12 Dic 2016 / 18:12

Giallo nell'Oltrepò. Il sabotaggio della cantina Conte Vistarino: 5300 ettolitri di vino sversati

A denunciare l'accaduto un'incredula Ottavia Giorgi di Vistarino, la giovane contessa che oggi gestisce la tenuta di famiglia nella provincia pavese, dove produce 20 diverse etichette su oltre 800 ettari di proprietà. Il blitz notturno per mezzo milione di danni, i sospetti e le tensioni del giorno dopo. 

Giallo nell'Oltrepò. Il sabotaggio della cantina Conte Vistarino: 5300 ettolitri di vino sversati

A denunciare l'accaduto un'incredula Ottavia Giorgi di Vistarino, la giovane contessa che oggi gestisce la tenuta di famiglia nella provincia pavese, dove produce 20 diverse etichette su oltre 800 ettari di proprietà. Il blitz notturno per mezzo milione di danni, i sospetti e le tensioni del giorno dopo. 

Il sabotaggio in cantina

Mezzo milione di euro di danni e accuse di sabotaggio intenzionale. Va ben oltre il semplice atto di vandalismo, quello ipotizzato dalla contessa Ottavia Giorgi di Vistarino per spiegare il blitz notturno che qualche giorno fa ha colpito la tenuta vinicola Conte Vistarino a Rocca de' Giorgi, nell'Oltrepò Pavese. La contessa oggi gestisce l'azienda secolare estesa su 826 ettari della provincia di Pavia, coltivati a Pinot nero, Riesling, Pinot grigio, Chardonnay, Moscato, Croatina, Barbera e Cabernet, e tutti iscritti sull'albo della Doc Oltrepò Pavese.E proprio il Pinot nero conservato in sette cisterne d'acciaio nel piazzale della cantina è stato irrimediabilmente danneggiato dall'incursione dell'8 dicembre scorso, quando con il favore della notte qualcuno si è intrufolato nella proprietà, aprendo i rubinetti fino a versare l'intero contenuto dei serbatoi: 5300 ettolitri di vino andati in fumo, per un danno economico irreparabile, che rischia di mettere in ginocchio un'azienda con oltre 150 anni di storia. E se di sospettati ufficiali non si parla, al Corriere della Sera la contessa, che dal papà ha ereditato la cantina di famiglia con l'idea di portarla al riconoscimento internazionale (oggi sono 20 le etichette sul mercato, prima di lei si producevano soprattutto vino sfuso e basi per spumante), riporta una consapevolezza ben più amara, facendosi testimone di “invidie e attacchi in una zona difficile, con molte indagini in corso”. Intanto però arriva la solidarietà del presidente del Consorzio Michele Rossetti, che auspica la consegna dei colpevoli alla giustizia.

Tensioni e sospetti

Ma a Rocca de' Giorgi è difficile superare lo choc: “Io non so chi possa essere stato a compiere un’azione di tale gravità, non abbiamo mai ricevuto minacce. Un fatto è certo: anche se non posso accusare nessuno, io da oggi non posso più fidarmi di nessuno in Oltrepò. Pensavo di aver dato molto insieme a questa azienda per il territorio. Questa vicenda incrina questa volontà. Dobbiamo ripartire, ma non possiamo certo dimenticare cosa ci è capitato. La ferita resterà aperta a lungo”. Solo un anno fa, la giovane imprenditrice - oggi tra le più apprezzate donne del vino in ambito nazionale – ribadiva la necessità di ripartire dalla qualità (non a caso quest'anno la guida Vini d'Italia 2017 ha premiato con i Tre Bicchieri il Pinot nero Bertone 2013, alla prima uscita sul mercato, facendone il miglior Pinot nero espresso dalla viticoltura nazionale) per superare un momento difficile legato agli scandali sul vino sfuso spacciato per Doc che aveva coinvolto tante aziende dell'Oltrepò.

Tra i precedenti celebri, nel 2012, il caso della tenuta Case Basse, in Toscana, quando a rimetterci fu il Brunello di Montalcino di Gianfranco Soldera, per un danno economico ingente e l'apertura delle indagini di rito. Ma allora il colpevole fu rintracciato in un ex dipendente dell'azienda. Ora, in Oltrepò, la vicenda sembra assumere ben altri contorni. Come (e quando) si risolverà il giallo di Rocca de' Giorgi?

 

www.contevistarino.it

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