18 Lug 2017 / 01:07

Leo Espinosa vince il Basque Culinary World Prize 2017, che finisce in Colombia. A un soffio Niko Romito

L’Intelligenza Nutrizionale di Niko Romito non ce l’ha fatta, ma lo chef abruzzese ha degnamente rappresentato l’Italia tra i 10 finalisti, con un progetto di grande caratura scientifica e sociale. La vittoria va a Leonor Espinosa, colombiana fondatrice di Funleo, proclamata a Città del Messico. 

ritratto di Leonor Espinosa

L’Intelligenza Nutrizionale di Niko Romito non ce l’ha fatta, ma lo chef abruzzese ha degnamente rappresentato l’Italia tra i 10 finalisti, con un progetto di grande caratura scientifica e sociale. La vittoria va a Leonor Espinosa, colombiana fondatrice di Funleo, proclamata a Città del Messico. 

A Niko Romito manca solo la vittoria

Città del Messico, 17 luglio 2017. La Giuria del Basque Culinary World Prize si ritrova presso El Claustro de Sor Juana per decretare il vincitore della seconda edizione del premio che valorizza l’operato degli chef in grado di migliorare la società attraverso la gastronomia. Anche quest’anno (nel 2016 la bandiera tricolore la sventolava Massimiliano Alajmo) l’Italia sperava di farcela: 10 i finalisti a contendersi la vittoria, chef di fama internazionale selezionati in tutto il mondo per l’impegno e la dedizione alla causa sociale, culturale, scientifica. Solidale. Tutti meritevoli di farcela, certo. Ma qui, dall’altra parte dell’oceano, in molti auspicavano di veder trionfare Niko Romito, e il suo progetto Intelligenza Nutrizionale. E invece la giuria presieduta da Juan Roca, e composta da Gastón Acurio (Perù), Michel Bras (Francia), Dominique Crenn (USA), Yoshihiro Narisawa (Giappone) ed Enrique Olvera (Messico), con il contributo degli esperti internazionali in altre discipline tra cui Laura Esquivel, Kirmen Uribe, Cristina Franchini, Matthew Goldfarb María Fernanda di Giacobbe (vincitrice del Basque Culinary World Prize 2016) ha decretato la vittoria di Leonor Espinosa, chef colombiana impegnata da anni nella rinascita gastronomica di un Paese che ancora fa i conti con la disparità sociale, economica, di genere.

Leonor Espinosa. Chi è

Così, per il secondo anno consecutivo, il premio finisce in Sudamerica, e stavolta illumina le molteplici attività promosse da Leo (come tutti la conoscono) Espinosa: la fondazione Funleo (ne parlavamo qualche anno fa proprio con Leonor), che ha riportato in auge le conoscenze e le capacità ancestrali delle popolazioni indigene e afro-colombiane, il sostegno al Centro Integrale di Gastronomia nel Golfo di Tribugá come alternativa al narcotraffico, e più in generale la valorizzazione di uno sviluppo rurale fondato sulla biodiversità e sulla costituzione di una rete di piccoli produttori in grado di emanciparsi, e contribuire alla rinascita economica, imprenditoriale, turistica e gastronomica della Colombia. A lei va il premio del valore di 100mila euro, da destinare a un progetto o a un’organizzazione a sua scelta che dimostri il ruolo della gastronomia nel miglioramento della società. La chef – classe 1963, originaria di Cartago e titolare del ristorante Leo Cocina y Cava a Bogotà – batte in finale un parterre di concorrenti di cui è riconosciuto il valore etico e l’impegno concreto per contribuire al sostegno delle comunità locali, dai californiani Daniel Patterson e Roy Choi al brasiliano David Hertz, allo spagnolo-americano Josè Andres.

La soddisfazione della chef colombiana

"Il premio mette in luce quelle comunità che per anni hanno lottato per essere riconosciute per il loro valore ancestrale e contributo all'identità culturale nazionale.  È un modo per attenuare il silenzio generato da conflitti armati, ingiustizia ed esclusione” ha dichiarato a caldo Leonor Espinosa. “In questo processo di riconciliazione, il Paese sta cominciando a capire l'importanza di porre fiducia nella gastronomia come strumento significativo per lo sviluppo economico di quelle popolazioni che custodiscono la vera ricchezza ". Il premio, organizzato e promosso dal Governo basco per promuovere valori quali la cultura della costanza, dell’impegno, della capacità di miglioramento e delle pari opportunità per uomini e donne, culminerà con la cerimonia di premiazione in programma nel mese di ottobre nei Paesi Baschi. I complimenti spettano al coraggio e alla tenacia di Leo Espinosa. Un plauso – e non per mero campanilismo - va anche a Niko Romito, capace di proporsi su un importante palcoscenico internazionale con un progetto di grande caratura scientifica, nutrizionale e sociale. 

 

www.basqueculinaryworldprize.com

 

a cura di Livia Montagnoli

 

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