10 Mar 2018 / 16:03

Consumi di vino. I più venduti in grande distribuzione nel 2017

Gli italiani preferiscono bianchi, Dop, autoctoni e spumanti. Lambrusco, Chianti e Montepulciano d'Abruzzo i più venduti. Tra gli emergenti? Grillo, Primitivo e Ortrugo. Il consumatore disponibile a premiare le novità anche a prezzi più alti. Boom dei biologici: +40%. 

Consumi di vino. I più venduti in grande distribuzione nel 2017

Gli italiani preferiscono bianchi, Dop, autoctoni e spumanti. Lambrusco, Chianti e Montepulciano d'Abruzzo i più venduti. Tra gli emergenti? Grillo, Primitivo e Ortrugo. Il consumatore disponibile a premiare le novità anche a prezzi più alti. Boom dei biologici: +40%. 

Si avvicina il traguardo dei 2 miliardi di euro spesi dagli italiani per l'acquisto di vino nella grande distribuzione organizzata, che veicola ogni anno circa due terzi del totale nazionale. Nel 2017, gli italiani hanno speso 1,85 miliardi di euro, l'1,9% in più rispetto all'anno precedente, nonostante un lieve calo dei volumi (-0,2%), fermi a 648 milioni di litri. Il prezzo medio per litro è in crescita del 2,2% a 2,85 euro. Performance doppia rispetto alla media generale per i vini Doc, Docg e Igt in bottiglia che incrementano del 4% il loro valore (a 1,27 miliardi di euro) e il 2% a volume (280 mln di litri). Le anticipazioni di Iri per Vinitaly (15/18 aprile) ci dicono che la ripresa partita tra 2014 e 2015 non si è fermata e che i vini di qualità stanno gradualmente stabilizzandosi in testa alle preferenze dei consumatori, con trend d'acquisto concentrati su bianchi, Dop, autoctoni/regionali e bollicine. Virgilio Romano, business insight director di Iri e coordinatore della ricerca, sottolinea che a fronte di quantità stabili di vino venduto negli ultimi anni, i consumatori "mostrano di apprezzare le novità, accogliendo favorevolmente le proposte delle cantine. I vini a denominazione, in particolare, vendono 5,5 milioni di litri in più nel 2017". "La Gdo si mantiene un canale di vendita molto importante per il mercato italiano" afferma il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani "capace di far emergere nuovi vini e territori e di assecondare nel tempo la richiesta di prodotti di maggiore qualità anche per il consumo quotidiano". Sul fronte dei prezzi, alla luce di una scarsa vendemmia 2017 si prevede un rialzo. E marzo è il mese in cui si entra nel vivo, con i nuovi arrivi a scaffale: "I prezzi" aggiunge Romano "dovranno sostenere una sfida non banale a causa della vendemmia 2017 poco generosa e al conseguente rialzo atteso".

 

Crescono bottiglie e bag in box. L'analisi sull'andamento dei formati vede in terreno positivo solo la bottiglia da 0,75 litri e il bag in box. La prima cresce dell'1,1% in quantità (316,2 milioni di litri) e rappresenta la gran parte del valore della spesa nel canale Gdo (ipermercati, supermercati, libero servizio piccolo e discount) con 1,36 miliardi di euro, in crescita del 3,4% con un prezzo medio/litro che supera i 4,3 euro; la nicchia del bag in box registra ancora un rialzo sensibile con +5,4% nei volumi (13,6 milioni di litri) per un corrispettivo in valore di 21,7 milioni di euro (prezzo medio/litro a 1,59 euro). Non si ferma ancora l'emorragia di vendite sui vini in brik (-0,6% in volume e -0,7% a valore) e sui formati tra 0,76 e 2 litri (bottiglioni a -2,5% e -4,6%); male i cosiddetti "altri formati" che lasciano sul terreno il 9,5% a volume e il 7,1% a valore.

 

Bene i rosati e i bianchi fermi. Rispetto alla tipologia, gli spumanti e gli champagne segnano le crescite più importanti nel corso del 2017, con +4,9% in quantità e +6,7% in valore (468 mln di euro). Se si esclude il segno meno per le vendite in volume di rossi fermi (-1,3% a 295 milioni di litri) e rossi frizzanti (-1,2% a 41,9 milioni di litri), tutte le voci crescono, con numeri particolarmente positivi per la categoria dei rosati, sia fermi (+3,6% a valore e +1,9% a volume) sia frizzanti (+2,3% e +3,9%). Stabili i bianchi frizzanti mentre i bianchi fermi sfoggiano un +3%, a 623 milioni di euro.

 

I più venduti in bottiglia. Lambrusco, Chianti e Montepulciano d'Abruzzo occupano il podio dei più venduti a volume, in bottiglia da 0,75 litri. La classifica a valore vede, invece, il Chianti al primo posto con 69,4 milioni di euro, seguito da Lambrusco (47,1 mln) e Vermentino (42,6 mln). Particolarmente positive le performance di Chianti e Vermentino. Risalita per Dolcetto e Barbera. Perdono oltre il 4% a volume Chardonnay (-5%), Nero d'Avola (-4,6%) Sangiovese (-4,5%), Merlot (-4,3%) e Trebbiano (-4,2%). Mentre è il Nero d'Avola (-2,8%) a perdere valore, seguito da Bonarda (-1,9%) e da Sangiovese (-1,4%). Resta alta la percentuale di vino Doc venduto in promozione: lo sono 6 bottiglie su 10 di Gutturnio, Chianti e Bonarda. Mentre il Prosecco spunta il prezzo medio più alto a bottiglia (4,55 euro) nella classifica dei top 15, seguito da Vermentino (4,39 euro) e Muller Thurgau (4,16 euro).

 

Gli emergenti. Due vini del sud Italia sono sul podio degli emergenti, in una classifica che nelle prime 15 posizioni vede ben 10 bianchi. Le prime 10 posizioni sono occupate da Grillo (rientrato in classifica lo scorso anno), Primitivo, Ortrugo, Ribolla, Valpolicella ripasso, Cortese, Passerina, Chianti Classico, Cannonau e Pecorino. Vini che vantano aumenti in doppia cifra compresi tra 12,8% e 22,8% a volume. Se si analizzano i valori, il podio cambia, con il Primitivo a +23,5% seguito da Grillo (+21,2%), Ribolla (+18,4%) e Valpolicella Ripasso (+17,6%). Scompare dagli emergenti, dopo anni di ottime performance, il Pignoletto, che ora si è stabilizzato tra i vini più venduti in Emilia Romagna, secondo solo al Lambrusco. "Gli emergenti si fanno apprezzare per posizionamenti di prezzo non bassi, oltre la metà superiore a 4 euro" commenta Virgilio Romano "e questo è un aspetto positivo perché dimostra la disponibilità del consumatore a premiare novità e valore".

 

Il comparto Bio. Pur rappresentando ancora una piccola fetta di mercato, il biologico incrementa ancora le sue quote nella distribuzione organizzata. E dopo l'ottimo +25% registrato nel 2016, lo scorso anno gli italiani hanno speso 21,6 milioni di euro (+41,2%), con volumi in aumento del 45,3% a 3,8 milioni di litri rispetto ai 2 milioni e mezzo di un anno fa. Dati che indicano quanto siano ancora ampi i margini di crescita.

 

a cura di Gianluca Atzeni

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