11 Apr 2018 / 16:04

A New York riapre il Pastis. La rinascita del ristorante icona che in città ha sdoganato il bistrot alla francese

Nel 1999 il Meatpacking District era popolato di night e club di dubbio gusto; Keith McNally ne intuì le potenzialità, e lì inaugurò il Pastis, cambiando il volto dell’isolato. In 15 anni di attività il bistrot in stile francese diventò un’icona pop, attirando newyorkesi, turisti e celebrità. Poi la chiusura obbligata. Ora il revival, grazie a Stephen Starr. 

A New York riapre il Pastis. La rinascita del ristorante icona che in città ha sdoganato il bistrot alla francese

Nel 1999 il Meatpacking District era popolato di night e club di dubbio gusto; Keith McNally ne intuì le potenzialità, e lì inaugurò il Pastis, cambiando il volto dell’isolato. In 15 anni di attività il bistrot in stile francese diventò un’icona pop, attirando newyorkesi, turisti e celebrità. Poi la chiusura obbligata. Ora il revival, grazie a Stephen Starr. 

Il ristorante icona

C'è stato un tempo, non molto lontano, in cui gli hamburger e le french fries di Pastis, all'angolo tra la 9th Avenue e Little West 12th, attiravano file interminabili di newyorkesi (celebrità comprese, da Anna Wintour a David Bowie, da Martha Stewart a Sarah Jessica Parker) e turisti, attratti dal fascino di un bistrot in stile francese tra i grattacieli e le facciate in mattoncini rossi del Meatpacking District. Dal 1999 al 2014 l'insegna si è trasformata in un ritrovo iconico della città che vive a tutte le ore, e quando si è trattato di abbassare la saracinesca per cause imprescindibili – la demolizione del palazzo che lo ospitava – molti hanno faticato a dire addio al Pastis, nonostante le rassicurazioni di Keith McNally, fondatore del ristorante, che all'epoca aveva promesso una pronta riapertura. Così non è stato, se oggi, dopo quattro anni, il Pastis ha fatto perdere le sue tracce, sebbene il ricordo di quella tavola, gli arredi anni Trenta, il grande bancone circolare, le boiserie e le piastrelle bianche alle pareti, i camerieri coi grembiuli bianchi sempre affaccendati, le tende rosse ad annunciarla da lontano, sia rimasto vivido negli occhi di chi lo frequentava abitualmente. Ma ora la notizia è che il Pastis potrebbe rinascere presto in un nuovo spazio nel West Village, grazie al sodalizio tra McNally e Stephen Starr, celebre imprenditore della ristorazione che conta tra le altre insegne del suo gruppo (Starr Restaurants) una delle moderne tavole francesi più acclamate di New York, Le Coucou.

Il nuovo Pastis

Proprio Starr si sarebbe mosso a sollecitare la ripresa di un progetto che evidentemente è considerato ancora vincente, proponendo un locale non molto distante dal precedente, al 52 di Gansevoort Street: il nuovo Pastis dovrebbe aprire entro un anno, contando su una metratura analoga all’originale, con l’idea di ricreare l’atmosfera di un tempo, che negli ultimi anni McNally ha cercato di trasferire al Cherche Midi di NoLita, aperto proprio nel 2014 al posto della pizzeria Pulino's (sempre di sua proprietà), e prossimo alla chiusura definitiva (prevista per giugno 2018). Chi conosce l’evoluzione del modello di ristorazione francese informale in città, sa bene che in più di un’occasione Starr ha guardato al Pastis (e non solo, visto che McNally gestisce a New York altre insegne iconiche come il Balthazar - dal 1997 - e in passato il New York Times l’ha definito “il ristoratore che ha inventato Downtown”; certamente ha sdoganato l’idea di brasserie) come esempio da imitare, e l’inedita partnership sarebbe giustificata da una comune visione. Anche se stavolta spetterebbe a Starr gestire il progetto, nel rispetto della visione e dello spirito di McNally, “un mentore della cultura pop a New York”, ribadisce l’imprenditore di Philadelphia. La licenza per servire alcolici è già stata richiesta, lo chef, per ora avvolto nel mistero, è già stato assoldato. E questa, dopo diversi falsi allarmi – tempo fa si era parlato di una riapertura al Gansevoort Market – dovrebbe essere la volta buona per la rinascita del Pastis. Chissà se il bistrot saprà nuovamente diventare meta iconica, o se ormai il suo tempo è passato.

 

a cura di Livia Montagnoli

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