28 Nov 2016 / 13:11

Oscar Green e food tech. Il futuro dell’agroalimentare tra creatività e innovazione tecnologica

Coldiretti premia le giovani imprese più creative dell’agroalimentare, mentre in Italia si moltiplicano gli incubatori che scommettono sul business del food&beverage, da Future Food a Startupbootcamp food tech, a Luiss Enlabs. Le idee più originali. 

Oscar Green e food tech. Il futuro dell’agroalimentare tra creatività e innovazione tecnologica

Coldiretti premia le giovani imprese più creative dell’agroalimentare, mentre in Italia si moltiplicano gli incubatori che scommettono sul business del food&beverage, da Future Food a Startupbootcamp food tech, a Luiss Enlabs. Le idee più originali. 

Quando si parla di innovazione tecnologica applicata al settore agroalimentare e più in generale al mondo del food&beverage – che si tratti di portare in tavola prodotti all’avanguardia o sviluppare nuovi servizi per gli addetti ai lavori – il panorama è vasto, vario e in costante aggiornamento. Tra i trend economici più remunerativi e promettenti, infatti, la macchina tecnologicamente impeccabile (ma sempre perfettibile) e creativa del food tech e dell’innovazione alimentare si è dimostrata a più riprese in grado di sostenere il ruolo che molti le assegnano, individuandola come frontiera economica e occupazionale del futuro.

Coldiretti assegna gli Oscar Green

Lo dimostra, per esempio, il parterre dei finalisti agli Oscar Green 2016 assegnati da Coldiretti alle giovani imprese più creative d’Italia, che fotografano il processo di rinnovamento in atto nelle nostre campagne. Come? Scovando sul territorio, da Nord a Sud della Penisola, le esperienze più originali dei giovani agricoltori disposti a cimentarsi con l’innovazione green per sfidare la crisi. E tra le proposte dei partecipanti le curiosità non mancano: dalla Sicilia arriva il caviale vegano di Andrea Passanisi, che il prodotto alternativo lo ricava da un frutto simile al cetriolo; a Treviso invece si sperimenta una birra biodinamica (e stagionale) al radicchio, nel rispetto del calendario astronomico. Mentre dalla Toscana arriva la proposta dei biocosmetici antispreco realizzati a partire dagli scarti alimentari (che al Politecnico di Milano diventano fibra per tessuti, nell’originale progetto Orange Fiber, che riutilizza la cellulosa estratta dagli scarti di arance).

Insomma, quando la creatività è supportata dalla ricerca, non c’è limite che tenga. E allora l’università di Napoli insieme al Consorzio della mela annurca Igp mette a punto una capsula che sviluppa gli effetti benefici di tre mele insieme, aiutando la riduzione del colesterolo cattivo grazie all’alta percentuale di statine. Un po’ come l’olio di nocciola prodotto in Veneto da Simone Serafin, ricco di grassi polinsaturi Omega 3 e Omega 6. Mentre fa bene al cuore e all’umore l’orto giardino interattivo ideato da Francesco Lipari con il Comune di Siracusa e Campagna Amica. E si continua con spunti infiniti, dalla stalla hi tech di Elena Lazzarini alla clementina snack dalla Calabria, dall’ospedale dove si mangia a km 0 di Salerno alla radio contadina che trasmette dalla cima di un albero in Abruzzo.

Future Food. 16 idee dal futuro

Chi sostiene e alimenta questo business è Future Food, diramazione di settore dell’incubatore Digital Magics (quotato sul mercato AIM), che recentemente ha individuato le 16 idee più promettenti tra le food start up che sviluppano prodotti, servizi e modelli di business innovativi nei settori del food e dell’agroalimentare. I potenziali Oscar Green di domani, per ricondurre il discorso all’idea di Coldiretti. Tra i 76 progetti candidati, dieci giorni fa Future Food ha decretato i vincitori, che nei prossimi mesi potranno usufruire del supporto dell’incubatore per lanciarsi sul mercato. Qualche idea? C’è l’alveare hi tech di 3bee, che monitora l’attività all’interno delle arnie, ma anche il modello per allevare insetti commestibili di Alma Eureka; Mamma m’ama, invece, è il brand che riunisce tre mamme che producono e vendono pappe per il divezzamento dai 4 ai 36 mesi. Ma ci sono anche la serra idroponica di RobotFarm e la piattaforma e-commerce per le birre artigianali di WeBeers. O i cibi nutraceutici prodotti da My Eatness.

 

Idee da incubare a Roma

Intanto a Roma ha appena preso il via il primo ciclo di incubazione di Startupbootcamp Food tech, mentre anche l’acceleratore Luiss Enlabs (Luiss con la partecipazione di LVenture Group), di base alla stazione Termini, ha scelto di accelerare (per i prossimi 5 mesi) realtà che operano nel turismo e nella ristorazione, come Direttoo, che attraverso una piattaforma digitale di compravendita si ripromette di verticalizzare il rapporto tra produttori e ristoratori. Chi si ferma è perduto.

 

Future Food | http://futurefood.digitalmagics.com/

Startupbootcamp Food tech | www.startupbootcamp.org/accelerator/foodtech/

Luiss Enlabs | http://luissenlabs.com/

Oscar Green | www.oscargreen.it

 

a cura di Livia Montagnoli

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