6 Giu 2017 / 10:06

Coffees – Italians do it better(?). Il primo documentario sull'arrivo di Starbucks in Italia

È ufficiale ormai da tempo: Starbucks Reserve aprirà i battenti a Milano, in piazza Cordusio, nel 2018 e l'attesa si fa trepidante. Ma cosa ne pensano gli esperti di caffè italiani? E quelli stranieri? Un documentario indaga sull'approdo del gigante americano in Italia insieme a baristi e torrefattori. Ne abbiamo parlato con gli ideatori del video.

Coffees – Italians do it better(?). Il primo documentario sull'arrivo di Starbucks in Italia

È ufficiale ormai da tempo: Starbucks Reserve aprirà i battenti a Milano, in piazza Cordusio, nel 2018 e l'attesa si fa trepidante. Ma cosa ne pensano gli esperti di caffè italiani? E quelli stranieri? Un documentario indaga sull'approdo del gigante americano in Italia insieme a baristi e torrefattori. Ne abbiamo parlato con gli ideatori del video.

La Third Wave Coffee e l'arrivo di Starbucks a Milano

Third Wave Coffee. Ne abbiamo parlato ripetutamente nel corso degli ultimi due anni: si tratta di una corrente del mondo caffeicolo approdata da tempo in America e in Europa e ora finalmente anche in Italia, che si propone di sviluppare nuove tendenze e tecniche innovative. Una bevanda che inizia a destare sempre più l'attenzione di consumatori e addetti ai lavori italiani, soprattutto a seguito dell'annuncio dell'arrivo di Starbucks in Italia, il gigante di Seattle che si prepara a sbarcare a Milano nel 2018 con una caffetteria d'eccezione, lo Starbucks Reserve, che proporrà diversi metodi di estrazione, dal filtro all'espresso, e una selezione di caffè di vario tipo, dai monorigine alle miscele.

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Una notizia che non ha tardato a suscitare lo scalpore fra il pubblico più affezionato al classico espresso all'italiana e baristi vecchio stampo rimasti fermi nel tempo a un concetto di caffè non più proponibile. Ma l'arrivo di Starbucks è tutt'altro che negativo: come vi abbiamo già spiegato nel dettaglio, sono tanti i motivi per cui la catena statunitense può giovare al settore del caffè tricolore, a cominciare dalla poliedricità dell'offerta, che non comprende più una sola materia prima ma una collezione ricca e variegata di prodotti differenziati fra di loro.

Il documentario

Ed è proprio quello che il primo documentario italiano (sottotitolato in inglese) su questo tema ha voluto affrontare. Un video di 40 minuti, disponibile in streaming gratuito su Facebook, pubblicato lo scorso sabato 3 giugno da Romedia Studio, un duo di fotografi e videomaker romani specializzati nel caffè, e co-prodotto insieme a Umami Area, realtà impegnata nella formazione di baristi e torrefattori.
 


Questo documentario”, rivelano Federico Lucas Pezzetta e Federica Balestrieri di Romedia, “è un unicum nel panorama italiano (e non solo). Per la prima volta in video abbiamo avuto la possibilità di intervistare alcuni dei massimi esperti mondiali sul caffè e di parlare liberamente di tematiche e criticità che apriranno vari spunti di riflessione e che, siamo sicuri, contribuiranno a far nascere un dibattito serio e costruttivo nel nostro Paese”.
 

Il titolo è inequivocabile: Coffees – Italians do it better(?) e la risposta purtroppo, ancora oggi, è no, gli italiani hanno perso anni addietro il primato in questo settore, ma è ora di recuperare il tempo perduto: “Crediamo fortemente che attraverso una conoscenza approfondita ogni consumatore possa scegliere in maniera più consapevole in che modo degustare il tanto amato caffè”. 40 minuti di esperti a confronto, a cominciare dai professionisti di Umami Area, con Andrej Godina, Andrea Matarangolo, Andrea Cremone, Marco Cremonese, e poi Francesco Sanapo, ideatore di Ditta Artigianale di Firenze, e ospiti speciali dall'estero come Andi Benedikter (Cropster), Ivana Beslagic (Probat) e molti altri. Un'indagine a più voci sulla crescita del caffè in Italia con i suoi pregi e i suoi limiti, sul livello di preparazione del barista medio e soprattutto sulle novità positive che l'inaugurazione del primo Starbucks può portare.

