedicato al made in Italy a tavola. All’insegna di qualità, sostenibilità, cultura, educazione, identità, diritto al cibo e tanti altri valori di cui l’Italia è pronta a farsi ambasciatrice. 

Aspettando la Settimana della Cucina Italiana nel mondo. La presentazione a Villa Madama

Dal 21 al 27 novembre istituzioni, chef e attori del panorama enogastronomico e agroalimentare italiano (e all’estero) si impegnano a promuovere il primo evento internazionale dedicato al made in Italy a tavola. All’insegna di qualità, sostenibilità, cultura, educazione, identità, diritto al cibo e tanti altri valori di cui l’Italia è pronta a farsi ambasciatrice. 

L’incontro di Villa Madama

Un giorno ancora, e poi i primi dettagli sulla manifestazione che si prefigge di issare alta la bandiera della cucina italiana nel mondo saranno svelati. È un incontro di presentazione alla stampa quello che il 26 ottobre, dalle 11 in poi, prenderà forma nelle stanze di Villa Madama a Roma, ma pure un’occasione in più per ribadire le premesse di un’iniziativa che vuole rappresentare solo il primo passo di quella consapevolezza acquisita sin troppo lentamente circa lo stato dell’arte del settore: la cucina italiana ha bisogno di essere difesa, ancor prima che valorizzata. E tutti possono portare il proprio contributo, meglio se in nome di un obiettivo comune che scardina dispettucci e rivalità, a cominciare dagli chef riuniti nella neonata Associazione Ambasciatori del Gusto. Proprio l’atto costitutivo di questa enclave di volti noti e meno noti che dietro ai fornelli ha speso tanti anni della propria vita, aveva anticipato la volontà di celebrare un patrimonio prezioso come quello gastronomico made in Italy attraverso una settimana di eventi (qualcuno ricorderà l’analoga iniziativa promossa dalla Francia da due anni a questa parte) dedicati all’ “extraordinary italian taste” pubblicizzato in un video commissionato dal Governo. E le prossime ore saranno fondamentali per tracciare le linee guida che regoleranno l’appuntamento, in programma dal 21 al 27 novembre ai quattro angoli del mondo.

Obiettivi e speranze

Sul palco si avvicenderanno il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina, il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico Ivan Scalfarotto, il Presidente della conferenza delle Regioni e Province Autonome Stefano Bonaccini, il Direttore generale Rai Antonio Campo dall’Orto e la chef Cristina Bowerman, presidente degli Ambasciatori del Gusto. A moderarli Gianmaria Duilio. Di cosa si parlerà? Obiettivi futuri ed eredità da raccogliere – quella di Expo 2015 – strumenti da perfezionare – la rete diplomatica capace di agevolare la promozione delle eccellenze italiane nel mondo - e valori da promuovere, come l’inestimabile qualità del settore agroalimentare, il bagaglio di tradizioni culinarie all’attivo dei molteplici territori italiani, le frecce nell’arco di un turismo enogastronomico che ancora non ha sfruttato a pieno le proprie potenzialità. Alla Bowerman il compito di concentrare l’attenzione sul ruolo degli chef come ambasciatori culturali, a Campo dall’Orto quello di ricordare l’importanza della comunicazione per una corretta promozione integrata del made in Italy. E proprio il direttore Rai introdurrà lo spot istituzionale che nelle prossime settimane dovrà sponsorizzare l’appuntamento con la Settimana della Cucina Italiana nel mondo, presentato in anteprima alla platea di Villa Madama.

Partner e iniziative

A seguire avrà inizio la seconda sessione, per entrare nello specifico della manifestazione, tra progetti formativi e casi esemplari (come quello di Fico, in divenire), o iniziative realizzate in collaborazione con i partner del settore, come la maratona informatica di 36 ore promossa a New York da Casa Artusi per sviluppare prodotti multimediali innovativi sul cibo. Anche il Gambero Rosso, che da sempre si spende per la valorizzazione del made in Italy enogastronomico nel mondo, giocherà il suo ruolo; sul palco il presidente Paolo Cuccia anticiperà le iniziative del gruppo per offrire valutazioni aggiornate sui ristoranti italiani all’estero. A chiudere i lavori il Direttore Generale Vincenzo De Luca, che offrirà una panoramica su come la Farnesina ha intenzione di promuovere l’alta cucina e l’agroalimentare nazionale. Poi ognuno potrà toccare con mano perché il gioco vale la candela, durante l’aperitivo a base di prodotti Dop e Igp, in rappresentanza del paniere di eccellenze italiane.

 

a cura di Livia Montagnoli

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