15 Feb 2018 / 17:02

NIO, la start-up italiana dei cocktail in bustina

Giovani, italiani, intuitivi, sono il volto migliore di questa Italia un po' sonnacchiosa. Hanno lasciato due lavori “sicuri” per lanciarsi in un settore che prima frequentavano solo da fruitori, quello della mixology, inventandosi i cocktail in bustina. Sono Luca Quagliano e Alessandro Palmarin, i founder di NIO.

NIO: Needs Ice Only. Il Negroni in bustina

Giovani, italiani, intuitivi, sono il volto migliore di questa Italia un po' sonnacchiosa. Hanno lasciato due lavori “sicuri” per lanciarsi in un settore che prima frequentavano solo da fruitori, quello della mixology, inventandosi i cocktail in bustina. Sono Luca Quagliano e Alessandro Palmarin, i founder di NIO.

NIO: Needs Ice Only

Ero stanco di lavorare per le multinazionali e avevo voglia di creare qualcosa di mio, così un giorno ho avuto un'idea folle e ne ho parlato ad Alessandro, il quale si è dimostrato entusiasta”. A raccontarci gli esordi (recentissimi) è Luca Quagliano, con alle spalle esperienze commerciali in varie realtà, come Benetton, Intimissimi, Levi's, Vodafone. “Dopo la nascita delle mie due figlie la vita è necessariamente cambiata, le uscite si sono fatte sempre più sporadiche a vantaggio di molte cene a casa con gli amici, il cui epilogo all'italiana è rappresentato da amari e limoncello. Limitante, no?”. È semplicemente da qui che è scattata la scintilla: “Mi sono chiesto perché in un'epoca in cui a casa si può fare tutto, non si possa bere un buon cocktail”. L'idea era dunque quella di portare l'arte di un barman esperto e i migliori spirits nelle mani del consumatore finale, il quale deve semplicemente avere a portata di mano del ghiaccio. Da qui il nome Nio: Needs Ice Only.

NIO-Needs Ice Only

In che consiste?

In pratica i cocktail si presentano in bustine contenute in un cofanetto di piccole dimensioni (grande come un cd), facilmente trasportabile e che può essere conservato anche a temperatura ambiente. Si agita la confezione, si strappa l'angolo pretagliato e si versa il contenuto in un bicchiere pieno di ghiaccio. Et voilà, il cocktail è fatto. Niente polverine, pensiamo per esempio all'americana Palcohol, né bottiglie di vetro, in questo caso il riferimento va ai ragazzi del Mag Cafè con il loro servizio a domicilio. Un'idea dunque innovativa, che proprio per questo ha riscontrato resistenze burocratiche: “Purtroppo le cose innovative non sono così facili da digerire, almeno per la burocrazia italiana. Considerate che l'Agenzia delle dogane e dei monopoli ci ha inizialmente detto un no di default, perché non c'era alcuna licenza del genere. Alla fine l'ha creata ad hoc per noi; in Italia attualmente siamo gli unici ad averla”. 

Dal sogno alla realtà

Una volta ottenuta l'agognata licenza, Luca e Alessandro hanno iniziato a concretizzare il sogno. “Ne ho parlato con Massimo Palmieri che ha un'agenzia di marketing, il quale è entrato con una piccola quota in società e ha creato nome e logo. Ma non potevamo partire senza un super barman, così ci siamo rivolti a uno dei più bravi d'Italia: Patrick Pistolesi”. Sono del barman romano le dieci ricette attualmente disponibili nel sito di e-commerce aperto a novembre scorso. Dal Milano-Torino “preparato con vermouth Carpano e Campari” al Whiskey sour “fatto con il Bulleit Bourbon, mica con prodotti da discount, conservanti o agenti chimici”. Di media un cocktail costa poco meno di 5 €, ma il valore aggiunto sta anche nella confezione, “un cofanetto da collezione che, volendo, possiamo pure personalizzare”. La confezione merita un discorso a parte. “È composta da due elementi: la parte di cartoncino nella quale è spiegato il cocktail, e che dunque possiamo personalizzare, e la bustina di plastica alimentare che al suo interno ha un filtro apposito per le materie alcoliche, che consente di mantenere il prodotto inalterato nel tempo”.

Nio-cocktail

Progetti futuri

I cocktail in bustina vengono confezionati in un laboratorio di loro proprietà in Brianza, ma a giorni si trasferiranno all'interno dei laboratori del gruppo ICR, azienda specializzata nella creazione di profumi e cosmetici. “Ci appoggiamo da loro perché hanno ambienti asettici e il giusto know-how per la fase produttiva”. A onor di cronaca anche perché è entrato nell'azionariato con una quota di 1milione di euro il proprietario Roberto Martone, il quale detiene anche l'Hotel Magna Pars a Milano, dove i ragazzi apriranno entro fine marzo il loro primo show room. Già, perché i progetti futuri sono ambiziosi: “Oggi la maggior parte delle vendite sono destinate a ristoranti e hotel che non hanno un barman, oppure ad aziende che usano i nostri cocktail in bustina come strumento di marketing, penso per esempio a Discovery Channel o assicurazioni Generali per le quali abbiamo creato delle confezioni apposite. Ma il nostro intento è di espanderci all'estero, attraverso il franchising o magari salendo a bordo di aerei e navi da crociera”. Non male come piano.

 

https://nio-cocktails.com

 

a cura di Annalisa Zordan

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