3 Mar 2018 / 16:03

Panino sospeso a Bologna. Tutte le iniziative solidali per offrire un pasto ai più bisognosi

Il caffè sospeso a Napoli è una tradizione antica, l'abitudine di un popolo generoso che negli anni ha iniziato a diffondersi anche in altre regioni. A Bologna ora nasce il “panino sospeso”, per garantire un pasto a chi ne ha più bisogno e non può permetterselo. Ma ci sono anche la pizza e il caffè.

Panino sospeso a Bologna. Tutte le iniziative solidali per offrire un pasto ai più bisognosi

Il caffè sospeso a Napoli è una tradizione antica, l'abitudine di un popolo generoso che negli anni ha iniziato a diffondersi anche in altre regioni. A Bologna ora nasce il “panino sospeso”, per garantire un pasto a chi ne ha più bisogno e non può permetterselo. Ma ci sono anche la pizza e il caffè.

Il caffè sospeso voluto da Dalla

Sei anni senza Lucio Dalla e, come sempre da allora, nel mese di marzo Bologna dedica una serie di appuntamenti al cantautore che ha fatto conoscere Piazza Grande a tutta Italia. Nel mondo del cibo, invece, lo ricordiamo per un'iniziativa solidale ideata poco prima della sua morte, nel 2012, il caffè sospeso al Caffè Accademia di via Guerrazzi, uno dei locali che l'artista frequentava abitualmente. Colpito da questa consuetudine durante un viaggio a Napoli, Dalla propose al titolare del bar bolognese di imitare il rituale partenopeo. Una tradizione antichissima che si perde nella notte dei tempi, secondo alcuni risalente al secondo dopoguerra, secondo altri derivante dalla confusione generale che si creava al bar fra i gruppi di amici che, anziché chiedere i soldi indietro, nel caso in cui i conti non tornassero, decidevano di lasciare un caffè già pagato al prossimo cliente. In qualsiasi caso, un atto di autentica generosità, che consente anche ai cittadini meno fortunati di godersi una buona tazzina calda.

Dal caffè al panino, con l'aiuto della Cucina Popolare

Dal caffè si passa ora al panino, grazie all'insegna di via Galliera, 91, Il Panino, locale di street food tutto dedicato ai sandwich dalle farce più disparate. I panini qui costano 5 euro, e per ogni “panino sospeso” lo staff si impegna ad affiggere lo scontrino in bacheca, in modo da mostrare a tutti i clienti, soprattutto a quelli più in difficoltà, il gesto di solidarietà da parte di altri consumatori. Nel caso l'offerta non venisse accolta, il titolare, Raffaele Marseglia, ha intenzione di donare i prodotti sospesi a “Piazza Grande”, l'associazione che si occupa delle persone senza fissa dimora. Un'iniziativa nata sulla scia di Cucine Popolari, mensa sociale nata nel 2015 a Bologna per volontà di Roberto Morgantini, dapprima in via del Battiferro, al Navile, e poi al centro sociale Italicus in San Donato e al Porto-Saragozza. Cucine che sfornano circa 2800 pasti al mese, destinati alle persone più in difficoltà residenti nei vari quartieri, segnalate dai servizi sociali e dalle parrocchie, che possono finalmente sedersi a tavola e gustarsi un piatto caldo preparato dalla squadra di volontari. Ad arrivare per primi da Il Panino, insieme a decine di persone pronte a dare il via al progetto, Morgantini e il giornalista Sandro Ruotolo insieme a Michele Ammendola di Iolotto, che hanno sposato a pieno l'iniziativa “non per essere più buoni, ma più solidali”.

Non solo cibo: l'evoluzione del progetto

I panini da soli, però, non bastano. Perché le famiglie meno abbienti, i cittadini più poveri, una volta sazi, hanno soprattutto bisogno di condivisione, di parlare e essere ascoltati, di leggere, di ritrovare un senso alle proprie giornate, riappropriandosi delle abitudini quotidiane più comuni come un giro per negozi o un film al cinema. “Chi è in difficoltà economica rinuncia a tutto”, spiega Morgantini, “e ha bisogni diversi. Cosa servirebbe ancora? Libri, cinema, cose diversa da un piatto caldo”. Un progetto in divenire, dunque, quello di Cucine Popolari, così come l'iniziativa de Il Panino: “L'importante è non chiudersi, provare a vedere altro, chiedersi 'Io cosa posso fare, come posso aiutare?'”.

La pizza sospesa

Altre realtà, infatti, stanno rispondendo all'appello di Morgantini, sviluppando idee sempre nuove e originali, sul modello del caffè sospeso. La Fattoria di Masaniello, per esempio, ristorante “etico” già impegnato su altri fronti, come il reintegro di persone svantaggiate (carcerati, ex tossicodipendenti, portatori di handicap), il recupero di beni confiscati per la realizzazione dei prodotti e la scelta di ingredienti locali e biologici. Da qualche tempo, l'insegna continua a promuovere la pizza sospesa, un progetto che ha raccolto fin da subito l'entusiasmo della clientela, tanto che oggi i titolari parlano di circa 500 pizze l'anno offerte a chi ne ha più bisogno. Un numero che, ci auguriamo, possa continuare ad aumentare, così come la lista di iniziative simili, che ci ricordano ancora una volta che la tavola è prima di tutto condivisione.

Cucine Popolari – Bologna – via Battiferro, 2 – via Sacco, 16 – via Berti, 2/10 - www.facebook.com/civibo/

Il Panino – Bologna – via Galliera, 91 a - 0510394249 - www.ilpanino-bologna.it/

La Fattoria di Masianello – Bologna – via Pirandello, 6 - 0514128885 - www.facebook.com/lafattoriadimasaniello/?ref=br_rs

a cura di Michela Becchi

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