6 Mag 2018 / 14:05

Ce n’è per tutti. Il ricettario della Cena dell’Amicizia, che festeggia 50 anni di solidarietà a tavola

La Cena dell’Amicizia, da 50 anni, riunisce i senza fissa dimora di Milano intorno a una tavola imbandita, ogni martedì. Ora un ricettario celebra l’anniversario dell’associazione, con 50 ricette per cene da condividere. E lo zampino di 10 chef. 

Ce n’è per tutti. Il ricettario della Cena dell’Amicizia, che festeggia 50 anni di solidarietà a tavola

La Cena dell’Amicizia, da 50 anni, riunisce i senza fissa dimora di Milano intorno a una tavola imbandita, ogni martedì. Ora un ricettario celebra l’anniversario dell’associazione, con 50 ricette per cene da condividere. E lo zampino di 10 chef. 

 

La Cena dell’Amicizia. Cos’è

Nel 1968 La Cena dell’Amicizia nasceva con l’intenzione di aiutare il prossimo condividendo il calore di un pasto. E da 50 anni il rito della tavola condivisa si ripete ogni martedì, a Milano (nella parrocchia di via Lattanzio), per offrire un momento di conforto alle persone senza fissa dimora della città. Una forma concreta di solidarietà ante litteram, sostenuta dai volontari e dagli operatori della onlus, che con gli anni ha trovato sfogo nelle strutture di ospitalità dell’associazione, l’ultima – Casa Alessia – inaugurata qualche settimana fa con l’idea di fornire agli ospiti l’opportunità di intraprendere un percorso di responsabilizzazione, così da conquistare quell’indipendenza necessaria a rimettersi in gioco. Ma la tavola, con la voglia di ritrovarsi accantonando per il tempo di un pasto ogni differenza sociale e culturale, ha continuato a rivestire un ruolo centrale tra le attività dell’associazione, che proprio in occasione del suo cinquantesimo anniversario ha deciso di mettere a sistema il patrimonio di ricette raccolto nel tempo, per ribadire quanto la cucina sia stata (e continua a essere) veicolo di condivisione, anche quando intorno al tavolo si riuniscono ospiti “a sorpresa”. Così è nato il libro Cen’è per tutti – 50 ricette conviviali per chi ha tanti amici, che proprio sul valore della semplicità imposta un ricettario ideale anche per chi ha poca dimestichezza con i fornelli.

 

Il libro. 50 ricette da condividere

Edito da Altraeconomia e presentato qualche giorno fa in occasione di una cena di beneficenza in Sala d’Onore della Triennale di Milano (col menu ideato per la serata da Stefano Cerveni), il libro raccoglie le ricette storiche dell’associazione, con il contributo di chef a personalità del mondo enogastronomico che hanno accolto la proposta con entusiasmo, studiando soluzioni facilmente replicabili a casa, ma comunque pensate per stupire i commensali (10, in tutto, le ricette d’autore). Tra loro Enrico Crippa (e l’insalata 21, 31, 41),Andrea Berton, Stefano Cerveni, Fabiana Scarica, Claudio Sadler (con una picanha arrosto), Pietro Parisi, Viviana Varese, Alessandro Rapisarda, Simone Rugiati, Allan Bay (che propone una zuppa della tradizione ebraico balcanica, la tsulent); con le illustrazioni d’artista di Federico Maggioni, Francesco Poroli, Chiara Dattola, Guido Scarabottolo, per riappropriarsi del piacere di sfogliare un ricettario come quelli di un tempo. La peculiarità di ogni proposta, è che ogni ricetta è perfetta per sfamare una tavolata da 8 persone in su, tra spezzatini, lasagne xxl, frittate, gazpacho col brivido e bucatini dell’obiettore disperato, melanzane sacco a pelo. E accompagnata dai racconti dei volontari che hanno vissuto in prima persona le difficoltà (e le soddisfazioni) di approntare una cena per tanti ospiti con quello che c’è in dispensa: “Prima non c’è abbastanza pasta per tutti. Poi dal fondo del pensile della cucina trovi al tatto un pacchetto a metà di farfalle, come per magia compare un resto di mezze maniche, scopri dei fusilli nascosti… Ora sì, ce n’è per tutti gli Ospiti! La pasta mista – asciutta o minestra che sia – è un piatto ricco di significati: vuol dire che ogni persona ha un valore inestimabile anche se per una parte della sua vita è diventata “invisibile”, spaiata, ed è stata messa da parte”, recita uno dei passaggi del libro, che evidentemente alla cucina attribuisce tanti significati che vanno oltre al consueto.  La prefazione invece è di Michele Serra, che apre con una piccola provocazione: “Dice un mio vecchio amico che, se avessimo continuato a chiamare cuochi gli chef e sarti gli stilisti, le cose sarebbero andate meglio… Senza niente togliere, ovviamente, alla generosità e al talento degli chef (davvero chef) che hanno dato a questo libro le loro ricette”. Il libro è già disponibile in libreria e online sul sito di Altraeconomia. Un’opportunità per entrare nel racconto dell’ultimo mezzo secolo visto attraverso le vicende esilaranti o commoventi (ma tra le pagine c’è soprattutto tanta voglia di leggerezza) della Cena dell’Amicizia.

 

a cura di Livia Montagnoli

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