10 Nov 2017 / 13:11

Autentico, sintassi della cucina abruzzese. Il tour alla scoperta del gusto dell'Appennino

Un evento itinerante che toccherà più punti dell'entroterra montano abruzzese, con un percorso di 8 giornate per conoscere e imparare a utilizzare in cucina le specialità del territorio, con l'aiuto di chef, artigiani e addetti ai lavori.

Autentico, sintassi della cucina abruzzese. Il tour alla scoperta del gusto dell'Appennino

Un evento itinerante che toccherà più punti dell'entroterra montano abruzzese, con un percorso di 8 giornate per conoscere e imparare a utilizzare in cucina le specialità del territorio, con l'aiuto di chef, artigiani e addetti ai lavori.

Cucina abruzzese: una crescita inarrestabile

Sembra destinato a non fermarsi più lo sviluppo della ristorazione abruzzese, che negli ultimi anni ha iniziato una fase di crescita esponenziale e inarrestabile, cominciando sempre di più a far parlare di sé in Italia e soprattutto all'estero. Un territorio frammentato che proprio nella sua diversità, nell'amenità dei suoi borghi antichi, ha trovato la forza che oggi la caratterizza, una ricchezza fatta di incredibili patrimoni naturalistici, artistici e gastronomici ancora da scoprire. Il lavoro di cuochi di talento e giovani imprenditori, così come la nascita di congressi e festival di settore, hanno contribuito nel tempo a far conoscere a un pubblico sempre più vasto le specialità di questa terra generosa e aspra, talvolta difficile, dove anche i luoghi apparentemente desolati pullulano di vita.

L'evento

A porre l'accento sulla tradizione abruzzese, una nuova manifestazione dedicata agli addetti ai lavori e agli appassionati, Autentico, sintassi della cucina abruzzese, un itinerario per conoscere la biodiversità dell'entroterra della Maiella e del Voltigno attraverso 8 appuntamenti pensati per incontrare piccoli artigiani, chef, agricoltori e professionisti del settore. Si comincia il prossimo 21 novembre, con la visita all' Azienda Agricola Pasqualone (Penne), a passeggio nell’orto, e dalla Società Agricola De Fermo (Loreto Aprutino), tra vigneti, cereali e legumi, facendo tappa per pranzo al ristorante La Bandiera di Civitella Casanova. Qui, i partecipanti potranno realizzare un menu completo insieme allo chef Marcello Spadone, utilizzando i prodotti selezionati durante l’esperienza mattutina. Il programma continua poi con la degustazione di olio extravergine di oliva presso l'Azienda Agricola Tommaso MasciantonioTrappeto di Caprafico di Casoli, in provincia di Chieti, con pranzo da Villa Maiella, il ristorante di Guardiagrele guidato da Peppino Tinari. E ancora la visita all'allevamento maiale nero d’Abruzzo, al Caseificio Alimonti, per concludere, il 13 dicembre, con un laboratorio di cucina con la famiglia Tinari. Ad accompagnare gli ospiti, il giornalista enogastronomico AlessandroBocchetti,che guiderà tutti i partecipanti nell’abbinamento con il vino, sempre made in Abruzzo, che dovrà accompagnare le specialità in assaggio, dal miele all'olio, dal pane alla carne.

I protagonisti

A coadiuvare le attività, i due chef Marcello Spadone e Peppino Tinari, abruzzesi doc che hanno cominciato il proprio percorso come cuochi di semplici trattorie di paese tra gli anni '60 e '70, due realtà a gestione familiare che hanno saputo rinnovarsi di generazione in generazione, raggiungendo livelli molto alti attraverso una ricerca approfondita su tecniche, cotture e materie prime. La Bandiera di Civitella Casanova, immersa tra le colline pescaresi, nasce alla fine degli anni '70, quando Anna e Giovanni decidono di convertire una rivendita di sali e tabacchi in ristorante. Negli anni '80 entra in scena il figlio Marcello che, dopo le esperienze presso l’Albereta di Gualtiero Marchesi e Il Luogo di Aimo e Nadia a Milano, rivitalizza i piatti della tradizione con tecniche innovative, mentre sua moglie Bruna inizia a curare un giardino con ortaggi ed erbe locali. Nel 2011 arriva la stella Michelin, segnando l'ingresso de La Bandiera nel firmamento dell'alta cucina italiana. Oggi, in cucina e sala ci sono Mattia ed Alessio, l'ultima generazione di una famiglia dedita all'ospitalità incline al calore umano e alla professionalità.

La storia di Villa Maiella, invece, comincia un decennio prima, negli anni '60, quando Ginetta e Arcangelo aprono i battenti di quella che all’epoca era una modesta “fiaschetteria”. La svolta avviene negli anni '80, quando il testimone passa al figlio Peppino, rientrato in Abruzzo dopo un’importante esperienza nella cucina dello chef Giovanni Spaventa, all’Hotel Cipriani di Venezia. Ai fornelli arriva anche la moglie Angela, eccelsa soprattutto nell’arte pasticcera, e nel 2009 finalmente, la stella Michelin e la decisione di intraprendere l’allevamento di suini neri abruzzesi allo stato semibrado, caratteristica che ancora oggi definisce l'identità del locale.

www.autenticoabruzzo.it/

a cura di Michela Becchi

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