11 Ott 2017 / 10:10

La California a fuoco. Bruciano le vigne di Napa Valley e Sonoma, a rischio anche la tenuta Antinori

Vittima, devastazioni, collegamenti interrotti e impossibilità di arginare le fiamme divampate violente ormai 3 giorni fa. È questa la situazione nelle regioni vinicole più rinomate della California, che sulla produzione vinicola e l’indotto dell’enoturismo sviluppano un giro d’affari di 120 milioni di dollari l’anno. Ora però tutto brucia.

La California a fuoco. Bruciano le vigne di Napa Valley e Sonoma, a rischio anche la tenuta Antinori

Vittima, devastazioni, collegamenti interrotti e impossibilità di arginare le fiamme divampate violente ormai 3 giorni fa. È questa la situazione nelle regioni vinicole più rinomate della California, che sulla produzione vinicola e l’indotto dell’enoturismo sviluppano un giro d’affari di 120 milioni di dollari l’anno. Ora però tutto brucia.

La California in fiamme

La siccità dell’estate appena trascorsa ci ha, purtroppo, abituato a sentir parlare di incendi e devastazioni. Divampati in tutta l’Europa mediterranea, nei mesi scorsi i roghi (molto spesso dolosi) non hanno risparmiato neanche l’Italia, e le immagini delle pendici del Vesuvio in fiamme sono ancora vive negli occhi di tutti. Da qualche ora però le testimonianze più impressionanti arrivano dalla California, dove ormai tre giorni fa le regioni vinicole di Napa Valley e Sonoma hanno cominciato una lotta estenuante contro il tempo, per cercare di arginare i focolai causati dalla siccità e alimentati da forti venti. Scene di devastazione, ancora una volta, che fanno parlare del più grande incendio scoppiato nella storia del Paese: 17 i focolai contati dai vigili del fuoco in 8 diverse contee, oltre 15 le vittime, 20mila persone evacuate, e un bilancio provvisorio di oltre 115mila acri di terreno bruciati. Ma la conta dei danni potrebbe continuare, ed è destinata ad aggravarsi con le ore che passano, tra dispersi e abitazioni completamente distrutte, ospedali inagibili e aziende ridotte in ginocchio. La violenza delle fiamme, ironia della sorte, si è accanita in particolare sulle regioni vinicole più rinomate d’America, e rischia di danneggiare pesantemente uno dei business più fiorenti della California, e degli interi Stati Uniti.

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Le tenute vinicole in ginocchio

L’Ente del vino americano, infatti, conta tra Napa e Sonoma circa 650 aziende vinicole e più di 100mila ettari vitati, che fruttano all’area un indotto di 120 milioni di dollari l’anno, tra produzione, export, enoturismo. E mentre le fiamme ancora divampano, si azzarda già una previsione funesta, che per le aziende locali parlerebbe di un dimezzamento del giro d’affari, causa devastazione in vigne e cantine. Del resto, le immagini che hanno invaso il web parlano chiaro, tra strutture rase al suolo, botti incenerite, confronti impietosi tra il prima e il dopo che fotografano scenari apocalittici in molte delle tenute sfarzose per cui la California vinicola è famosa nel mondo. Le immagini più scioccanti arrivano dalla Signorello Estate, praticamente rasa al suolo, come pure la White Rock Vineyards, tra i più antichi insediamenti agricoli dell’area; a Paradise Ridge, Santa Rosa, il paradiso è ormai un ricordo lontano. Disagi e danni anche per molte strutture ricettive, compreso l’esclusivo Hilton Sonoma Wine Country Hotel; mentre il ristorante stellato The French Laundry, a Yountville, è stato temporaneamente costretto a chiudere per problemi con l’approvvigionamento elettrico, ma è riuscito a limitare i danni. Difficile, per il momento, un computo più preciso: le strade sono interrotte, i collegamenti precari. Certo è, che ai danni visibili nell’immediato si aggiungerà l’impossibilità di lavorare in vigna nei prossimi 3-5 anni in molti dei terreni più colpiti dalle fiamme, oltre alla perdita delle riserve custodite in cantina. Tra le aziende colpite, anche l’Antica Napa Valley di Marchesi Antinori: la cantina toscana coltiva cabernet in una delle aree più rinomate di Napa, ma nelle ultime ore la tenuta è stata circondata dalle fiamme, ed evacuata. Proprio l’incertezza di queste ore, però, rende impossibile una stima precisa dei danni, e dall’Italia si cerca di monitorare una situazione sempre più difficile, dopo l’evacuazione del direttore Glenn Salva e dei dipendenti, fortunatamente tutti in salvo.

foto di Elijah Nouvelage, Special To The Chronicl, da SFGate

a cura di Livia Montagnoli

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