13 Dic 2017 / 16:12

Ancora Italia a New York. Lo spin off di Rossopomodoro, i vini di nicchia di Fausto, la Bologna di Lucciola

Dietro alla pizza di Simo Pizza, che si appresta a esordire in città, c'è Simone Falco, proprietario di Rossopomodoro a New York. Ma nella Grande Mela arriva anche un team tutto bolognese, dietro al progetto Lucciola. E l'Italia continua a ispirare progetti autoctoni: l'ultima idea di Joe Campanale si chiama Fausto.   

Ancora Italia a New York. Lo spin off di Rossopomodoro, i vini di nicchia di Fausto, la Bologna di Lucciola

Dietro alla pizza di Simo Pizza, che si appresta a esordire in città, c'è Simone Falco, proprietario di Rossopomodoro a New York. Ma nella Grande Mela arriva anche un team tutto bolognese, dietro al progetto Lucciola. E l'Italia continua a ispirare progetti autoctoni: l'ultima idea di Joe Campanale si chiama Fausto.   

Nella New York che sembra repentinamente aver riscoperto la sua passione per la cucina popolare italiana – mai venuta meno, per carità, ma ora supportata da persone, progetti e prodotti più autenticamente made in Italy – non si fa in tempo a censire le ultime novità, che subito è necessario aggiornare la lista. Tra approdi eccellenti – il Trapizzino di Stefano Callegari, il recentissimo raddoppio di Gino Sorbillo – e interpretazioni autoctone più o meno veraci - il fast food della pasta di Mark Ladner, pizza e fritti romani di Danny Meyer, il gruppo rampante de la Pecora Bianca – diverse sono le opportunità per mangiare italiano in città. La pizza, in buona compagnia della pasta in grande rimonta, è certo uno dei fattori di traino di questa tendenza. E nel computo di un panorama sempre più diversificato, dalla romana di Marta e Martina alla pinsa di Camillo, alla mitica tasca ripiena di Callegari, la pizza napoletana continua a giocare la parte del leone. Anche Eataly, sin dall'esordio di Flatiron (correva l'anno 2010), ha scelto di scommettere su un partner solido della pizza napoletana, Rossopomodoro del Gruppo Sebeto, che a New York apriva all'epoca il suo primo punto vendita dopo il progetto pilota americano a Naples (Florida).

 

Rossopomodoro lancia Simo Pizza

Alla pizzeria di Fifth avenue, seguiva nel 2014 il primo locale indipendente al Greenwich Village, e il raddoppio dentro Eataly, in occasione dell'apertura a Downtown, nell'estate 2016. A coordinare le operazioni, Simone Falco, nipote del patron Franco Manna, e direttamente proprietario della pizzeria al Village. Classe 1974, napoletano trapiantato a New York, nei prossimi mesi Falco inaugurerà in città uno spinoff di Rossopomodoro, sotto l'insegna Simo Pizza: due pizzerie, la prima operativa tra qualche settimana, per presentare un'idea popolare di pizza napoletana, al Meatpacking District e Downtown Brooklyn (la seconda in arrivo per l'estate 2018). In menu solo 4 alternative: Margherita, marinara, con soppressata piccante, champignon e rucola. Due insalate per chi rinuncia alla pizza, e gelato per dessert. Prezzi contenuti, entro i 10 dollari, e idee ben chiare sulla replicabilità del format, destinato a diventare una catena “senza compromessi sulla qualità”.

 

I vini italiani di Fausto

Intanto, in equilibrio tra l'italianità sbandierata di interni, menu e carta dei vini e i natali newyorkesi di Joe Campanale (ristoratore prodigio che vanta all'attivo Dell'Anima, L'Artusi e il wine bar Anfora), ha già inaugurato a Park Slope Fausto. Formazione da sommelier e radici italiane, Campanale abbraccia il nuovo progetto con Erin Shambura, già chef a L'Artusi, e scegli di dedicare molto spazio al vino, abbinato ai piatti della tradizione regionale italiana, dalle linguine alle vongole, ai bigoli con ragù d'anatra e Piave, dai ravioli ripieni di patate alle costolette di agnello con salsa verde. In carta etichette di piccoli produttori abruzzesi, siciliani e campani, più una proposta di miscelazione che valorizza gli amari italiani. E anche il design dice la sua, con boiserie in legno, divanetti in pelle e marmo per evocare i ristoranti italiani di una volta; al piano inferiore, la sorpresa per gli appassionati di vino: la cantina con sala privata per 25 persone.

 

Lucciola

Italianissimo, invece, l'esordio di Lucciola (in omaggio a Pupi Avati), tavola bolognese di Michele Casadei Massari (lo chef), Alberto Ghezzi e Gianluca Capozzi (tra i soci anche Luca Filicori, della Filicori e Zecchini di Bologna). Allestimento degli interni a cura di un altro italiano trapiantato a New York – l'artista salernitano Marco Gallotta – carta da pareti, legno, metallo e vetro per un'originale ambientazione urbana, e menu d'antan giocato sulla pasta, con richiami alla ristorazione anni Ottanta, dalle penne alla vodka agli gnocchi di zucca con gorgonzola. Immancabili lasagne alla bolognese.

 

Simo Pizza | New York | 90-92, Gansevort street | prossimamente

Fausto | New York | 348, Flatbush avenue | www.faustobrooklyn.com/

Lucciola | New York | 621, Amsterdam avenue | https://www.facebook.com/lucciolanyc/

 

a cura di Livia Montagnoli

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