7 Feb 2017 / 16:02

Il cibo del futuro secondo la Bocconi. Facile da preparare, tracciabile, co-creato dai consumatori

Come sarà il cibo del futuro? Facile da usare e adeguato a ogni singola occasione, prodotto con metodi naturali, tracciabile e “co-creato” dai consumatori, cioè ideato sulla base del parere dei clienti. A dirlo è una ricerca della SDA Bocconi, che ha studiato 7 trend del food&beverage e analizzato le performance delle imprese italiane del settore negli ultimi 10 anni.

Il cibo del futuro secondo la Bocconi. Facile da preparare, tracciabile, co-creato dai consumatori

Come sarà il cibo del futuro? Facile da usare e adeguato a ogni singola occasione, prodotto con metodi naturali, tracciabile e “co-creato” dai consumatori, cioè ideato sulla base del parere dei clienti. A dirlo è una ricerca della SDA Bocconi, che ha studiato 7 trend del food&beverage e analizzato le performance delle imprese italiane del settore negli ultimi 10 anni.

Il pasto del futuro, la ricerca della Bocconi

Le aziende del food&beverage sono sempre più vicine al consumatore: non solo tengono in grande considerazione la sua opinione, ma tarano le future idee sul “sentiment” registrato. Nascono così cibi su misura, creati sulle esigenze di specifici target, semplici da preparare e soprattutto facili da controllare. È il cibo del futuro, il cui profilo è stato tracciato dai ricercatori dell’università Bocconi nella ricerca “La servitizzazione nel Food & Beverage”. A vincere nei prossimi dieci anni, secondo gli studiosi, saranno quelle aziende che sapranno aggiungere al prodotto il servizio più efficace. “Le imprese del food & beverage che ottengono i migliori risultati economici - ha spiegato Guia Beatrice Pirotti della SDA Bocconi School of management, responsabile dello studio insieme a Massimiliano Bruni e Matteo Vizzaccaro - sono quelle più attente ad aggiungere un forte contenuto di servizio ai loro prodotti”.

Gli studiosi hanno raccolto i dati e analizzato le performance delle imprese del settore negli ultimi 10 anni, escludendo dall’analisi le microimprese e i giganti diversificati come Barilla e Ferrero, che hanno dinamiche specifiche. Sulla base dei dati sono stati individuati dei “campioni” italiani in sette diversi comparti tra cui: processed meat and seafood (Callipo, Bofrost), pasta, rice and noodles (Dr Shaer, La Molisana), bottled water (Acqua Sant’Anna Fonti di Vinadio), baked food (Dr Shaer, Morato Pane), processed food and vegetables (Bonduelle, Orogel, Mutti), diary (Latteria Merano, Arborea, Valsoia, Parmareggio), coffee (Caffè Vergnano).

 

I 7 trend del futuro

 

Cibo facile da usare e adeguato a ogni singola occasione

Il cibo del futuro sarà facile preparare o mangiaree creato specificatamente per singole occasioni: fra i “campioni” troviamo Bonduelle, che produce carote a fiammifero a vapore, barbabietole a cubetti, insalata “agita e gusta”, ma ancheFruttagel che ha pensato a un mix di vegetali da lessare in maniera comoda e veloce nel forno a microonde.

 

Frutto di processi produttivi lunghi e naturali

La naturalità si sta imponendo come regola base, ma anche la capacità di proporre prodotti di fattura meno immediata. I ricercatori specificano che “dalla progettazione all’arrivo sul mercato il passo sarà molto breve”: l’esempio ideale è Parmareggio, che ha introdotto prodotti premium invecchiati 30 o 40 mesi.

 

Sarà “co-creato dai consumatori”

Un trend già in atto in diversi settori produttivi, che ormai tengono in grande considerazione l’opinione dei clienti: l’esempio migliore è Acqua Sant’Anna Vinadio, che ha scelto sei nuovi gusti di tè benessere “servendosi” del parere dei consumatori, ma anche Bofrost, che introduce frequentemente ricette create dai clienti della community.

 

Prodotto da imprese sempre più focalizzate

In futuro non saranno più grandi conglomerati a dominare il mercato, piuttosto aziende sempre più focalizzate su un target molto specifico. Qui gli esempi sono Dr Shaer, che si presenta come specialista in prodotti senza glutine, o ancoraArborea, azienda focalizzata esclusivamente sul latte e sui suoi derivati.

 

La filiera sarà integrata e trasparente

Se si trasforma il modo di pensare, vendere e comunicare il cibo, le aziende e i produttori coinvolti cambieranno a maggior ragione. Secondo i trend delineati dalla Bocconi, il cibo dei prossimi anni sarà frutto di una filiera integrata.Qui èMutti a regnare, per il suoconcorso Pomodorino D'Oro, che premia gli agricoltori impegnati nella ricerca dell’eccellenza, e per aver ripreso la tradizione della cattedra ambulante in agricoltura dell’Italia del XIX secolo, lavorando con i suoi agronomi ed esperti a fianco del coltivatore.

 

Sarà comunicato con informazioni su provenienza, tracciabilità e territorio

Anche trasparenza e tracciabilità avranno un peso nuovo: la comunicazione su provenienza, metodi di lavorazione e territorio sarà imprescindibile per le aziende del futuro. Già in campo in questo sensoLa Molisana, che fornisce le informazioni sull’origine degli ingredienti per assicurare al consumatore una filiera produttiva trasparente, o Callipo, che permette ai clienti di risalire tutte le fasi di lavorazione del prodotto direttamente dal web.

 

Sarà prodotto da aziende che puntano su strategia a lungo termine e imprenditorialità

Infine, il cibo del futuro sarà prodotto da imprese che sapranno mettere insieme strategia a lungo termine e imprenditorialità, puntando sull’innovazione, ma al tempo stesso mettendo ben in evidenza tradizioni e legami storici. Un’impresa ha fatto scuola in questo caso, il celebre produttore piemontese Balocco: un perfetto esempio di come sia possibile puntare su tecnologie e idee innovative mantenendo sempre vivo il legame con la figura del fondatore e con le origini dell’azienda.

 

 

a cura di Francesca Fiore

 

 

 

 

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