Romedia Studio

Ma facciamo qualche passo indietro. L'idea del documentario nasce quasi per caso, da un progetto a cui i due ragazzi di Romedia Studio stavano lavorando per conto di Umami: “Eravamo impegnati nella realizzazione di un breve video sul percorso formativo di Umami in occasione del corso di aggiornamento Train the Trainers, pensato per tutti gli insegnanti del mondo del caffè. C'erano diversi ospiti internazionali, e allora abbiamo pensato, perché non creare un lavoro dal respiro più ampio?”, racconta Federico. E così i due propongono l'idea a Andrej e il resto della squadra, che accetta di buon grado: "Da sempre come Umami Area siamo impegnti nella divulgazione della cultura del caffè di qualità, che è la nostra missione" spiega Andrej, che organizza frequentemente viaggi nelle piantagioni di caffè (il prossimo sarà in Honduras) e corsi formativi per amatoriali e professionisti (una nuova edizione di Umami Train the Trainers avrà luogo a fine giugno a Torino). "Con questo documentario speriamo di stimolare nel pubblico delle domande, sia fra i consumatori ma soprattutto fra gli operatori del settore, che sono i primi a dover cambiare lo scenario attuale, che sta crescendo ma a rilento. Il video contiene delle parti più tecniche ma sono certo che sarà in grado di arrivare a tutti". Era lo scorso luglio 2016, l'apertura di Starbucks in Italia era già da tempo nell'aria ma ancora sconosciuti erano i dettagli: “Un tema delicato e denso da affrontare in Italia", commenta Federico, "così abbiamo cominciato a chiedere le opinioni degli esperti”. Un lavoro unico nell'ambito caffeicolo che, da qualche mese a questa parte, ha iniziato a puntare molto di più sulla comunicazione, anche visiva, grazie al prezioso contributo di Romedia Studio.

Una realtà nata dalla passione di Federico, laureato in Scienze Politiche con il pallino per la fotografia, che ha studiato da autodidatta, “ho preferito fare subito esperienza sul campo” e quella di Federica per l'estetica e la comunicazione, “lei è una make-up artist laureata in filosofia e specializzata poi in analisi del messaggio pubblicitario; si occupa di copywriting e, unendo le nostre conoscenze, abbiamo pensato di lanciarci in questo mondo”. Un'avventura che solo da un anno a questa parte ha iniziato a gettare nuova luce sul mondo dei bar: “Sono sempre stato dipendente dalla caffeina e, dopo aver visto la puntata di Report del 2014 dedicata alla bevanda, ho iniziato a pormi delle domande e ho capito che dovevo informarmi di più sul prodotto che consumo quotidianamente”. Così Federico inizia a studiare, ricercare, crea una pagina Instagram – officialucaschannel – in cui condivide pensieri e opinioni sull'oro nero, e che oggi conta più di 6200 followers. La prima collaborazione in ambito caffeicolo avviene proprio con il gruppo Umami, ma c'è stato poi anche il servizio da Piansa Caffè per la manifestazione Io Bevo Caffè di Qualità a Firenze, quello per l'evento Triestespresso Expo, il Festival del Cinema con Ditta Artigianale e Caffè Corsini, i festival al Mercato Centrale di Roma a cura di Mondi Caffè e i campionati italiani di caffetteria al Sigep 2017, per conto di SCA Italia. Ma anche collaborazioni estere, come il London Coffee Festival, “per cui uscirà presto un progetto più creativo” e con diverse torrefazioni artigianali di qualità con The Barn di Berlino.


www.romediastudio.com/


a cura di Michela Becchi

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