5 Feb 2018 / 13:02

Culinary Cinema alla Berlinale 2018. La sensibilità del cibo, e di chi lo produce, in 10 atti

Dodicesima edizione della rassegna dedicata al cinema gastronomico nell'ambito del festival dell'Orso d'oro di Berlino. Quest'anno il cartellone a cura di Thomas Struck porta sullo schermo 10 pellicole dedicata al tema Life is delicate. Dal documentario sul baby-chef prodigio alla storia dei contadini maremmani di Jacopo Quadri. 

Culinary Cinema alla Berlinale 2018. La sensibilità del cibo, e di chi lo produce, in 10 atti

Dodicesima edizione della rassegna dedicata al cinema gastronomico nell'ambito del festival dell'Orso d'oro di Berlino. Quest'anno il cartellone a cura di Thomas Struck porta sullo schermo 10 pellicole dedicata al tema Life is delicate. Dal documentario sul baby-chef prodigio alla storia dei contadini maremmani di Jacopo Quadri. 

Cibo al cinema. La rassegna di Berlino

Sempre più consolidata nel panorama delle iniziative cinematografiche dedicate alla cultura enogastronomica e a come questa ispiri sceneggiatori e registi, la rassegna Culinary Cinema celebra quest'anno la sua dodicesima edizione, rivendicando un posto d'onore tra le sezioni speciali della Berlinale. Il festival dell'Orso d'oro, in programma dal 15 al 25 febbraio, è stato tra i primi a scommettere sulle potenzialità di un genere sempre battuto dai cineasti: cinema e cibo a confronto, come l'uno rappresenta l'altro, che diventa testimone di costumi e abitudini sociali, tradizioni culturali e orizzonti geografici. Ispirando così soggetti di fantasia e storie di vita reale, commedie, documentari e reportage di denuncia. Un rapporto prolifico, dunque, da ben prima che il cibo e l'universo che gli ruota intorno diventassero elemento pressoché ricorrente delle nostre conversazioni, e potente attrattore mediatico. La Berlinale, dicevamo, una vetrina alle migliori produzioni del cinema gastronomico internazionale gliela concede da anni. E il format si è trasformato in una manifestazione parallela (e molto apprezzata) al festival principale, con i suoi ospiti, le sue passerelle, i suoi appuntamenti collaterali che sconfinano a tavola: le proiezioni serali in genere si concludono con le cene a tema al Gropius Mirror Restaurant, ideate dagli chef ospiti. Ma soprattutto con un cartellone all'altezza della situazione (a cura di Thomas Struck), all'insegna dell'intrattenimento e dell'approfondimento culturale insieme. Quest'anno le proiezioni andranno in scena dal 18 al 23 febbraio: il motto dell'edizione 2018 è Life is delicate, e il programma proporrà dieci pellicole, di cui 9 documentari.

 

Il cartellone di Culinary Cinema

Dieci prove per dimostrare che in cucina, oltre al talento e alla competenza tecnica, conta la sensibilità (il fattore umano, potremmo dire azzardando un parallelo con il tema dell'imminente edizione 2018 del congresso Identità Golose); la capacità di gestire l'imprevisto e l'istinto. Tra i film più attesi il documentario Chef Flynn, sul discusso baby-chef Flynn McGarry, prossimo ad aprire il suo primo ristorante gastronomico a New York a soli 19 anni. Il documentario di Cameron Yates aprirà la rassegna, seguendo l'evoluzione di questo giovane talento amerciano sin dai primi passi mossi in cucina, nella sua cameretta ripensata come laboratorio da piccolo chef. Su un cuoco che ha già fatto la storia, invece, si concentra lo sguardo di Gilles de Maistre, regista di La quete de Alain Ducasse, un viaggio intorno al mondo con il maestro della cucina francese. Ben rappresentata pure la categoria che documenta storie e tradizioni culinarie raccolte ai quattro angoli del globo: Cuban Food Stories (di Asori Soto) è un omaggio alla cultura gastronomica di Cuba e ai suoi sapori ritrovati; Ramen Teh (di Eric Khoo) è una commedia ambientata tra le strade di Singapore, dove il cibo diventa motivo di riconciliazione tra i protagonisti.

 

Riscatto e resistenza

E spesso il desiderio di scoprire nuove culture gastronomiche coincide con l'urgenza di rappresentare situazioni di difficoltà e battaglie identitarie portate avanti attraverso il cibo. È il caso di Patrimonio (di Lisa Jackson) che segue le vicende di alcune comunità messicane impegnate a preservare il proprio territorio dalle grandi multinazionali statunitensi; o di Soufra (di Thomas Morgan), sul gruppo di donne libanesi che sognano il riscatto in un campo rifugiati a bordo di un food truck. The Green Lie (di Werner Boote), come sottolinea il titolo, si concentra sulla truffaldina politica del greenwashing messa in atto da molte grandi aziende dell'agroalimentare. The Game Changers (del premio Oscar Louie Psihoyos), invece, approccia il racconto del cibo da una prospettiva insolita, con l'idea di portare sullo schermo il rigido regime alimentare degli atleti. Per l'Italia, il film di Jacopo Quadri, Lorello e Brunello (già in concorso al Torino Film Festival, vincitore della Menzione speciale della Giuria), sui gemelli Biondi di Sovana, nella campagna maremmana. La pellicola porta in sala la difficoltà dei piccoli agricoltori davanti agli interessi dell'industria agricola: un film sulla terra, il lavoro, le stagioni, che segue per un anno la vita nei campi dei fratelli Biondi e dei loro vicini di podere. E diventa testimonianza di un atto di resistenza di fronte ai tempi che cambiano. Sempre alla vita in campagna, con un focus sulla viticoltura, è dedicato Our Blood is wine (di Emily Railsback).

A seguire, le cene con Flynn McGarry, Sonja Fruhsammer, Thomas Buhner (con omaggio ad Alain Ducasse), Michael Kempf, Duc Ngo. E come sempre, il consueto angolo dello street food in Alte Postdamer Strasse.

 

Culinary Cinema – Berlino – dal 18 al 23 febbraio 2018 – www.berlinale.de

 

a cura di Livia Montagnoli

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